Ta Pum

Ta Pum In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, il Comitato Ta Pum promuove un "Cammino dell

In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, il Comitato Ta Pum promuove un "Cammino della memoria" nei luoghi, dallo Stelvio al Carso, che furono lo scenario della Grande Guerra. Un viaggio per conoscere e capire la Storia "in maiuscolo", che ha sconvolto e cambiato il mondo, ma anche le tante storie "minuscole", scritte con l’inchiostro e con il sangue di quanti in quei luoghi hanno

combattuto e sofferto. Ta Pum è un cammino di oltre 1.800 km, suddiviso in due percorsi, uno alpinistico suddiviso in 53 tappe e uno escursionistico suddiviso in 35 tappe, che collega i luoghi la cui storia è legata ai momenti più significativi della prima Guerra Mondiale. Ideato dal Comitato Tapum con la collaborazione di storici ed esperti, il percorso alpinistico segue la linea dei cinque fronti di guerra dallo Stelvio al Mare – Stelvio-Adamello-Giudicarie, Cadore, Carnia, Fronte Giulia, mentre il percorso escursionistico collega le due città, Trento e Trieste, passando dall'altopiano di Asiago a Bassano, da Vittorio Veneto a Redipuglia. Entrambi i percorsi includono luoghi la cui storia è legata ad alcuni dei momenti più significativi del conflitto. L'iniziativa è promossa da L'Uomo Libero ONLUS, dagli Accompagnatori di Territorio del Trentino e dall'Ufficio Stampa del CNR.

Questa è un'immagine del Monte San Michele (oggi meta di bellissime escursioni a carattere storico, paesaggistico e natu...
31/05/2026

Questa è un'immagine del Monte San Michele (oggi meta di bellissime escursioni a carattere storico, paesaggistico e naturalistico), al tempo della Grande Guerra uno dei teatri più feroci e devastanti. Basti pensare che inghiottì nelle sue viscere una media di 13 UOMINI a mq.....con il terreno sconvolto per una profondità di quasi 3 metri....

Una sentinella veglia da lontano sul Sacrario del Pasubio.Foto di Alex Gazzola
23/05/2026

Una sentinella veglia da lontano sul Sacrario del Pasubio.
Foto di Alex Gazzola

LA PAROLA D'ONORENel 1916 un ufficiale britannico prigioniero dei tedeschi chiese di poter tornare in Inghilterra per ve...
19/05/2026

LA PAROLA D'ONORE
Nel 1916 un ufficiale britannico prigioniero dei tedeschi chiese di poter tornare in Inghilterra per vedere sua madre morente. Gli dissero di sì, a una sola condizione: avrebbe dovuto promettere di tornare nel campo di prigionia. E lui mantenne la parola.

Il capitano Robert Campbell dell’esercito britannico era detenuto nel campo di Magdeburgo, in Germania, da diversi mesi quando ricevette una lettera della Croce Rossa.

Dentro c’era una notizia devastante.

Sua madre stava morendo.

Campbell rimase seduto in silenzio nella baracca del campo, stringendo il foglio tra le mani. Era a centinaia di chilometri da casa, nel pieno della Prima guerra mondiale, e sapeva che probabilmente non avrebbe mai più rivisto sua madre viva.

Ma decise comunque di tentare qualcosa che sembrava impossibile.

Scrisse direttamente al comandante tedesco del campo chiedendo il permesso di tornare temporaneamente in Inghilterra per salutarla un’ultima volta.

In cambio offrì soltanto una cosa:

La sua parola d’onore.

Promise che, dopo la visita, sarebbe tornato volontariamente in prigionia.

Molti altri detenuti pensarono che quella richiesta non avrebbe mai funzionato. Era una guerra feroce. Migliaia di uomini morivano ogni giorno nelle trincee. Nessuno si aspettava un gesto di fiducia tra eserciti nemici.

E invece accadde.

Dopo alcune settimane il comandante tedesco convocò Campbell e gli comunicò che il permesso era stato approvato.

Poteva partire.

Ma avrebbe dovuto tornare.

Campbell rispose immediatamente:

“Avete la mia parola.”

Attraversando la Svizzera neutrale e grazie all’aiuto della Croce Rossa, riuscì a rientrare in Inghilterra. Per la prima volta dopo mesi, era libero.

Avrebbe potuto restare.

Nessuno in patria lo avrebbe probabilmente giudicato per aver evitato di tornare in un campo tedesco durante la guerra. Perfino la sua famiglia lo pregò di non ripartire.

Ma per lui la questione era semplice.

Aveva dato la sua parola.

