Comitato Parco Monza

Comitato Parco Monza Pagina del COMITATO PARCO MONZA intitolato ad Antonio Cederna

Monzesi e non solo, mobilitiamoci contro il taglio del bosco urbano! Link alla petizione da firmare:
26/08/2026

Monzesi e non solo, mobilitiamoci contro il taglio del bosco urbano! Link alla petizione da firmare:

NO AL TAGLIO DEL BOSCO DI 25​.​000 MQ AL POLO ISTITUZIONALE DI MONZA

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17/08/2026

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06/08/2026

COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB
VARIANTE AL PTCP DELLA PROVINCIA DI MB:
SERVONO PIÙ TUTELE PER IL SUOLO LIBERO E LA RETE VERDE
La variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e della Brianza entra nella
fase conclusiva delle osservazioni e il mondo ambientalista torna a richiamare l’attenzione su una questione
fondamentale: il futuro di un territorio tra i più urbanizzati d’Italia.
Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, realtà che da anni segue con attenzione
l’evoluzione della pianificazione provinciale lo aveva già fatto con una serie di suggerimenti affinchè la Variante fosse
sottoposta alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Purtroppo il nostro suggerimento non è stato accolto dalla Provincia di MB e così l’impatto di buona parte delle
variazioni introdotte resta un fattore incognito anche se immaginabile.
Dopo l’adozione della variante al PTCP, avvenuta con deliberazione consigliare del 28/4/026 e pubblicazione sul BURL il
3-6-2026, abbiamo presentato nei termini previsti dalla legge un articolato documento con 11 osservazioni (che
alleghiamo).
Un lavoro approfondito che conferma il ruolo svolto negli anni dal Coordinamento e dal suo referente Giorgio Majoli, la
cui competenza e continuità nell’analisi degli strumenti urbanistici provinciali hanno rappresentato un punto di
riferimento per molte associazioni ambientaliste brianzole.
In una Provincia come la nostra dove il consumo di suolo ha raggiunto livelli elevati, pensiamo che il lavoro e l’azione
del Coordinamento sia importante e sia vitale una presenza attenta e competente capace di analizzare gli strumenti
urbanistici e proporre alternative concrete.
Il primo tema posto dal Coordinamento riguarda gli Ambiti Agricoli Strategici (AAS) e la Rete Verde di ricomposizione
paesaggistica.
La richiesta è chiara: la variante del PTCP deve recepire integralmente gli ampliamenti delle aree agricole e della rete
ecologica già approvati dai Comuni nei rispettivi PGT dal 2013 ad oggi.
In un territorio dove gli spazi liberi sono sempre più frammentati, non è sufficiente fotografare la situazione esistente:
occorre riconoscere e rafforzare le tutele già deliberate dagli enti locali.
Da qui anche la richiesta di escludere nuove previsioni edificatorie su suolo libero, evitando ulteriori incrementi dei
carichi urbanistici, del traffico e dell’impermeabilizzazione del territorio.
Particolare attenzione viene dedicata agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP), che seppur introdotti per tutelare spazi
rimasti liberi, hanno mostrato la loro debolezza rivelandosi uno strumento per localizzare nuove edificazioni, seppur
con intese con la Provincia per lenirne l’impatto.
Secondo il Coordinamento, la quota minima di territorio libero da mantenere all’interno degli AIP dovrebbe essere
portata all’80%, superando l’attuale criterio del 51%, ritenuto insufficiente per garantire una reale prevalenza della
tutela ambientale.
Un tema particolarmente importante perché molti AIP rappresentano oggi alcune delle ultime connessioni verdi tra
centri abitati, aree agricole e sistemi naturalistici.
Un altro capitolo riguarda la crescita degli insediamenti produttivi e logistici.
Abbiamo quindi chiesto che il PTCP censisca e rappresenti in modo completo i poli esistenti e quelli previsti, valutando
nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) gli effetti complessivi su traffico, qualità dell’aria e rumore.
La Brianza conosce già gli effetti della progressiva trasformazione del territorio in una piattaforma infrastrutturale e
logistica: nuove strutture non possono essere valutate singolarmente senza considerare l’impatto cumulativo.
Una delle osservazioni più rilevanti riguarda i procedimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), spesso utilizzati
per introdurre varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Il Coordinamento evidenzia una possibile contraddizione: da un lato la variante al PTCP dichiara di voler rafforzare la
tutela del sistema rurale e ridurre il consumo di suolo; dall’altro alcune procedure semplificate potrebbero consentire
trasformazioni proprio nelle aree agricole strategiche o nelle aree libere.
Si chiedono pertanto criteri più restrittivi, privilegiando il recupero delle aree dismesse e impedendo nuovo consumo di
suolo negli ambiti maggiormente tutelati.
Le osservazioni affrontano anche il tema della tutela dei boschi, dei corridoi vallivi e degli elementi geomorfologici.
COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB
2
Il Coordinamento ritiene si debba riconoscere nel PTCP il valore strategico delle aree forestali individuate dal futuro
Piano di Indirizzo Forestale dell’Alta Pianura e si debba sostenere il percorso di riconoscimento del Parco Regionale
PANE. La richiesta è di considerare boschi e aree verdi non come spazi residuali, ma come vere infrastrutture ecologiche
fondamentali per la qualità ambientale della Brianza.
Due osservazioni riguardano infine le modifiche introdotte dalla variante sugli impianti da fonti energetiche rinnovabili
(FER) e sui nuovi Servizi di Interesse Provinciale (SIP).
Il Coordinamento non mette in discussione la necessità della transizione energetica, ritiene però che non si possa
correre il rischio di allocazioni di impianti fotovoltaici a terra o nuove manufatti con funzioni sovra comunali anche
all’interno di aree agricole strategiche e della Rete Verde.
Per questo viene chiesto che siano definiti criteri chiari di compatibilità ambientale e che venga sempre garantita la
continuità ecologica dei corridoi verdi.
Le osservazioni presentate dal Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP rappresentano un contributo articolato
al dibattito sul futuro territoriale della provincia.
Oltre a difendere ciò che resta del territorio libero serve proporre e agire per un diverso modello di sviluppo assumendo
una serie di priorità:
non consumare più suolo; attuare una rigenerazione urbana non di pura premialità edificatoria ma con interventi per
migliorare la qualità della vita, della viabilità e dell’urbanizzato; preservare le aree agricole e le connessioni ecologiche;
valorizzare il paesaggio; pianificare con più attenzione evitando o limitando gli effetti cumulativi delle trasformazioni.
Monza e Brianza 31-luglio 2026-07-31
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB

