30/05/2026
☯ La Via del Tao • Il corpo
«Il corpo è il principio della pesantezza
Se non lo si avesse
Non vi sarebbe passibilità.»
(Tao-tê-ching di Lao-tze, Julius Evola - Edizioni Mediterranee)
Nella tripartizione spirito-anima-corpo, il Tao specifica che il corpo rende l’uomo pesante e passibile agli agenti esterni. Ma il suo ruolo non è semplicemente quello di una “macchina” biologica, bensì è lo strumento attraverso il quale l’essere si manifesta e con cui entra nella dimensione materiale.
La passibilità non è una coincidenza, ma una condizione intrinseca alla manifestazione materiale. Senza corpo, infatti, non ci sarebbe attività né passività, formazione né deperimento, rivoluzione né conservazione: non ci sarebbe, in assoluto, l’incarnazione dell’essere.
L’anima è essa stessa appesantita dal corpo che la lega al mondo del divenire; tuttavia, è proprio grazie al corpo che è messa alla prova e deve fare i conti con le “regole del gioco”. Chi, infatti, pretende di negare il corpo per sottrarsi alla passibilità si illude di fuggire alle occasioni stesse di prova.
Quindi, il corpo in sé non è un problema ma lo diventa dal momento in cui, secondo una concezione superficiale della vita, l’esistenza viene identificata esclusivamente in esso, ignorando o, persino, negando la presenza dell’anima e dello spirito. Una visione così miope e materialista non lascia vie di scampo all’uomo che, dimenticando il piano spirituale dell’esistenza, si condanna alla gabbia epidermica di cui è prigioniero.
Riprendendo una celebre espressione evangelica, l’atteggiamento corretto non è il rifiuto del corpo, ma l’essere nel corpo senza appartenere al corpo, vivendo l’esistenza terrena come strumento e non come fine.
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