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  ..Ma cosa sappiamo del nuovo ceppo e, soprattutto, esiste una cura?
19/10/2026

..Ma cosa sappiamo del nuovo ceppo e, soprattutto, esiste una cura?

L’Ebola è una malattia infettiva grave causata da virus appartenenti alla famiglia dei Filoviridae. Può provocare febbre elevata, forte debolezza, dolori muscolari, vomito, diarrea e, nei casi più gravi, emorragie e complicanze potenzialmente letali.Ma cosa sappiamo del nuovo ceppo e, soprattut...

  e autismo: cosa dice davvero la  ?Le migliori evidenze scientifiche disponibili hanno studiato per anni l’eventuale le...
07/09/2026

e autismo: cosa dice davvero la ?
Le migliori evidenze scientifiche disponibili hanno studiato per anni l’eventuale legame tra e , e non hanno trovato prove di un nesso causale.

In altre parole: i vaccini NON causano l’autismo. Questa conclusione è sostenuta da numerosi studi di grandi dimensioni e da revisioni scientifiche indipendenti.

La ricerca continua, perché la scienza verifica costantemente le proprie conclusioni. Ma sui vaccini e l’autismo, le evidenze accumulate finora sono molto chiare....
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Il   virus è un filovirus a RNA capace di infettare cellule dell'organismo, replicarsi rapidamente, interferire con le d...
19/08/2026

Il virus è un filovirus a RNA capace di infettare cellule dell'organismo, replicarsi rapidamente, interferire con le difese dell'interferone e provocare una malattia sistemica potenzialmente letale, oggi al centro di una delle più importanti emergenze di Ebola mai osservate nella Repubblica Democratica del Congo.

: oltre 5.000 contagi e 2.000 vittime

La situazione in Repubblica Democratica del continua a destare forte preoccupazione.
Ultimi dati aggiornati al 18 agosto 2026:

🔴 5.027 casi confermati
⚫ 2.388 vittime
I casi sono stati registrati in 55 zone sanitarie e 6 province.

Si tratta dell’epidemia di causata dal , un ceppo per il quale non esiste ancora un autorizzato né un trattamento specifico.
Sono comunque in corso studi e valutazioni su possibili vaccini candidati.

⚠️ continua a considerare la situazione un’emergenza internazionale.

È importante informarsi attraverso fonti ufficiali e NON creare allarmismo, ma questi numeri mostrano quanto sia seria la situazione.

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Al 1° agosto erano riportati 3.748 casi confermati e 1.657 morti; sono inoltre in corso studi su vaccini e trattamenti s...
10/08/2026

Al 1° agosto erano riportati 3.748 casi confermati e 1.657 morti; sono inoltre in corso studi su vaccini e trattamenti specifici.

Quanto è pericoloso davvero?

Il Bundibugyo virus è un ebolavirus, quindi è della stessa famiglia dei virus Ebola. Le precedenti epidemie avevano avuto una letalità del 30–50%.

La cosa fondamentale è però capire come si trasmette:

non si comporta come influenza o COVID;

la trasmissione avviene soprattutto attraverso sangue e altri fluidi corporei di una persona infetta;

il rischio aumenta enormemente durante l'assistenza a malati e durante le pratiche funerarie;

il contatto casuale o il semplice trovarsi nella stessa stanza non costituiscono, di per sé, lo scenario tipico di trasmissione.

Questa modalità di trasmissione è uno dei motivi per cui, con isolamento, DPI, tracciamento dei contatti e controllo delle infezioni, un focolaio può essere contenuto.

Perché questa epidemia è diversa?

Qui sta probabilmente l'aspetto più interessante dell'articolo alla luce degli eventi successivi.

L'epidemia è partita nell'Ituri, nella RDC, ma la trasmissione ha continuato ad allargarsi e sono stati identificati casi in Uganda collegati alla RDC. A giugno l'OMS considerava il rischio molto alto nella RDC, alto in Uganda e nei Paesi confinanti, ma basso per il resto dell'Africa e a livello globale.

La situazione è resa molto più difficile da:

spostamenti della popolazione;

attività minerarie e commercio transfrontaliero;

conflitti e difficoltà di accesso alle comunità;

strutture sanitarie fragili;

diagnosi tardive;

difficoltà nel rintracciare tutti i contatti.

E l'Italia?

Il rischio per una persona che vive normalmente in Italia rimane molto basso.

Questo è importante perché "emergenza sanitaria internazionale" (PHEIC) non significa "rischio elevato per tutti i Paesi del mondo". L'OMS ha dichiarato l'emergenza proprio perché l'epidemia richiede una risposta internazionale e c'è rischio di diffusione regionale. Ma la stessa OMS ha valutato il rischio globale come basso.

