Gea Monteroduni

Gea Monteroduni Associazione GEA
per la valorizzazione e promozione del
patrimonio culturale di Monteroduni

Vogliamo camminare dentro al nostro territorio alla riscoperta dei luoghi che i nostri progenitori hanno segnato con sentieri e manufatti, e con storie, tante storie, delle quali a breve se ne perderà la memoria. Vogliamo anche conservare questa sempre più flebile memoria, e ravvivarla favorendone la condivisione.

28/04/2026
GEA, con i suoi soci volontari, ha collaborato attivamente per la realizzazione del MADE
20/04/2026

GEA, con i suoi soci volontari, ha collaborato attivamente per la realizzazione del MADE

Nasce il “MADE – Museo Antropologico delle Eredità”, un’istituzione importante in ricordo dei nostri avi ‒ contadini, fabbri, muratori, scalpellini, calzolai, sarti, falegnami ‒ che tanto hanno fatto per Monteroduni e per noi.

Programma attività anno 2026
21/02/2026

Programma attività anno 2026

29/01/2026
31/12/2025
Ricordo a tutti l’appuntamento di stasera. Ore 18:00 in piazza Russo
27/12/2025

Ricordo a tutti l’appuntamento di stasera. Ore 18:00 in piazza Russo

La “stucciata” è una delle tradizioni natalizie più antiche di Monteroduni.
Lo svolgimento attuale prevede una fiaccolata di adulti e bambini che percorrono le strade del paese facendo roteare grossi pezzi di legno fiammeggianti, i cosiddetti “stucci”, termine che deriva probabilmente dal tedesco medievale stùche, “corteccia”.
Le origini dell’evento sono ignote ma è evidente la commistione tra religiosità e antichi riti pagani che richiamano il culto del fuoco e le sue potenti simbologie.
Di particolare significato anche il periodo in cui si svolge la manifestazione, pochi giorni dopo il solstizio d’inverno, nella fase dell’oscurità che prevale sulla luce.
Negli anni passati la “stucciata” apparteneva ai rituali della vigilia di Natale. La tradizione voleva che gli “stucci” venissero accesi davanti alle proprie case e fatti roteare, per illuminare il percorso che portava sulla sommità del colle, alla chiesa madre, dove si celebrava la messa di Natale. Poi con gli “stucci” si andava tutti davanti alla chiesa. Appena dopo la mezzanotte il sacerdote si affacciava a mostrare alla gente accalcata, in un tripudio di fuoco, la statua del bambino appena nato.
Era tutto un crepitare di fiamme che roteavano nel buio della sera, qualche volta accompagnate da fiocchi di neve che rendevano lo scenario ancora più fiabesco e colmo di significati simbolici: luce, purezza, protezione contro gli spiriti del male e invocazioni alla natura, in un momento di passaggio vitale tra le diverse fasi dei cicli delle stagioni.
L’importanza dell’evento è testimoniata dalla lavorazione, paziente e accurata, dei materiali.
L’albero prescelto era il pioppo, duttile e leggero.
Veniva tagliato in giugno e lasciato a essiccare, preferibilmente vicino a fonti di calore.
La lunghezza del pezzo destinato a diventare “stuccio” era all’incirca quello di un braccio, con un diametro di 10-15 centimetri.
La superficie doveva essere priva di nodi perché la parte superiore, punto di accensione, doveva essere spaccata in otto parti, come spicchi.
All’interno degli spacchi veniva inserito un “tutolo”, ossia il torsolo delle pannocchie di granoturco, per favorire l’essiccazione.
A 10-15 centimetri dal bordo inferiore si praticava un’incisione in cui si andava ad alloggiare il fil di ferro, poi stretto con una tenaglia per assicurare la necessaria compattezza.
Particolarmente meticolosa era la creazione del ma**co, realizzato con un sapiente lavoro di intaglio e di levigazione per renderlo liscio, maneggevole ed equilibrato.
Tutti questi passaggi, tramandati da generazioni, sono fedelmente rispettati nella manifestazione attuale. Un evento che mantiene negli anni tutta la sua forza suggestiva e continua a rappresentare un unicum, nella sua specificità tutta locale, con caratteristiche tutte proprie di Monteroduni.

