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Cadom CADOM | centro aiuto donne maltrattate, è un'associazione di Donne che opera a Monza e sul territorio

Acquistare armi passa per ‘sicurezza nazionale’, mentre i fondi per l’educazione al consenso e al rispetto nelle scuole ...
14/10/2026

Acquistare armi passa per ‘sicurezza nazionale’, mentre i fondi per l’educazione al consenso e al rispetto nelle scuole diventa ‘spesa sociale’: dice benissimo Marcella Corsi, economista femminista, le parole sono molto importanti

Le parole definiscono e categorizzano: l’uno un obiettivo, l’altra un peso

Bisogna rovesciare il paradigma e intenderci su ciò che consideriamo davvero un investimento, cioè qualcosa che porta benefici a lungo termine perché contribuisce a migliorare la società tutta, dal di dentro, nel profondo

Noi continuiamo a esserci, sempre, non ci fermiamo - per questo è cosi importante la Scuola di politica di D.i.Re, perché è luogo di confronto democratico e attivo per rivoluzionare il punto di vista, consolidare il punto di partenza, dare respiro allo sguardo verso il futuro

E voi cosa ne pensate?

Ciò che serve davvero è un cambio di prospettiva: non aiuti alle donne ‘svantaggiate’ ma cambiare il sistema che ‘svanta...
11/10/2026

Ciò che serve davvero è un cambio di prospettiva: non aiuti alle donne ‘svantaggiate’ ma cambiare il sistema che ‘svantaggia’ le donne

Elargire bonus equivale a coprire le storture mentre il sistema continua a produrle, un po’ come festeggiare l’inasprimento della pena per i femminicidi e contemporaneamente vietare l’educazione sessuo-affettiva a scuola

Vogliamo un cambio di paradigma, e facciamo la nostra parte per contribuire

Cadom c’è

è violenza reale e distruttiva anche quella verbale
08/10/2026

è violenza reale e distruttiva anche quella verbale

Riprendiamo dal post di D.i.Re. D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza UN DIRITTO DEVE POTER ESSERE ESERCITATOUn diri...
28/09/2026

Riprendiamo dal post di D.i.Re. D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza

UN DIRITTO DEVE POTER ESSERE ESERCITATO
Un diritto ha senso solo quando può essere esercitato nella pratica, e troppo spesso l’accesso non è determinato dalla sola legge, ma dal luogo in cui una persona vive, dal suo reddito, dal suo status migratorio, dalla sua identità di genere, dalla sua disabilità e dal fatto che il suo sistema sanitario è in grado di fornire assistenza

IN ITALIA, IL DIRITTO ALL’ABORTO È GARANTITO SOLO SULLA CARTA
Esistono territori in cui è impossibile accedere all’interruzione di gravidanza a causa della presenza del 100% di obiettori di coscienza tra i ginecologi, rendendo in questo modo inapplicabile una legge dello Stato che dovrebbe garantire un diritto a tutte le donne.
- Cristina Carelli, presidente DiRe

I movimenti anti-scelta non operano soltanto attraverso campagne contro l’ab**to. Sono reti organizzate, spesso transnazionali, che lavorano sul piano culturale, politico e istituzionale per modificare politiche pubbliche, condizionare il dibattito e restringere concretamente l’accesso ai diritti sessuali e riproduttivi. In Italia, la loro progressiva legittimazione nelle istituzioni e nei servizi pubblici amplifica barriere già esistenti.
— Silvia Menecali - sociologa e attivista DiRe

Aderiamo all’appello della ONG EuroMed Rights con il quale invita i governi di tutta la regione euromediterranea
a proteggere, rispettare e garantire i diritti sessuali e riproduttivi delle donne e di tutte le persone che necessitano di assistenza all’ab**to, oltre a garantire un accesso effettivo a servizi di ab**to sicuri, legali, tempestivi e riservati.