Per arrivare a una trasmissione sostenuta in Italia servirebbero, in pratica, casi importati + contatti ad alto rischio + mancato riconoscimento/isolamento + catene successive di trasmissione. È uno scenario molto diverso dalla trasmissione respiratoria di un virus come SARS-CoV-2.

Cosa succede se una persona viene infettata?

In genere la malattia comincia con sintomi relativamente aspecifici, come febbre, debolezza intensa e malessere. Successivamente possono comparire sintomi gastrointestinali, disfunzione degli organi e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche. La diagnosi richiede test di laboratorio perché inizialmente può essere difficile distinguerla da altre febbri, per esempio la malaria nelle aree endemiche.

Il punto cruciale è che la terapia di supporto precoce può salvare la vita, anche se non esisteva un trattamento specifico approvato per BDBV.

E i vaccini?

Questa è una delle parti che stanno cambiando più rapidamente.

A inizio agosto 2026:

è iniziato uno studio clinico umano di fase iniziale per il vaccino mRNA-1469 di Moderna;

Oxford e Serum Institute of India stanno sviluppando un altro candidato;

l'OMS sta valutando anche se il vaccino anti-Ebola già approvato per il ceppo Zaire possa offrire protezione contro Bundibugyo;

sono in corso studi su trattamenti antivirali e anticorpi.

Quindi non siamo più nella situazione di maggio in cui praticamente non esistevano contromisure in fase clinica: la risposta scientifica si sta muovendo rapidamente.

La cosa che mi preoccuperebbe di più

Non è tanto la possibilità che "Bundibugyo arrivi in Italia domani".

È il fatto che questa epidemia sta dimostrando quanto rapidamente un virus molto letale possa sfuggire al controllo quando la sorveglianza e il sistema sanitario locale sono sotto pressione.

Ed è esattamente la lezione più importante della review del NEJM: non bisogna aspettare di avere il vaccino perfetto per essere in grado di fermare un'epidemia. Diagnosi precoce, isolamento, assistenza clinica, protezione degli operatori sanitari, tracciamento e collaborazione con le comunità rimangono fondamentali.

In sintesi:

> 🟢 Rischio quotidiano per l'Italia: basso
🟠 Rischio per i Paesi vicini alla RDC: significativamente più alto
🔴 Situazione nell'Ituri/RDC: molto seria
💉 Vaccino specifico: ancora sperimentale, ma sviluppo in corso
💊 Terapie: sperimentazioni già avviate e risultati preliminari incoraggianti

Due iniezioni all'anno potrebbero prevenire l' .(Invece non e così)Si chiama    ed è una delle innovazioni più important...
07/08/2026

Due iniezioni all'anno potrebbero prevenire l' .
(Invece non e così)
Si chiama ed è una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni nella prevenzione dell'HIV. Due sole somministrazioni ogni anno potrebbero proteggere milioni di persone dal contagio.
Eppure il mondo rischia di non sfruttare questa opportunità.

Da una parte c'è il costo ancora troppo elevato del farmaco, che ne limita l'accesso in molti . Dall'altra, i tagli e le sospensioni dei ai programmi internazionali contro l'HIV, decisi dall'amministrazione , hanno indebolito reti di prevenzione fondamentali, mettendo a rischio la diffusione della proprio nelle aree dove ce n'è più bisogno.

È un paradosso.

La scienza ci offre uno strumento capace di cambiare il corso dell'epidemia, ma la politica e le disuguaglianze economiche rischiano di impedirne l'accesso a milioni di persone.

Le innovazioni mediche hanno valore solo quando sono accessibili. Altrimenti, restano un privilegio invece di diventare salute pubblica.

"Ci dicevano che stavamo esagerando. Oggi, purtroppo, i numeri parlano chiaro." Sono 5 anni che lanciamo lo stesso messa...
08/07/2026

"Ci dicevano che stavamo esagerando. Oggi, purtroppo, i numeri parlano chiaro."

