Poetry Therapy - Antonetta Carrabs

Poetry Therapy - Antonetta Carrabs La Poesia diventa una risorsa, a conferma del suo valore taumaturgico, in favore delle persone che vivono una situazione di disagio.

I destinatari sono i pazienti degli Istituti Clinici Zucchi Gruppo San Donato.

Si chiama IL VALORE DELLA PAROLA NELLA CURA, il progetto di ricerca che curerò per i pazienti della psichiatria di Carat...
28/03/2024

Si chiama IL VALORE DELLA PAROLA NELLA CURA, il progetto di ricerca che curerò per i pazienti della psichiatria di Carate - Gruppo San Donato Foundation.

Umanizzazione delle cure - Gruppo San DonatoMonza – Istituti Clinici Zucchi 16 novembre 2023a cura di Antonetta Carrabs"...
17/11/2023

Umanizzazione delle cure - Gruppo San Donato
Monza – Istituti Clinici Zucchi 16 novembre 2023
a cura di Antonetta Carrabs

"Il mare brucia le maschere,
le incendia il fuoco del sale.
Uomini pieni di maschere
avvampano sul litorale.

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che senza maschere
nascondi l’arte d’esistere."

(Giorgio Caproni, da: “Cronistoria”, poesie, Vallecchi, Firenze, 1943)

POETRY THERAPY
con Lorena, Roberto, Emilio, Giuseppina, Camilla, Emanuela, Giovanni, Grazia, Paola, Francesca, Caterina

Ho affrontato l’intervento con un obiettivo:
poter accudire la mia nipotina Beatrice
che non riuscivo a curare. Questo mi ha dato
una forza incredibile per affrontare la malattia.
- Lorena

La guarigione è stato il mio punto di partenza
la malattia per me è stata un’opportunità
perché ho smesso di fumare
ho pensato al mio benessere fisico

mi sono concentrato sulla mia ripresa di tutti i giorni
non mi sono mai sentito in ospedale
mi sembrava, a volte di stare in una s.p.a.
perché sono accudito da medici e personale preparati e gentili
- Roberto

Sono un appassionato ciclista con la sindrome di Peter Pan
non ho mai abbandonato la mia curiosità
“se cerchi trovi la conoscenza, se non cerchi trovi la felicità”
dice la filosofia Zen e io continuo a vivere nutrendomi di questi insegnamenti.

Ce l’ho messa tutta per la mia guarigione
perché vorrei riprendere la mia bici e tornare a pedalare
come un tempo, ad un certo livello e giocare a palla con i miei nipotini loro sono argento vivo, io prima dell’intervento, ero piombo.
- Emilio

Ho affrontato il mio intervento con serenità e sicurezza
i medici di questo ospedale mi hanno dato sicurezza
ho avuto fiducia in loro e questo mi ha dato serenità.
- Camilla

Sono una persona positiva, non ho mai avuto paura di operarmi
ero fiducioso dei medici, della loro preparazione
ho tirato fuori tutta la mia forza per guarire in fretta perché voglio viaggiare vedere il mondo, anche se sono pieno di dolori.
- Giovanni

Interventi io ne ho fatti tanti
ero consapevole che avrei dovuto sopportare il dolore
è stato mio figlio a spingermi a fare questa operazione
io non volevo perché ero preoccupata. Mi ha detto:
se non lo fai dovrai vivere con i tuoi dolori, mamma.

