09/07/2026
Ripartire da Padova
Con il XIX Congresso nazionale della UIL si è conclusa una stagione congressuale straordinariamente intensa, che per molti mesi ha attraversato ogni luogo di lavoro, ogni territorio, ogni categoria, ogni unione regionale e ogni livello della nostra Organizzazione.
Migliaia di assemblee, centinaia di congressi, occasioni di confronto, di verifica del lavoro svolto e di costruzione delle prospettive future hanno rappresentato molto più di un semplice adempimento statutario. Sono stati un grande esercizio di partecipazione democratica, attraverso il quale la UIL ha saputo ascoltare, discutere, rinnovarsi e rafforzarsi.
Anche per la UIL Artigianato è stata una stagione particolarmente significativa. Abbiamo avuto il privilegio di partecipare a moltissimi di questi appuntamenti, condividendo idee, progetti, esperienze e responsabilità con dirigenti sindacali in ogni parte d’Italia, fino all’approdo naturale rappresentato dal Congresso nazionale di Padova, momento di sintesi e, al tempo stesso, di rilancio dell’intero percorso congressuale.
Ora che sono trascorsi alcuni giorni dalla conclusione dei lavori, e che l’emozione ha lasciato spazio alla riflessione, è possibile provare a dare una lettura più ampia di quanto abbiamo vissuto.
Padova non è stata semplicemente la sede di un congresso riuscito. È stata la rappresentazione concreta di una Confederazione che attraversa una stagione di particolare forza politica, organizzativa e culturale.
Lo è stata anzitutto per la qualità della proposta sindacale. In un tempo attraversato da guerre, profonde trasformazioni del lavoro, transizioni industriali e tecnologiche, cambiamenti demografici e nuovi squilibri sociali, la UIL ha dimostrato di non limitarsi a rincorrere gli eventi, ma di voler contribuire a determinarne la direzione.
Dalla sicurezza sul lavoro alla rappresentanza, dalla contrattazione alle opportunità e ai rischi dell’intelligenza artificiale, dalle politiche industriali alle politiche di genere e per le pari opportunità, dalla fiscalità locale alla misurazione della rappresentanza, è emersa una visione coerente del ruolo che il sindacato è chiamato a svolgere nei prossimi anni. Una visione capace di coniugare il realismo dell’azione quotidiana con la capacità di guardare lontano, anticipando le grandi trasformazioni che interesseranno il lavoro e la società.
È stata la conferma di una UIL progressista, laica, autonoma, capace di dialogare con le istituzioni, con il Governo e con tutte le forze politiche, ma anche di richiamare l’attenzione delle altre Confederazioni sindacali ogni volta che ritiene necessario avanzare proposte, aprire confronti o indicare nuove priorità. Una UIL che continua a ricercare l’azione sindacale unitaria senza mai rinunciare alla propria identità, alla propria iniziativa e alla propria capacità di anticipare i tempi.
Grande merito va riconosciuto a Pierpaolo Bombardieri, la cui leadership ha trovato a Padova un’ulteriore consacrazione pubblica. Ma il Congresso ha restituito anche l’immagine di una Segreteria Confederale ricca di personalità, di competenze e di esperienze, ciascuna pienamente impegnata nelle proprie deleghe, insieme al prezioso lavoro del Tesoriere e dell’intera macchina organizzativa che ha saputo realizzare un evento di straordinaria complessità.
Uno degli aspetti destinati a lasciare il segno è stata la qualità del dibattito. Gli interventi dei dirigenti delle unioni regionali, delle categorie nazionali e dei servizi hanno confermato quanto sia oggi forte e condivisa la cultura confederale della UIL. Esperienze maturate nei territori e nei comparti produttivi più diversi hanno trovato una sintesi naturale dentro un progetto comune, restituendo l’immagine di un’Organizzazione consapevole della propria identità e della direzione nella quale intende proseguire il proprio cammino.
Accanto ai lavori congressuali, hanno avuto un valore non meno importante i tanti incontri informali sviluppatisi nei tre giorni del Congresso. Relazioni che si rinsaldano, nuove conoscenze, confronti spontanei, idee che prendono forma, collaborazioni che nascono davanti a uno stand, durante una pausa o lungo un corridoio. È anche questa una delle ricchezze più autentiche di un congresso confederale: costruire comunità, rafforzare relazioni umane e professionali, alimentare quel senso di appartenenza che rappresenta uno dei patrimoni più preziosi della UIL.
Il Congresso ha saputo parlare anche attraverso linguaggi nuovi. La presenza della robotica, il dialogo con il mondo universitario e della ricerca, la partecipazione di autorevoli esponenti delle istituzioni, dell’economia, della cultura e della società civile hanno confermato la volontà della UIL di confrontarsi con il futuro senza timori, scegliendo di governare l’innovazione anziché subirla.
Allo stesso tempo, le testimonianze di Emma Marrazzo e di Gino Cecchettin hanno ricordato come il valore dell’umanità, della dignità della persona e del contrasto ad ogni forma di violenza costituiscano principi non negoziabili dell’azione sindacale. Un Congresso capace, nello stesso momento, di parlare di algoritmi e di persone, di innovazione e di diritti, di sviluppo e di solidarietà.
In un tempo nel quale le grandi organizzazioni intermedie vengono spesso descritte come incapaci di mobilitare partecipazione, Padova ha offerto un’immagine diversa. Oltre quattromila persone riunite non rappresentano soltanto un dato organizzativo. Raccontano una comunità viva, una forte appartenenza e una capacità di coinvolgimento che oggi poche realtà associative possono vantare.
