19/06/2026
Ieri ci siamo dedicati una giornata, in un posto bello e rilassante, con i coordinatori, responsabili di settore e di area per fermarci a riflettere su cosa significa essere cooperatori oggi.
Una giornata densa, vera e necessaria in cui abbiamo parlato di cose che spesso diamo per scontate ma che invece vanno valorizzate e condivise:
- Non siamo un’impresa. Siamo persone che fanno impresa, per cambiare le cose;
- In un mondo che tende a isolarci, proviamo a fare l'esatto contrario: ricostruire il senso del noi. Lo facciamo attraverso la prossimità, ricordandoci che al centro non c'è l'individuo, ma le interconnessioni che ne permettono la piena espressione;
- Il mutualismo è il nostro superpotere. Nato per dare risposte collettive concrete, trasformando “la fame in forni del pane", è la leva che scardina l'idea del privilegio per fondare quella del diritto.
Quello che ci portiamo a casa è una grande consapevolezza: l’imprenditoria sociale è una forma di libertà.
Per rispettarne l’essenza dobbiamo tornare a interrogarci sui perché, non solo sui come. Dobbiamo costruire visioni condivise e fare un salto culturale: smettere di rispondere ai bisogni e occuparci di diritti, per ridurre le disuguaglianze e garantire pari dignità a ogni essere umano.
E farlo significa anche prendersi il tempo, come ieri, per fermarsi insieme a ricondividere senso e valori.