Mi sono così rassegnata e ho affrontato l’intervento
dovevo dare retta a mio figlio
oggi sono molto contenta di avergli dato retta
- Grazia

Io vengo dalla Valtellina, ho deciso di operarmi
perché mi mancavano le mie lunghe passeggiate nei boschi
le tante pedalate in bicicletta
i lunghi sentieri che portano alla cima, sentire il vento fra i capelli

la fatica di arrivare era ricompensata dal cielo infinito
dall’aria fresca e leggera che ti riempiva i polmoni
dove il cuore si apre all’universo
e anche le inquietudini si smarriscono.
- Paola

Sono una nonna di due splendide nipotine
ho deciso di operarmi e di guarire in fretta per poterle accudire
il fatto che andavano di più dall’altra nonna per la mia malattia
mi ha dato una carica incredibile. Devo recuperare il tempo perso.
- Francesca

Non potevo andare né in bici, né in montagna
e questa mia condizione mi faceva star male
mi arrecava tanta tristezza e dispiacere.
Da oggi sarà tutta un’altra storia.
- Caterina

PS ho ricevuto in dono un libro di poesie da un paziente. Abbiamo letto, a proposito del concetto di felicità, questa sua poesia:

"Su quella collina c’è un albero
Un grande albero
Con tanti rami e tante foglie
con un solo frutto
Grande, maturo.

Ma quel frutto
Non potrò mai coglierlo
Perché è il frutto
Della felicità”

- da Momenti fermati di Agostino Zappa

Umanizzazione delle cure Monza – Istituti Clinici Zucchi – Gruppo San Donato Foundation 7 novembre 2023 a cura di Antone...
01/11/2023

Umanizzazione delle cure
Monza – Istituti Clinici Zucchi – Gruppo San Donato Foundation
7 novembre 2023 a cura di Antonetta Carrabs

Lettera dal balcone
Ti scrivo dal balcone
dove resto ancora un poco questa sera
a guardare l’orto al sole di settembre
a mangiare pane e olio e foglie piccole di basilico
ti scrivo meno fiera di quello che vorresti
sono una donna forte sì
ma con anche continue tentazioni di non esserlo
di lasciarmi sciogliere d’amore al sole
e carezzarti e baciarti un po’ più di quello che tu vuoi
ti scrivo dal balcone
guardando il fico pieno di frutti
e il pero con le foglie malate
ho qualche pensiero triste
e due o tre sereni.
- Vivian Lamarque, da Poesie 1972-2002.

POETRY THERAPY
con Agnese, Gabriella, Assunta, Marcella, Giuseppe, Maria, Raffaella, Rosella

Se potessi inviare una lettera la scriverei
a mio padre per dirgli, che se fosse stato più umano e meno rigido
quando ero un’adolescente ci saremmo capiti di più
forse saremmo stati più uniti.
(Agnese)

Se potessi inviare una lettera la scriverei
a mio marito che è volato via troppo velocemente
gli racconterei le mie gioie e i mei dolori
gli direi che oggi sto bene
che mi spiace che non abbia potuto condividere con me
la gioia di essere nonno di quattro nipotine.
Gli chiederei di rassicurarmi sulla lontananza
di mio figlio e della sua famiglia che vivono a Londra.
(Gabriella)

Se potessi inviare una lettera la scriverei
la scriverei a mia madre per dirle che mi sento sola
troppo sola. Anche se avevamo un rapporto conflittuale
oggi le racconterei tutte le mie difficoltà.
Vivo la mia solitudine con gran pena anche se ho una figlia.
Il mio compagno non è mio marito non è la stessa cosa
questa mia grande solitudine mi fa compagnia da sette anni
da quando ho perso mia madre e mio marito a distanza di due mesi.
(Rosella)

Se potessi inviare una lettera la scriverei
a mia sorella Immacolata
che mi è venuta a mancare quando io ero ricoverata in questa clinica
a chilometri di distanza dalla mia terra di Calabria
le direi che mi manca e che le volevo un gran bene.
Quanto parlava! Stavamo ore e ore al telefono!
(Assunta)

Se potessi inviare una lettera la scriverei
alla mia famiglia d’origine
alla mamma, al papà, e a mia sorella per dire loro
che il valore di una famiglia è grande
essere figlia e sorella è famiglia, è bello, è amore.
(Marcella)