26/07/2026
05/07/2026
Ma no, gli eventi in autodromo non creano alcun inquinam...Ah, oops...
29/06/2026

Ma no, gli eventi in autodromo non creano alcun inquinam...Ah, oops...

CONDIVIDIAMO!COMUNICATO STAMPA del Coordinamento di associazioni e comitati di Monza sulMasterplan al Polo istituzionale...
15/06/2026

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COMUNICATO STAMPA del Coordinamento di associazioni e comitati di Monza sul
Masterplan al Polo istituzionale - Monza, 11 giugno 2026
Ed ecco l’ultimo altisonante Masterplan in arrivo a Monza sulle aree dell’ex caserma “IV Novembre”,
già incluse nell’accordo di programma Polo Istituzionale approvata con deliberazione di Consiglio
Comunale n.36 del 24.07.2025.
Un Masterplan che recita:
• “L’attuazione delle previsioni nell’intero comparto è orientata a rispondere precipuamente ai
fabbisogni collettivi in tema di servizi abitativi universitari quale funzione principale e qualificante
dell’intero comparto (….) la realizzazione di residenze universitarie e servizi di supporto all’attività
formativa costituisce obiettivo principale e condiviso del Protocollo d’Intesa per la realizzazione e la
valorizzazione del compendio demaniale dell’ex caserma IV novembre in Comune di Monza
sottoscritto da Agenzia del Demanio, Regione Lombardia, Comune di Monza e Università della Bicocca
di Milano”.
Nel “Masterplan” si sottolinea inoltre che
• “Lo scopo del documento è quindi quello di prevedere un successivo livello di approfondimento
urbanistico, rispetto a quanto già definito nei documenti relativi alla variante urbanistica richiamata,
per garantire, (…) uno sviluppo ordinato, sostenibile, coordinato e armonioso tra le differenti aree
interessate e nei confronti delle preesistenze, delle connessioni in essere con i luoghi e le funzioni che
lo circondano”.
Al di là dei tecnicismi e dei riferimenti pianificatori non resta che constatare, con rabbia ed amarezza,
che viene così confermato l’ABBATTIMENTO, il “SACRIFICIO” di un BOSCO spontaneo e naturale,
come contestato dal Coordinamento di Associazioni e Comitati ambientalisti di Monza insieme ad
altre migliaia di persone e Associazioni attraverso una Petizione Change.org contro l’abbattimento
del BOSCO, avviata nell’ottobre del 2025 e che ha raggiunto circa 32000 firme.
Le “belle parole” utilizzate nel documento Masterplan, “sviluppo ordinato, sostenibile…armonioso”
risuonano come un ossimoro (cosa c’è di sostenibile e armonioso nell’abbattimento di un bosco??),
un ulteriore schiaffo, ormai concreto e sfacciato, che dimostra il peso della menzogna pre-elettorale
di questa Giunta: “CONSUMO DI SUOLO NEGATIVO”.
Che grande coraggio ci vuole per abbattere un BOSCO di 25000 mq in nome di “uno sviluppo
ordinato, sostenibile, coordinato e armonioso tra le differenti aree interessate e nei confronti delle
preesistenze, delle connessioni in essere con i luoghi e le funzioni che lo circondano”!!
Quel luogo, hanno più volte affermato i Comitati e le Associazioni che fanno capo al Coordinamento,
ha un solo grande valore: la presenza di un BOSCO! Strategico, sì!, perché riguarda la salute, il
benessere di chi abita e costituisce il BOSCO (flora e fauna) e chi abita e vive i luoghi attorno al