Quando arrivò a casa, sua madre era ancora viva, anche se molto debole. Passò con lei gli ultimi giorni e riuscì a starle accanto prima della morte.

Dopo il funerale si preparò a partire di nuovo.

Attraversò l’Europa e si presentò volontariamente ai cancelli del campo di Magdeburgo.

“Sono tornato”, disse al comandante.

Secondo i racconti dell’epoca, l’ufficiale tedesco gli strinse la mano e rispose:

“Sapevo che sareste tornato.”

Campbell rimase prigioniero ancora a lungo e in seguito tentò persino di fuggire scavando tunnel insieme ad altri ufficiali britannici. Non vedeva alcuna contraddizione in questo. Aveva promesso soltanto di tornare dopo aver salutato sua madre.

E quella promessa l’aveva mantenuta.

La storia di Robert Campbell continuò a essere raccontata anche dopo la guerra perché parlava di qualcosa di raro perfino in mezzo alla distruzione della Prima guerra mondiale:

due nemici che, per un momento, decisero di fidarsi soltanto dell’onore di un uomo.

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15/05/2026

Spettacolare immagine del Tagliamento con sullo sfondo Gemona (ricorrono i 50 anni del terremoto del 76...) e le Prealpi Giulie, il tutto visto dal Monte di Ragogna. Qui l'eroica
resistenza della Brigata Bologna e la disperazione nel resistere all'avanzata degli austrotedeschi, dopo Caporetto, permise alle nostre truppe in ritirata di potersi attestare sulla nuova linea del Piave e del Montello. Da qui la riscossa che ci porterà a Vittorio Veneto.

Però a portare un sorriso ai bambini ammalati dell'ospedale pediatrico Gaslini i muli vanno ancora bene eh?
08/05/2026

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Per quello che sentiamo noi, non è certamente l'abito a fare il monaco. E ciò vale anche per il cappello.
29/04/2026

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25/04/2026

L'avventura del viaggio di Ta Pum comincia qui, in compagnia dei nostri nonni e bisnonni: a destra Pietro, sergente dei Granatieri di Sardegna, uno dei costruttori della mitica Strada delle 52 gallerie sul Pasubio; a sinistra Virginius, Kaiserjäger imperiale, due medaglie di bronzo al valor militare. Cosa chiedere a noi stessi di più per cercare di capire la Storia.

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18/04/2026

La Kaiserjägerstrasse o strada del Menador o strada di Monte Rovere, costruita dai Kaiserjäger, militari austriaci, impiegata per portare i rifornimenti alle truppe sugli altipiani cimbri e in particolare su Asiago, è un'opera d'ingegneria militare imponente, strategica e pure bellissima, visto che i panorami spaziano dalla Valsugana ed i suoi laghi, alle Dolomiti di Brenta.

Florian Parolin ha ricordato, con un gesto sportivo, l'anniversario dell'assalto a Cima Rocca il 7 aprile del 1916 da pa...
12/04/2026

Florian Parolin ha ricordato, con un gesto sportivo, l'anniversario dell'assalto a Cima Rocca il 7 aprile del 1916 da parte di un nucleo di assaltatori del 5° Rgt Alpini, battaglione Val Chiese, con una manovra d'aggiramento scalando una difficile parete, mentre il resto del battaglione attaccava frontalmente la cima. Un'impresa eroica, sbucando a ridosso delle posizioni avversarie, occupandole sino al contrassalto austriaco, altrettanto eroico, che provocò probabilmente la morte di tutti gli Alpini. Florian ha raggiunto Cima Rocca partendo a nuoto dal Lago di Garda, per deporre una rosa rossa simbolo di amore per la Patria, su quelle rocce testimoni della tragedia. L'evento ha avuto luogo con la partecipazione dell'A.N.A. di Riva del Garda e dell'Associazione Nazionale Bersaglieri d'Italia.

Sabato 11 aprile, l'amico e alpino Florian Parolin si cimenterà in un'impresa sportiva alla quale non è nuovo. Per ricor...
08/04/2026

Sabato 11 aprile, l'amico e alpino Florian Parolin si cimenterà in un'impresa sportiva alla quale non è nuovo. Per ricordare l'anniversario dell'assalto a cima Rocca ( Riva del Garda) da parte del battaglione Vestone il 7 aprile 1916, Florian raggiungerà la cima partendo a nuoto dal lago. Alle 11 lo aspetteranno i bersaglieri e gli alpini per una piccola cerimonia al cippo del caporalmaggiore Boninsegna.

Indirizzo

Via Europa 3
Nago Torbole
38069

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