Dentro questa cornice anche la UIL Artigianato ha voluto offrire un suo contributo particolare.
Il nostro stand è stato certamente uno spazio di accoglienza e di incontro, molto apprezzato per i materiali informativi e i gadget distribuiti, ma soprattutto è diventato un luogo di confronto e di racconto della nostra esperienza.
La pubblicazione realizzata in occasione del Congresso ha rappresentato il modo con cui la UIL Artigianato ha scelto di presentarsi all’intera Organizzazione: non un semplice volume celebrativo, ma uno strumento di riflessione che ricostruisce il percorso compiuto e prova a delineare gli impegni dei prossimi anni. Un lavoro collettivo che ha visto il contributo dei Segretari Confederali, del Tesoriere della UIL e di tutte le categorie firmatarie dei Contratti Collettivi Nazionali del comparto artigiano, a testimonianza di una rete di relazioni costruita quotidianamente e di una esperienza profondamente inserita nella vita della Confederazione.
Ma la presenza della UIL Artigianato è andata ben oltre il nostro stand.
In ogni appuntamento congressuale di questi mesi e, infine, nell’assise nazionale di Padova, nelle delegazioni regionali, nelle categorie, nei servizi e negli organismi dirigenti erano presenti donne e uomini che ogni giorno operano nel Coordinamento nazionale, nei territori, nella rappresentanza del comparto artigiano e nella sicurezza sul lavoro. Ritrovarsi insieme, confrontarsi, condividere esperienze e progettare il futuro ha rappresentato uno degli aspetti più significativi di questa lunga stagione congressuale.
C’è poi un dato che merita particolare soddisfazione.
Molti dirigenti, delegati, responsabili territoriali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che negli ultimi anni hanno maturato il proprio percorso nella UIL Artigianato hanno assunto, proprio in questa stagione congressuale, nuovi e importanti incarichi nelle strutture confederali, nelle categorie e nei territori. È il segno concreto che investire sulle persone, accompagnarne la crescita e offrire occasioni di responsabilità rappresenta una scelta lungimirante.
Da questo punto di vista, la UIL Artigianato continua a svolgere una funzione del tutto peculiare all’interno della Confederazione.
Ci piace definirla una delle sinapsi della UIL. Come nel sistema nervoso è uno dei punti nel quale impulsi diversi si incontrano e si trasformano in energia, così il Coordinamento mette quotidianamente in connessione categorie, confederazione, territori, servizi, competenze ed esperienze. Non realtà parallele, ma relazioni che generano conoscenza, contaminazione positiva e progettualità comune.
Ed è anche per questo che, negli anni, la UIL Artigianato è diventata una vera e propria nave scuola. Un luogo nel quale giovani delegate e delegati, dirigenti territoriali, rappresentanti dei lavoratori e responsabili sindacali possono sperimentarsi, assumere responsabilità, conoscere la complessità della rappresentanza, della contrattazione e dell’organizzazione confederale. Non sorprende, quindi, che proprio da questa esperienza siano emerse molte delle donne e degli uomini che oggi ricoprono nuovi incarichi di responsabilità nella UIL.
Ma tutto questo trova il proprio significato soltanto dentro una prospettiva più ampia.
Ripartiamo da Padova con entusiasmo, ma soprattutto con responsabilità.
La lunga stagione congressuale che abbiamo vissuto non è stata un punto di arrivo. È stata il momento nel quale la UIL ha verificato la solidità della propria proposta politica e sindacale, la qualità della propria classe dirigente e la forza della propria comunità.
Oggi sappiamo di poter guardare avanti con ancora maggiore fiducia.
Il Paese attraversa una stagione complessa. Le trasformazioni del lavoro, le transizioni tecnologiche, le nuove disuguaglianze, la crisi demografica, la competizione internazionale e le tensioni geopolitiche chiedono un sindacato capace non soltanto di difendere i diritti conquistati, ma di immaginare e costruire quelli di domani.
C’è bisogno di una Organizzazione che sappia elaborare idee, avanzare proposte, promuovere partecipazione democratica, praticare innovazione, costruire buona contrattazione e contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’Italia.
Il XIX Congresso ci consegna una UIL più forte, più autorevole e ancora più consapevole delle proprie responsabilità. Una Confederazione che ha dimostrato di possedere una leadership riconosciuta, una squadra dirigente competente, una straordinaria capacità organizzativa e una visione riformista capace di guardare oltre l’immediato.
È con questa consapevolezza che ripartiamo.
Con l’orgoglio di appartenere ad una grande Confederazione.
Con la serenità di sapere che il lavoro da fare è ancora molto.
Ma soprattutto con la convinzione che la UIL disponga oggi delle idee, delle competenze, delle persone e della credibilità necessarie per essere sempre più protagonista della vita democratica, economica e sociale del Paese.
La UIL Artigianato continuerà a fare la propria parte, mettendo ogni giorno in connessione persone, esperienze e competenze. Perché il futuro non nasce da realtà che procedono parallele. Nasce quando le idee si incontrano, quando le responsabilità vengono condivise e quando una comunità sceglie di camminare nella stessa direzione.
È questo, in fondo, il messaggio più bello che Padova ci consegna.
A corredo, metto qui una fotografia con molti, ma non tutti, della UIL ARTIGIANATO presenti a Padova.