Sono 5 anni che lanciamo lo stesso messaggio: le infezioni sessualmente trasmissibili stanno tornando a crescere. Oggi l'aumento dei casi di , e di altre MTS dimostra che la prevenzione non può più essere rimandata. Il problema non è parlare di sesso. Il problema è non parlarne. Fare prevenzione significa informare, educare e combattere i pregiudizi. Significa spiegare che oggi abbiamo strumenti efficaci per proteggerci. Oltre al pr********vo e ai test periodici, esiste la (profilassi pre-esposizione): una semplice terapia preventiva che, se assunta correttamente e sotto controllo medico, riduce in modo molto elevato il rischio di contrarre l'HIV. Ma attenzione: la PrEP protegge dall'HIV, non dalla sifilide e dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili. Per questo il pr********vo e i controlli regolari restano fondamentali. La conoscenza salva la salute. Il silenzio, invece, favorisce la diffusione delle infezioni. Dopo 5 anni continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: , e promuovere la prevenzione. Perché parlare di salute sessuale significa prendersi cura delle persone.

http://osnm.it
Roberto Fico Regione Campania
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23/06/2026

Prendersi cura della propria è un atto di responsabilità e di amore verso sé stessi.
Per le persone che vivono con l' , seguire la terapia in modo costante e secondo le indicazioni dei medici è fondamentale. Le cure oggi permettono a moltissime persone di vivere una vita lunga, attiva e in salute.
Assumere regolarmente i aiuta a mantenere sotto controllo il virus, protegge il sistema immunitario e, quando la carica virale diventa non rilevabile e rimane tale, elimina il rischio di trasmissione sessuale del (principio noto come U=U: Undetectable = Untransmittable).
L'aderenza alla terapia non è solo una questione medica: è un investimento nel proprio futuro, nel proprio benessere e nella qualità della vita. Per questo è importante seguire il percorso terapeutico con costanza, confrontarsi con il proprio team e chiedere supporto quando si incontrano difficoltà.
La cura funziona meglio quando viene seguita con regolarità. La salute merita attenzione, ogni giorno. ❤️ www.osnm.it

Perché il focolaio attuale di   preoccupa??Il problema principale è che il focolaio coinvolge il ceppo  , molto più raro...
27/05/2026

Perché il focolaio attuale di preoccupa??
Il problema principale è che il focolaio coinvolge il ceppo , molto più raro rispetto al ceppo , quello su cui erano stati ottimizzati molti test rapidi utilizzati negli ultimi anni.

Nelle prime settimane, alcuni test locali in hanno dato risultati negativi non perché il virus fosse “invisibile”, ma perché quei test cercavano specifiche firme genetiche più compatibili con altri ceppi di Ebola.

🔴 I test rapidi funzionano identificando precise caratteristiche del virus.
Se il ceppo presenta differenze genetiche significative:

la sensibilità del test può diminuire;

aumenta il rischio di falsi negativi nelle fasi iniziali;

campioni conservati o trasportati male possono peggiorare ulteriormente l’accuratezza.

Solo analisi più avanzate PCR approfondite e sequenziamento genetico hanno poi confermato la presenza del Bundibugyo virus.

Questo non significa che il virus stia “mutando in modo fantascientifico” o sfuggendo completamente ai controlli. Significa piuttosto che: 🔴 il ceppo è raro;
🔴 le strutture sanitarie locali hanno risorse limitate;
🔴la conferma richiede laboratori specializzati.

Un altro elemento critico è che, a differenza del ceppo Zaire, per Bundibugyo non esistono ancora vaccini specifici approvati.

È un promemoria importante: nelle epidemie non conta solo il virus, ma anche la velocità diagnostica, l’accesso ai laboratori e la capacità sanitaria locale.
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 : guida completa al virus, ai tipi, ai sintomi, ai vaccini e alla prevenzioneCos’è l’EbolaL’Malattia da virus Ebola è u...
19/05/2026