Se potessi inviare una lettera la scriverei
a mio padre
nonostante fossi maschio mi teneva legato ad un catenaccio
perché ero molto vivace e non accettavo regole
qui in Sicilia la famiglia è patriarcale.
Sono un siracusano tifoso della mia città e della nostra squadra.
Ricordo che per andare a vedere il Siracusa, che giocava a Caserta
scappai di casa e feci arrabbiare mio padre tantissimo.
Alla fine, però, mi perdonava sempre.
(Giuseppe)

Se potessi inviare una lettera la scriverei
a mio padre, maresciallo dei carabinieri di Monza.
In questa fase della nostra vita stiamo rivalutando il nostro passato. Ho amato mio padre con una passione enorme
mi dava sempre ascolto, non mi dava consigli.
A 26 anni gli confidai di avere una relazione con un professore
molto più grande di me: aveva il doppio dei miei anni.
Ricordo che rimase in silenzio e poi mi disse: io ho fiducia in te, sei una persona seria. Se mi sono “sbilanciata” nella mia vita lo devo a lui che mi ha resa libera.

Clinica Zucchi, giovedì 5 ottobre 2023Laboratorio di Poetry Therapy a cura di Antonetta CarrabsDai versi di Montale:«Spe...
13/10/2023

Clinica Zucchi, giovedì 5 ottobre 2023
Laboratorio di Poetry Therapy
a cura di Antonetta Carrabs

Dai versi di Montale:
«Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.»
I nostri ospiti:
Aurelia anni 90
Onorina anni 75
Anna anni 71
Giuseppina anni 86

Spesso il male di vivere ho incontrato
con la sofferenza di chi non ci comprende
di chi non ci saluta
di chi ci mette da parte
di chi non ci ascolta
di chi si dimentica di noi

l’indifferenza ci porta alla solitudine
con il suo colore grigio, a volte nero
è un fardello pesante che ti fa sentire sola
anche quando si è in mezzo alla gente

è sofferenza la mancanza di affetti
la perdita delle persone care
è sofferenza essere abbandonati

se il mio cuore è al centro è l’amore che sento
è come una fiamma che arde
è l’amore per i miei nipoti
è la riconoscenza per la mia amica che si prende cura di me
è amore come quando sentivo le farfalline nello stomaco
per un fidanzato che vedevo solo passare.

POETRY THERAPY – CARATE Mercoledì 11 ottobrea cura di Antonetta CarrabsTi ringrazio, cuore mio:non ciondoli, ti dai da f...
13/10/2023

POETRY THERAPY – CARATE Mercoledì 11 ottobre
a cura di Antonetta Carrabs

Ti ringrazio, cuore mio:
non ciondoli, ti dai da fare
senza lusinghe, senza premio,
per innata diligenza.
Hai settanta meriti al minuto.
Ogni tua sistole
è come spingere una barca
in mare aperto
per un viaggio intorno al mondo.
Ti ringrazio, cuore mio:
volta per volta
mi estrai dal tutto,
separata anche nel sonno.
Badi che sognando non trapassi in quel volo,
nel volo
per cui non occorrono le ali.
Ti ringrazio, cuore mio:
mi sono svegliata di nuovo
e benché sia domenica,
giorno di riposo,
sotto le costole
continua il solito viavai prefestivo. - Wislawa Szymborska

"E’ come spingere una barca in mare aperto
e per un viaggio intorno al mondo"
andrei in barca a Venezia con mia figlia Denise
farei tappa in un ristorante per vedere passare le gondole
porterei a casa tanti fiori perché mi danno tenerezza. - Lucia

"E’ come spingere una barca in mare aperto
e per un viaggio intorno al mondo"
con la mia barca a vela andrei, con la mamma, il papà, mia sorella
e qualche amico all’isola d’Elba
attraccherei a Porto Ferraio dove si vedono le colline
del carcere di Pianosa. Io, marinaio, guido la nave nel mare aperto
e sento, come Ulisse, il canto delle sirene le sirene:
è così dolce ed emozionante, da farti perdere la testa.
Soffia il maestrale, ma prima di far ritorno a casa,
porto con me una preghiera. – Federico

