Associazione di solidarietà attiva "Benedetto Mallamaci"

Associazione di solidarietà attiva "Benedetto Mallamaci" medico e politico calabrese. Per mantenere vivi, condividendoli, i valori guida di ogni sua azione

Oggi 22 giugno si è tenuta a Reggio Calabria, a Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, la ceri...
22/06/2026

Oggi 22 giugno si è tenuta a Reggio Calabria, a Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, la cerimonia ufficiale di apposizione
di una targa commemorativa in ricordo della prima riunione del Consiglio regionale svoltasi a Reggio Calabria il 22 giugno 1971, che fu l’atto di avvio della normalità istituzionale. Era passato un anno dall'elezione, il 7 giugno 1970, dei Consiglieri regionali della Prima Legislatura, fra cui il socialdemocratico mottese Benedetto Mallamaci, costretti a operare in condizione di precarietà, con la prima seduta di insediamento avvenuta il 13 luglio 1970 presso la sede dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro e l’elezione della prima Giunta regionale con Presidente il prof. Antonio Guarasci, in una seduta straordinaria avvenuta in data 19 ottobre 1970. A quest'ultima riunione partecipa per la prima volta anche Benedetto Mallamaci, assente fino ad allora in segno di solidarietà con la città di Reggio Calabria, e contro la scelta del capoluogo di Regione.

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22/06/2026

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In casa della nonna, il gioco era ago, filo e pezzi di stoffa. Gli altri bambini giocavano fuori, Rocco Vitaliano restava dentro a cucire.
Cresciuto a Girifalco, piccolo centro del catanzarese, a 14 anni si è iscritto all'istituto tecnico di moda. L'anno dopo ha messo insieme i soldi risparmiati e ha comprato i suoi primi due telai tradizionali calabresi.

Non era semplice: quella tradizione a Girifalco si era interrotta da tempo. Ha cercato le anziane del posto e dei paesi vicini, quelle che ancora ricordavano le tecniche, e ha chiesto di imparare.

Oggi Rocco ha 22 anni e a 20 ha aperto il suo primo aterlier in cui crea abiti e filati artigianali usando tecniche antiche che stavano andando perdute.

questa è la che ci piace 💙

18/06/2026
In Italia le grandi opere pubbliche incompiute hanno un loro censimento ufficiale: 546 (dato 2018).Il problema non è che...
07/06/2026

In Italia le grandi opere pubbliche incompiute hanno un loro censimento ufficiale: 546 (dato 2018).
Il problema non è che alcune opere siano rimaste a metà. Il problema è che "opera incompiuta" è diventata una voce del bilancio pubblico con un suo ufficio, un suo database, una sua procedura di aggiornamento annuale.
Lo Stato italiano non ha un problema con le opere incompiute. Ha un sistema per archiviarle! Non è un'anomalia sporadica: è una categoria stabile del bilancio pubblico italiano!

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In Italia le grandi opere pubbliche incompiute hanno un loro censimento ufficiale: 546.

Non un'indagine giornalistica. Non una stima. Un registro dello Stato, aggiornato, con nomi e numeri.

E il dato viene dal 2018 — quindi non parliamo di antichità.

Il sistema si chiama Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute. Lo ha istituito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2011. Il motivo per cui esiste dal 2011 è già di per sé una risposta: il problema era abbastanza grande da richiedere un'infrastruttura digitale dedicata.

Pensaci: non si crea un registro per gestire le eccezioni. Si crea un registro quando il fenomeno è abbastanza stabile da diventare una categoria.

E qui arriva il punto che cambia la lettura.

Le 546 grandi opere incompiute non sono un elenco di disastri isolati sparsi per il Paese. Sono la fotografia di un comparto: cantieri aperti, poi interrotti, poi entrati nell'Anagrafe come una voce contabile qualunque. Esistono come categoria misurabile nello stesso modo in cui esistono i cantieri attivi.

Il problema non è che alcune opere siano rimaste a metà. Il problema è che "opera incompiuta" è diventata una voce del bilancio pubblico con un suo ufficio, un suo database, una sua procedura di aggiornamento annuale.

Aspetta.

Perché il dato del 2018 non è il picco — è una fotografia di regime. Anni prima il numero era più alto, e il sistema continuava a girare lo stesso. Non c'è stata un'emergenza. Non c'è stata una commissione parlamentare d'inchiesta che ha scoperto tutto. C'era già tutto dentro un file .csv scaricabile dal sito del Ministero.

Lo Stato italiano non ha un problema con le opere incompiute. Ha un sistema per archiviarle.

In breve:
In Italia esistono 546 grandi opere pubbliche incompiute censite ufficialmente (dato 2018)
Il Ministero delle Infrastrutture ha creato nel 2011 un sistema informatico apposito per monitorarle
Non è un'anomalia sporadica: è una categoria stabile del bilancio pubblico italiano

25/05/2026

Anche per il 2025, desideriamo ti**re le somme di quanto abbiamo realizzato nell’anno con la nostra associazione. Un anno di crisi internazionali acute, con conseguenze spesso drammatiche, che hanno colpito inevitabilmente anche il nostro contesto locale.

Di fronte a questo scenario, abbiamo scelto di intervenire con priorità sulle emergenze più critiche, concentrando sforzi e risorse su Due Pilastri Emergenziali globali del 2025 dagli esiti ancora imprevedibili:
1. Aiuto Umanitario nei Conflitti. Per alleviare la sofferenza delle vittime incolpevoli delle guerre, abbiamo destinato i nostri fondi a organismi internazionali in prima linea:
•Emergenza Gaza: Sostegno diretto alle popolazioni civili colpite
•UNHCR: Contributo all'Alto Commissariato ONU per la tutela dei rifugiati.
2. Difesa della Democrazia e Cittadinanza Attiva. Per contrastare la crisi dei valori democratici che colpisce anche le nostre istituzioni e le nostre comunità, abbiamo appoggiato i progetti del territorio focalizzati su:
• Incontro e confronto. Eventi per riavvicinare i cittadini alla Politica
• Partecipazione attiva. Percorsi per trasformare gli elettori da spettatori a protagonisti vigili e responsabili della vita pubblica.

Accanto alle emergenze, abbiamo mantenuto l'impegno nei nostri settori storici di intervento:
• Solidarietà: sostegno alle associazioni, quali la Comunità di Sant'Egidio, che operano per il contrasto alla povertà e all'emarginazione sociale.
• Sport Sociale:
Contributo all'attività pallavolistica della ASD Futura rivolta a bambini e adolescenti.
Partecipazione alla giornata dello sport promossa dal Comune di Motta S. Giovanni.
• Ambiente: Adesione alla campagna comunale per la pulizia ecologica delle spiagge di Lazzaro.

Prospettive per il 2026. Altri progetti avviati nel corso del 2025 sono in svolgimento. Il nostro obiettivo per il 2026 è portare a compimento le azioni ancora aperte

Indirizzo

Via Carmelo Greco, 6
Motta San Giovanni
89065

Telefono

+393384300315

Sito Web

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