13/10/2026
Il Governo usa i pensionati come bancomat: 10 miliardi in quattro anni
Inserito da SPI Monza Brianza | NOTIZIE, Pensioni
Il Governo usa i pensionati come bancomat: 10 miliardi in quattro anni
7 Ottobre 2026
L’inchiesta Dataroom rilancia l’allarme sulla perdita di potere d’acquisto. Tania Scacchetti, segretaria generale dello SPI CGIL: tra il 2023 e il 2025 il Governo Meloni ha risparmiato 10 miliardi limitando la rivalutazione delle pensioni.
Gli aumenti dei prezzi impoveriscono i pensionati quando gli adeguamenti degli assegni non bastano a compensarli. Una difficoltà che riguarda anche tante famiglie della Brianza, alle prese con il costo della spesa, delle bollette e delle cure.
L’inchiesta Dataroom di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, richiamata in una nota dello SPI CGIL nazionale, riporta al centro dell’attenzione le conseguenze dei ripetuti interventi sulla rivalutazione delle pensioni. Per la segretaria generale Tania Scacchetti, i dati confermano quanto il sindacato denuncia da tempo: le pensioni sono state utilizzate dai governi come un «vero e proprio bancomat».
Dieci miliardi sottratti alla rivalutazione
Tra il 2023 e il 2025 il Governo Meloni ha risparmiato 10 miliardi di euro attraverso il meccanismo della rivalutazione a classi.
La rivalutazione, chiamata anche perequazione, serve ad adeguare le pensioni all’aumento dei prezzi. Limitarla significa riconoscere incrementi inferiori a quelli necessari per difendere il potere d’acquisto. L’assegno può dunque aumentare in euro, mentre diminuisce ciò che permette di comprare.
A pagare è anche il ceto medio
Non si tratta soltanto di assegni molto elevati. L’esempio è quello di una pensione di 2.826 euro lordi mensili, inferiore quindi a duemila euro netti: tra il 2012 e il 2025 la perdita complessiva rispetto alla rivalutazione piena arriva a 37.498 euro lordi.
Il dato rende evidente l’effetto cumulativo delle limitazioni. Gli adeguamenti ridotti incidono infatti anche sulla base di calcolo degli aumenti successivi, prolungando nel tempo la perdita.
Servono regole stabili
Nel corso degli ultimi trent’anni il sistema di rivalutazione è stato modificato quindici volte. Un continuo cambiamento delle regole che rende incerta la tutela dei redditi da pensione.
La richiesta dello SPI CGIL è chiara: un meccanismo di perequazione stabile, capace di proteggere il potere d’acquisto, senza trasformare le pensioni in una voce su cui intervenire continuamente per far quadrare i conti pubblici.
Anche per lo SPI CGIL Brianza difendere il valore delle pensioni significa tutelare l’autonomia delle persone anziane e la sicurezza delle loro famiglie. Chi ha lavorato e versato contributi per una vita deve poter contare su un reddito adeguato e su regole certe.