"E’ come spingere una barca in mare aperto
e per un viaggio intorno al mondo"
prendo il primo volo per l’Uganda, sono diretta a Campale
in una terra calda, distesa, ampia. Decido di fare prima un safari
poi vado in una scuola ad incontrare i bambini, figli delle donne
malate di Aids che, per pagare loro gli studi
hanno dovuto spaccare pietre. Vivono felici anche se non hanno niente. Faccio il pane con loro e porto a casa, nel mio cuore, un messaggio di valore: ognuno di noi anche con tutti i suoi problemi, ha un valore infinito. – Lucia 2

"E’ come spingere una barca in mare aperto
e per un viaggio intorno al mondo." Decido di fare un viaggio in Africa insieme ai miei fratelli Iuri e Andrea. Andiamo in Marocco, poi in Siria, in cerca delle mie origini poi tappa in Nigeria, e Zanzibar. Visito la parte bella, con i suoi lussuosi hotel
e quella più br**ta e povera di questi luoghi incendiati di sole
pieni di bambini felici e porto a casa la felicità. - Maria

"E’ come spingere una barca in mare aperto e per un viaggio intorno al mondo" Parto in moto con il mio “moroso” diretti in montagna a Larici e Madesimo. E’ da tanto tempo che non mangio cose buone così mi faccio una scorpacciata di pizzoccheri, polenta e brasato. Ultima tappa a Livigno, poi si ritorna a Madesimo ancora per poco. Porto con me la tranquillità di questi luoghi. - Sofia

"E’ come spingere una barca in mare aperto e per un viaggio intorno al mondo" vado a Madrid per visitare il centro storico
con i mei amici. Decido di restare e non fare più ritorno a casa
perché qui, oltre al sole, ho trovato gentilezza e ospitalità. - Paolo

"E’ come spingere una barca in mare aperto
e per un viaggio intorno al mondo."
Con la mia barca a vela parto, con il mio compagno, da Portovenere e faccio il giro del mondo: Spagna, Portogallo, America, Australia poi faccio ritorno a casa, portando con me la felicità. - Simona

"E’ come spingere una barca in mare aperto
e per un viaggio intorno al mondo"
Io decido di andare in Irlanda per visitare i castelli
poi una tappa in Scozia, subito dopo Australia.
Farei ritorno a casa portando con me
il ricordo di tutte le persone che ho incontrato
e custodirei la cultura del posto. – Elisa

Cos’è il viaggio? Libertà, riposo, oltre, avventura, vita, altrove, volo, serenità, orizzonte, mare, montagna, pace interiore, amore universale, allegria, riempirsi gli occhi, bellezza.

Reparto di Psichiatria
Lucia, Lucia 2, Sofia, Elisa, Maria, Simona, Paolo, Federico

POETRY THERAPYClinica Zucchi Monza, 29 giugno 2023La Poetry Therapy, riconosciuta da tempo come valida forma di terapia,...
02/07/2023

POETRY THERAPY
Clinica Zucchi Monza, 29 giugno 2023
La Poetry Therapy, riconosciuta da tempo come valida forma di terapia, si basa sulla premessa che la scrittura poetica abbia proprietà curative.

La poesia, cos’è?

La poesia ha il colore della neve quando si posa sulle Dolomiti
e tutto intorno è bianco bianco
la poesia ha il profumo di fresco quando più ci si avvicina ai ghiacciai
la poesia ha l’odore di un’orchidea.
La poesia è una stretta di mano
è qualcosa che ti resta dentro
è come avere una bella morosa che ti fa ba***re il cuore.

La poesia ti dona tanta emozione
ti fa sentire i brividi come quando hai freddo
la senti quando arriva perché hai tante farfalline nello stomaco.
Ho un amico che ogni giorno mi regala una poesia
è un poeta perché è capace di scrivere versi
io li leggo e il cuore mi si spalanca.