: guida completa al virus, ai tipi, ai sintomi, ai vaccini e alla prevenzione
Cos’è l’Ebola
L’Malattia da virus Ebola è una grave malattia infettiva causata da virus appartenenti alla famiglia Filoviridae. Colpisce esseri umani e alcuni animali, in particolare primati e pipistrelli frugivori.
La malattia è nota per la sua elevata mortalità e per le grandi epidemie che hanno colpito soprattutto l’Africa centrale e occidentale.
Il virus fu identificato per la prima volta nel 1976 vicino al fiume Ebola, nell’attuale Repubblica Democratica del Congo.
I tipi di virus Ebola
Esistono diversi ceppi del virus Ebola. Ognuno ha caratteristiche differenti per diffusione e mortalità.
1. Zaire ebolavirus
È il ceppo più pericoloso e mortale.
Ha causato la maggior parte delle grandi epidemie, inclusa quella del 2014-2016 in Guinea, Liberia e Sierra Leone.
Caratteristiche:
Mortalità molto elevata
Trasmissione rapida
Responsabile della maggior parte dei decessi
2. Sudan ebolavirus
Identificato per la prima volta in Sudan.
Caratteristiche:
Mortalità alta ma inferiore al ceppo Zaire
Ha provocato numerose epidemie in Uganda
Attualmente non esiste un vaccino approvato specifico contro questo ceppo.
3. Bundibugyo ebolavirus
Scoperto nel distretto di Bundibugyo in Uganda nel 2007.
Caratteristiche:
Mortalità moderata
Sintomi simili agli altri ceppi
4. Taï Forest ebolavirus
Scoperto in Costa d’Avorio.
Caratteristiche:
Molto raro
Pochi casi umani documentati
5. Reston ebolavirus
Identificato nelle Filippine.
Caratteristiche:
Colpisce principalmente animali
Negli esseri umani non ha causato forme mortali note
6. Bombali ebolavirus
Scoperto recentemente nei pipistrelli in Sierra Leone.
Caratteristiche:
Ancora poco studiato
Non risultano casi umani confermati
Come si trasmette l’Ebola
Il virus si diffonde attraverso:
Contatto con sangue o fluidi corporei infetti
Contatto con animali selvatici infetti
Strumenti medici contaminati
Contatto diretto con persone malate o decedute
L’Ebola non si trasmette per via aerea come l’influenza.
Sintomi dell’Ebola
I sintomi possono comparire tra 2 e 21 giorni dopo il contagio.
Sintomi iniziali
Febbre alta
Debolezza intensa
Mal di testa
Dolori muscolari
Mal di gola
Sintomi avanzati
Vomito
Diarrea
Eruzioni cutanee
Emorragie interne ed esterne
Insufficienza multiorgano
Nei casi più gravi il virus provoca shock e morte.
Diagnosi
La diagnosi avviene tramite:
Test PCR
Analisi del sangue
Identificazione del materiale genetico del virus
I laboratori che trattano Ebola richiedono livelli di biosicurezza molto elevati.
Cure e trattamenti
Non esiste una cura universale definitiva, ma oggi i trattamenti sono molto migliorati.
Terapie di supporto
Reidratazione
Ossigenoterapia
Controllo della pressione
Trasfusioni
Farmaci monoclonali
Negli ultimi anni sono stati sviluppati anticorpi monoclonali efficaci contro il ceppo Zaire.
Tra i principali:
Inmazeb
Ebanga
Questi farmaci aumentano significativamente le possibilità di sopravvivenza se somministrati rapidamente.
I vaccini contro Ebola
Ervebo
Il vaccino più importante è:
Ervebo
Sviluppato contro il ceppo Zaire.
Caratteristiche:
Vaccino vivo attenuato
Elevata efficacia
Usato durante le epidemie in Africa
Ha rappresentato una svolta storica nella lotta all’Ebola.
Zabdeno e Mvabea
Un altro sistema vaccinale utilizza due dosi:
Zabdeno
Mvabea
Questa strategia serve soprattutto per la prevenzione a lungo termine.
Come prevenire l’Ebola
Le principali misure preventive sono:
Lavaggio accurato delle mani
Uso di dispositivi di protezione
Isolamento dei pazienti
Tracciamento dei contatti
Vaccinazione nelle aree a rischio
Controlli sanitari negli ospedali
Le grandi epidemie di Ebola
Epidemia del 2014-2016
La più grave della storia.
Coinvolse:
Guinea
Liberia
Sierra Leone
Provocò:
Oltre 28.000 casi
Più di 11.000 morti
Epidemie nella Repubblica Democratica del Congo
Negli ultimi anni varie epidemie sono state contenute grazie:
ai vaccini,
ai sistemi di sorveglianza,
alle cure più moderne.
Ebola e animali
I principali serbatoi naturali del virus sembrano essere i pipistrelli frugivori.
Il contagio può passare dagli animali all’uomo attraverso:
caccia,
consumo di carne selvatica,
contatto con animali infetti.
Impatto globale
L’Ebola ha avuto enormi conseguenze:
crisi sanitarie,
problemi economici,
paura globale,
difficoltà nei sistemi ospedalieri africani.
Le epidemie hanno anche accelerato la ricerca scientifica sui vaccini e sulle malattie infettive emergenti.
Curiosità sull’Ebola
Il virus può sopravvivere per alcuni giorni nei fluidi corporei.
Alcuni sopravvissuti possono avere complicazioni per anni.
Il tasso di mortalità varia dal 25% al 90% a seconda del ceppo e delle cure disponibili.
L’Ebola è considerato uno dei virus più pericolosi al mondo.
Conclusione
L’Malattia da virus Ebola rimane una delle malattie infettive più temute, ma oggi la medicina dispone di strumenti molto più efficaci rispetto al passato.
Grazie ai vaccini, ai trattamenti moderni e ai sistemi di prevenzione, molte epidemie possono essere controllate rapidamente. Tuttavia, la sorveglianza sanitaria internazionale resta fondamentale per evitare nuove grandi emergenze.

Indirizzo

Naples

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