15/06/2026
PAOLO E BOLOGNA
Aveva un debito da saldare Paolo Sacchetti da Cesenatico, quella prima e maledetta retrocessione in C1 del Bologna gli era rimasta sullo stomaco, lui diciottenne di belle speranze in arrivo da Modena e convinto di partecipare all'immediata risalita in massima serie ed invece costretto ad ingoiare una delusione grandissima.
Otto presenze in quella stagione disgraziata, l'esordio con Mister Carosi a Palermo dove i felsinei beccano 2-0, poi le altre sette gare col cuore rossoblù Cesarino Cervellati, compresa l'ultima giornata quando la retrocessione è diventata realtà, Bologna-Monza 2-2; in quell' anno anche due gare in Coppa Italia nel doppio confronto degli ottavi col Pisa, poi il ritorno a Modena; l'aveva immaginata diversa Piazza Grande.
Sacchetti è comunque un ottimo centrocampista, scende in C2 a Sassuolo ed ha appena vent'anni, parrebbe una bocciatura così a prima vista, invece il ragazzo da lì parte e si costruisce un nome fatto di concretezza e senso del sacrificio, tre anni a Montevarchi lo confermano a buoni livelli ed il passaggio a Salerno è un ritorno alla C1 che sa di promozione anche se in Campania la stagione è abbastanza anonima a livello generale; il riavvicinamento a casa nell' estate 1989 lo porta a Carpi , quindi l'anno dopo a Modena dove finalmente ritorna in serie B e da protagonista, saranno infatti 28 presenze e tre reti.
Lo cerca così il Messina di Colautti e lui accetta di buon grado, obbiettivo permanenza in serie B con possibili sorprese; ma queste ultime sono nefaste, i siciliani scivolano in C1 nonostante le quattro reti del centrocampista in 33 gare, si ricorda una doppietta casalinga al Cosenza ciliegina sulla torta di un discreto campionato personale. Il giocatore ormai è un pezzo pregiato per la cadetteria, lo chiamano così a Reggio Emilia dove Pippo Marchioro sta costruendo la squadra che salirà in serie A; in granata il centrocampista si esalta come non mai, è elemento fondamentale del trionfo reggiano senza saltare nemmeno una partita ed andando a rete addirittura in ben nove occasioni, delizia per un giocatore del suo ruolo.
Confermatissimo anche in massima serie ecco che corona il sogno di esordire in A, l'occasione è la quinta giornata quando si è di scena a Torino contro la Juventus, entra dopo sessantotto minuti al posto di Morello ma deve portarsi a casa uno 0-4 per i bianconeri; potrebbe fermarsi tutta la stagione, ma c'è quel vecchio conto da saldare e allora che si fa?
L'ormai trentenne Sacchetti firma per un Bologna rotolato nuovamente in C1 e riesordisce in rossoblù il 24/10/93 al "Moccagatta" di Alessandria, 1-0 per i grigi il finale; in panchina Edy Reja ha sostituito Zaccheroni, la squadra è una corazzata con i vari De Marchi, Cecconi, Ivano Bonetti e Zago e per il centrocampista di Cesenatico sono 21 gare con una doppietta nel 5-1 di Febbraio alla Pro Sesto. Acciuffati i playoff per la B i felsinei si arrendono in semifinale alla Spal costretti così ad ingoiare un altro anno di C1; arriva in panchina Renzo Ulivieri che conosce il giocatore già dai tempi di Modena, Sacchetti è titolare alla prima dove si pareggia in casa col modesto Palazzolo e lui stesso fallisce il rigore del possibile 2-0, 1-1 il finale con rete-beffa bresciana di un giovane Edy Baggio.
Il Bologna volerà comunque trionfalmente in B, ma Sacchetti troverà spazio in sole otto occasioni come in quel lontano 1983, l'ultima nella giornata conclusiva quando al "Dall' Ara" si schianta lo Spezia 4-2, debito saldato e discorso chiuso. Il suo viaggio proseguirà tra Alessandria, Baracca Lungo ed Ascoli per trovare il finale a Castel San Pietro nella stagione 97/98, una carriera più che dignitosa con discese e risalite degne di chi non molla mai, ma se quella prima volta a Bologna fosse andata diversamente....
In foto: Sacchetti in azione con la maglia della Reggiana e la rosa del Bologna 93/94 (Sacchetti è il secondo da destra della fila centrale)
(Dal Web)