La poesia ti penetra, ti fa gioire, ti rende felice e ti fa anche riflettere.
Mio figlio è un poeta, scrive poesie da quando aveva sette anni
ha partecipato allo Zecchino D’Oro con la canzone Ninnanannaneve
e da allora non ha più smesso di scrivere poesie
le scrive per i bambini, ma anche per gli adulti
ha pubblicato molti libri.

La nostra infanzia non era poesia
io ho 93 anni e ho visto la guerra
la mia famiglia era molto numerosa, abbiamo vissuto la fame.
A soli 13 anni sono andato a lavorare in una posteria
ci andavo con il furgoncino a pedali, ero il garzone del negozio
da grande ne ho aperto uno tutto mio
una cartoleria che era un vero bazar, vendevo di tutto.

Io nasco nella dolce e bella Brianza, vengo dalla campagna
andare dai nonni era come trovare rifugio, un porto sicuro
il nonno era un decorato di guerra, un grand’uomo.
Noi bambini vivevamo nei cortili eravamo tantissimi
venti, ma a volte anche venticinque
cantavamo e giocavamo spensierati e felici.

Le persone che hanno ancora memoria in età avanzata
riescono ancora ad emozionarsi perché ricordano il passato
io, per fortuna, sono ancora in forma con tutti gli anni che ho.

Quanta emozione la mia Milano Sanremo!
Con tre amici squattrinati che non avevano mai visto il mare
in una sola notte abbiamo fatto in bici centinaia di chilometri
per vedere il mare. Ci siamo addormentati sulla spiaggia con gli zaini carichi di cibo. Al mattino ci siamo ritrovati pieni di formiche
abbiamo dovuto buttare via tutto.
Che storie, che vita!

Scopri il progetto di Poetry Therapy di GSD Foundation ETS: la poesia come terapia per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Poetry Therapy - Clinica Zucchi Monza
24/05/2023

Poetry Therapy - Clinica Zucchi Monza

C’è come un dolore nella stanzaC’è come un dolore nella stanzaha il colore della rabbia e della frustrazioneporta con sé...
20/05/2023

C’è come un dolore nella stanza

C’è come un dolore nella stanza
ha il colore della rabbia e della frustrazione
porta con sé un senso di impotenza, un senso di ingiustizia
la voglia di rivalsa di essere ascoltati e capiti.

C’è come un dolore nella stanza
che mi fa male
è come un cane che si morde la coda
è di colore rosso.

C’è come un dolore nella stanza
è la mia rabbia
una lampadina che si illumina ad intermittenza
ogni tanto l’accendo io e ogni tanto qualche circostanza.

C’è come un dolore nella stanza
è questa rabbia che non nasce dentro di noi
ma da una situazione esterna che ci causa disagio
e ci costringe a cercare un senso
un significato che non esiste.

C’è come un dolore nella stanza
non ha un solo colore ma tanti differenti e fluorescenti:
blu, viola, verdi.

C’è come un dolore nella stanza
è la coercizione che vivo costretta alla volontà di un altro
che è in dissonanza con la mia.

C’è come un dolore nella stanza
obbligata a vivere la mia situazione
con il pensiero che tocca e pungola la mia esistenza.
- Nicole e Patrizia

Progetto Umanizzazione della cura
Monza, 19 maggio - Psichiatria Fondazione IRCCS SAN Gerardo dei Tintori

09/05/2023
POETRY THERAPYLa Poesia di Alda Merini in dialogo con il gruppo della Comunità di Carate. Ieri ho sperimentato un nuovo ...
06/04/2023

POETRY THERAPY
La Poesia di Alda Merini in dialogo con il gruppo della Comunità di Carate. Ieri ho sperimentato un nuovo modo di fare poesia: la contaminazione poetica ha coinvolto positivamente il gruppo che ha interagito con i versi della poetessa milanese reinterpretandoli. Al centro le emozioni.

Indirizzo

Viale CAVRIGA, 7/PARCO
Monza

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