bosco e non solo, i cittadini! In un’epoca di enorme problematica e urgenza ambientale…
Un’opera nata con l’obiettivo di soddisfare le esigenze degli studenti universitari (ormai “l’esigenza”
di costruire studentati, in parte gestiti da privati – e anche poi “restituiti” interamente ad essi - , sta
contagiando molti Comuni oltre a Monza) ma che, come spiegato dal Coordinamento in più sedi e
documenti, ci troverebbe d’accordo solo se si trattasse di uno studentato pubblico e se attuato in
aree dismesse della città, più idonee e certamente più vicine alla Stazione, valido riferimento per
lo spostamento degli studenti. Un modo sicuramente strategico e meno impattante perché
nascerebbe con l’intento di riconvertire quelle aree e rappresenterebbe quella “rigenerazione
urbana” di cui Monza ha molto bisogno.
A proposito di collegamenti e trasporti il Masterplan, come ovvio, fa riferimento ad un’opera, quella
della Metropolitana a Monza e fa emergere:
• “(…) la necessità di realizzazione dei parcheggi interrati a corredo della stazione M5, da realizzare su
parte nella zona ZS1 (come espressamente previsto sia dal progetto Mm, sia dalla variante urbanistica
Polo Istituzionale)” e “la realizzazione di opere viabilistiche afferenti alla nuova stazione di
interscambio del Trasporto pubblico locale (Tpl) (…)…come già previste dal progetto del
prolungamento della linea M5 da Bignami a Monza, sviluppato a seguito di interlocuzioni con gli enti
competenti” (Mm s.p.a., Comune di Milano, Comune di Monza, Monza Mobilità s.r.l.), oltre a
all’Agenzia Tpl, Regione Lombardia.
Eppure i parcheggi sono presenti in abbondanza nei sotterranei del centro commerciale Bennet (ex Auchan),
cosa questa fatta presente nelle Osservazioni al Piano presentate dal Coordinamento, insieme a quanto
sottolineato sulla Metropolitana, una struttura che, se verrà attuata, vedrà la luce tra 8-10 anni e il
cui peso si tradurrebbe comunque in forte esigenza di parcheggi (appunto) e in aumento
inevitabile di traffico veicolare.
Ma oltre al danno ambientale va sottolineata un’altra evidenza: sull'argomento alcuni
rappresentanti in Consulta Cazzaniga avevano chiesto fin dal 19 febbraio dello scorso anno... e non
ancora ottenuto! la convocazione di un’assemblea pubblica, richiesta unanimemente dall'intera
Consulta. È palese quindi l’indisponibilità al confronto dell'Assessore, una mancata risposta che la
dice lunga sull'attenzione che questa Giunta dà alle Consulte!
_______________________________________________________________________________________
Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza dice ancora una volta NO! a questo progetto che
nascerebbe sulle ceneri di un BOSCO e rappresenterebbe, insieme ad altri “Masterplan” presentati nei mesi
scorsi (San Fruttuoso, Sant’Albino…) l’ennesimo oltraggio alle ultime aree libere e naturali del nostro territorio.

Join over 500,000,000 people creating real change in their communities.

23/05/2026

Osservazioni che mettono in discussione l’impianto complessivo della proposta urbanistica comunale, chiedendo correzioni sostanziali su dati, previsioni e scelte strategiche.

Vi aspettiamo!!
12/05/2026

Vi aspettiamo!!

Indirizzo

Monza
20900

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