EuroMedRights Rete Lombarda D.i.Re

    Mettiamoci attenzione: al riprendere in mano le cartelle e i quaderni, rispuntano i discorsi con al centro le mamme....
26/09/2026



Mettiamoci attenzione: al riprendere in mano le cartelle e i quaderni, rispuntano i discorsi con al centro le mamme. Ma è ora di spostarlo, questo centro, o di allargarlo ai papà, se vogliamo cambiare davvero le cose, se vogliamo toglierci il fardello di una responsabilità che DEVE invece essere condivisa e paritaria

Normalizziamo i padri che si occupano di figlie e figli, così che le madri abbiano la possibilità di riequilibrare tempo, impegno e spazio tra sé stesse e la famiglia

E continuiamo a chiedere una legge sul CONGEDO PARITARIO!

     Ma qui non servono a niente le scuse, peraltro raffazzonate e senza senso: qui bisogna rimettersi in discussione pr...
22/09/2026



Ma qui non servono a niente le scuse, peraltro raffazzonate e senza senso: qui bisogna rimettersi in discussione profondamente, ministro, perché questo Paese ha bisogno che che si smetta subito di pensare che se una donna si autodefinisce diventa una reietta

È questa mentalità che costruisce l’idea del ‘se l’è cercata’ o della colpevolizzazione per voler lasciare un uomo ‘distruggendo una famiglia’!

Siamo stanche di passi indietro - vogliamo l’educazione affettiva a scuola, vogliamo che si parli di rapporti e di relazioni in maniera sana, decostruendo questo impianto patriarcale retrogrado e umiliante

È davvero ora di dire basta!

    È difficile riconoscere di trovarsi a vivere la violenza sulla propria pelle, ed è ancora più difficile parlarneIl l...
19/09/2026



È difficile riconoscere di trovarsi a vivere la violenza sulla propria pelle, ed è ancora più difficile parlarne

Il lavoro di Cadom e di tutti i Centri antiviolenza della rete D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza sono luoghi di ascolto SENZA GIUDIZIO cui ci si può rivolgere in totale anonimato

Nel carosello ☝️☝️☝️ info utili per come fare, sia che stia capitando a voi, sia come suggerimento se conoscete qualcuna che potrebbe averne bisogno - anche solo se avete dubbi, se volete saperne di più, se avete bisogno di parlare

Troverete orecchie attente e disponibili, donne che hanno ricevuto una formazione e che sanno come fare per aiutarvi

Il silenzio può essere pericoloso, fare il primo passo chiamando il 1522 può aiutarvi concretamente

Cadom c’è - nella bio trovate i nostri contatti

Il rapporto Istat di settembre 2026 relativo alla violenza contro le donne dà un dato agghiacciante:• 3milioni di donne ...
18/09/2026

Il rapporto Istat di settembre 2026 relativo alla violenza contro le donne dà un dato agghiacciante:

• 3milioni di donne hanno subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni

I nuovi dati Istat riportano l’attenzione su bambine e adolescenti, sui contesti in cui avviene la violenza e sul silenzio che ancora la circonda.

Cristina Carelli, presidente DiRe D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza interviene su ciò che questi dati chiedono alla società: ascolto, prevenzione, educazione al rispetto e al consenso.

“L’adulto che molesta o violenta una ragazzina sa come manipolarla, la vittima si sente addirittura in colpa per quello che subisce, per questo le bambine abusate in famiglia non parlano.”

Se anche i dati emersi dalle chiamate al 1522 evidenziano questo dato ‘familiare’ della violenza, è evidente che dobbiamo proporre luoghi altri dove imparare a riconoscere i segnali, decodificare quello che si subisce, chiamarlo col suo nome: violenza. Dobbiamo fornire luoghi sicuri in cui poterne parlare, e in cui fornire strumenti di individuazione e prevenzione

Per questo, lo ribadiamo con forza, la scuola DEVE essere un luogo sicuro e libero in cui fare educazione

In Cadom trovate assistenza, sostegno, aiuto concreto

Una rete dei centri antiviolenza in Lombardia, con contatti e indicazioni utili Rete Lombarda D.i.Re
16/09/2026

Una rete dei centri antiviolenza in Lombardia, con contatti e indicazioni utili
Rete Lombarda D.i.Re

Indirizzo

Via Donatello 12
Monza
20900

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