06/09/2026
E poi prendono Peccioli ad esempio ... 🙄🤑🤑🤑🤑🤑🤑🤑🤑🤦🏼♀️🤦🏼♀️🤦🏼♀️🤦🏼♀️🤦🏼♀️
⛔ IL COMUNE DI PECCIOLI SI VERGOGNI E SMETTA DI GUIDARE L'ATO DEI RIFIUTI
In questi giorni assistiamo ad una polemica assurda tra chi, come l'assessore regionale Barontini, vuole giustamente fermare il progetto del mega-inceneritore (chiamato pudicamente "ossicombustore") di Peccioli e chi invece spinge fortemente per la realizzazione di questo impianto.
Non entriamo nel merito della nuova macchina magica proposta per risolvere un problema inventato (visto che la capacità degli impianti di smaltimento esistenti in Italia è già ampiamente sovradimensionata), limitandoci a far notare che un impianto simile non esiste in nessun posto nel mondo (e una ragione ci sarà pure, nessuno vuole fare da cavia).
Quello che disturba maggiormente è che il capofila tra le istituzioni che promuovono il progetto è proprio il Comune di Peccioli, che invece di cercare di imporre la propria volontà agli altri recalcitranti Comuni della costa toscana, riuniti nell'ATO, dovrebbe solo provare vergogna per come gestisce i rifiuti.
Il Comune di Peccioli pensa di aver avuto un colpo di genio con l'idea di finanziarsi sotterrando i rifiuti di mezza Toscana a pagamento, ma in realtà chiunque potrebbe amministrare così un territorio: servono soldi? Basta mettersi a fare quello che gli altri non vogliono fare...e farsi pagare. Perché allora non ricevere anche le scorie radioattive delle centrali nucleari di mezzo mondo? Per poi distribuire i dividendi agli azionisti dell'apposita società comunale, che sono anche residenti nel Comune e quindi elettori...e il gioco è fatto. Ai danni ci penseranno le future generazioni.
Il Comune di Peccioli non raggiunge neanche il 37% di raccolta differenziata, la metà rispetto alla media di ATO (72%), scomparendo rispetto a capoluoghi di provincia come Lucca (81%) e al Comune di Capannori (88%), portabandiera del movimento "rifiuti-zero".
Il Comune di Peccioli vuole per forza fare cassa smaltendo i rifiuti indifferenziati, magari ricevendo quelli da altre province e regioni, visto che negli ultimi 20 anni la produzione di rifiuti indifferenziati in ATO Toscana Costa si è ridotta di quasi due terzi, passando da 508 kg a 180 kg all'anno per abitante, con punte come Capannori che produce solo 51 kg all'anno per abitante.
Peccioli invece produce ogni anno oltre 496 kg di indifferenziata per abitante, quasi 10 volte un abitante di Capannori.
Il Comune di Peccioli dovrebbe quindi vergognarsi e chiedere scusa, invece di promuovere un impianto che dovrebbe essere pagato con la TARI di tutti i cittadini dell'ATO. Se vuole farlo se lo paghi da solo.
Un po' dovrebbero vergognarsi anche tutti i Comuni che hanno scelto proprio Peccioli per guidare ATO. Un ente che deve programmare la gestione dei rifiuti deve essere guidato dal Comune migliore, non dal peggiore.
Il Comune di Livorno, che è il più grande di ATO e che ha scelto di chiudere il suo vecchio inceneritore per investire sugli impianti di riciclo (quelli che mancano davvero in Italia) dovrebbe intervenire per far cessare questo scandalo, chiedendo che l'ATO sia finalmente guidato da un Comune virtuoso.