12/06/2026
Dato che la Procura non è riuscita a dimostrare con certezza scientifica la somministrazione dei sedativi, quegli abusi sono stati inizialmente considerati “stupri semplici”.
Di conseguenza, i giudici hanno potuto contestare all’ex marito solo due episodi: uno risalente al 2021 e un altro commesso con estrema violenza
Sentendosi “abbandonata dallo Stato di diritto”, Claudia Wuttke ha deciso di rinunciare all’anonimato e intraprendere una battaglia pubblica
Sta contestando duramente il concetto stesso di prescrizione in casi del genere:
1. sostiene che sia inaccettabile che i reati vadano in prescrizione prima ancora che la vittima possa anche solo sapere di essere stata violentata (essendo stata drogata)
2. contesta i criteri legali tedeschi: «Se una donna ridotta in quello stato nei video non viene considerata legalmente ‘priva di difese’, allora come deve essere una persona indifesa?»
Sulla scia del clamore mediatico, a inizio giugno 2026 il Tribunale di Winsen ha deciso di rinviare l’apertura del processo inizialmente previsto per i soli due reati non prescritti, nella speranza di trovare appligli legali per poter processare l’ex marito anche per gli altri 65 stupri
A una donna abusata non si può rispondere che è passato troppo tempo o che avrebbe dovuto opporsi: ci vuole una legge sul consenso libero e attuale e nessuna prescrizione, perché la violenza sulle donne non può essere combattuta senza strumenti legali adeguati.
Siamo con Claudia Wuttke e chiediamo che le leggi tutelino le vere vittime