La “stucciata” è una delle tradizioni natalizie più antiche di Monteroduni. Lo svolgimento attuale prevede una fiaccolat...
22/12/2025

La “stucciata” è una delle tradizioni natalizie più antiche di Monteroduni.
Lo svolgimento attuale prevede una fiaccolata di adulti e bambini che percorrono le strade del paese facendo roteare grossi pezzi di legno fiammeggianti, i cosiddetti “stucci”, termine che deriva probabilmente dal tedesco medievale stùche, “corteccia”.
Le origini dell’evento sono ignote ma è evidente la commistione tra religiosità e antichi riti pagani che richiamano il culto del fuoco e le sue potenti simbologie.
Di particolare significato anche il periodo in cui si svolge la manifestazione, pochi giorni dopo il solstizio d’inverno, nella fase dell’oscurità che prevale sulla luce.
Negli anni passati la “stucciata” apparteneva ai rituali della vigilia di Natale. La tradizione voleva che gli “stucci” venissero accesi davanti alle proprie case e fatti roteare, per illuminare il percorso che portava sulla sommità del colle, alla chiesa madre, dove si celebrava la messa di Natale. Poi con gli “stucci” si andava tutti davanti alla chiesa. Appena dopo la mezzanotte il sacerdote si affacciava a mostrare alla gente accalcata, in un tripudio di fuoco, la statua del bambino appena nato.
Era tutto un crepitare di fiamme che roteavano nel buio della sera, qualche volta accompagnate da fiocchi di neve che rendevano lo scenario ancora più fiabesco e colmo di significati simbolici: luce, purezza, protezione contro gli spiriti del male e invocazioni alla natura, in un momento di passaggio vitale tra le diverse fasi dei cicli delle stagioni.
L’importanza dell’evento è testimoniata dalla lavorazione, paziente e accurata, dei materiali.
L’albero prescelto era il pioppo, duttile e leggero.
Veniva tagliato in giugno e lasciato a essiccare, preferibilmente vicino a fonti di calore.
La lunghezza del pezzo destinato a diventare “stuccio” era all’incirca quello di un braccio, con un diametro di 10-15 centimetri.
La superficie doveva essere priva di nodi perché la parte superiore, punto di accensione, doveva essere spaccata in otto parti, come spicchi.
All’interno degli spacchi veniva inserito un “tutolo”, ossia il torsolo delle pannocchie di granoturco, per favorire l’essiccazione.
A 10-15 centimetri dal bordo inferiore si praticava un’incisione in cui si andava ad alloggiare il fil di ferro, poi stretto con una tenaglia per assicurare la necessaria compattezza.
Particolarmente meticolosa era la creazione del ma**co, realizzato con un sapiente lavoro di intaglio e di levigazione per renderlo liscio, maneggevole ed equilibrato.
Tutti questi passaggi, tramandati da generazioni, sono fedelmente rispettati nella manifestazione attuale. Un evento che mantiene negli anni tutta la sua forza suggestiva e continua a rappresentare un unicum, nella sua specificità tutta locale, con caratteristiche tutte proprie di Monteroduni.

15/12/2025

Di seguito la locandina di un incontro dal titolo “Coltivare la speranza per costruire la pace”. Durante l’evento Paolo Greco presenterà il suo ultimo libro “Sui passi della speranza” che sarà lo stimolo per un approfondimento della difficile situazione di Gaza. Sono previsti, tra gli altri, interventi di operatori sanitari di Emergency e di altre associazioni di volontariato

01/12/2025

SAI Monteroduni e Monteroduni
3 dicembre – ore 11:00
Piazza G. Russo

Insieme per dire NO alla violenza sulle donne.
Un gesto simbolico e concreto per ricordare e onorare tutte le donne vittime di violenza: pianteremo un albero dedicato a loro, un segno di memoria, forza e rinascita.

Vi invitiamo a partecipare e a condividere con noi questo momento di unione e consapevolezza.
Ogni presenza conta. Ogni voce conta. Combattiamo la violenza, insieme.

Percorso Macchia d'Isernia - Monteroduni12 ottobre ore 09:00 raduno nella piazza di Macchia d'Isernia
11/10/2025

Percorso Macchia d'Isernia - Monteroduni
12 ottobre ore 09:00 raduno nella piazza di Macchia d'Isernia

Indirizzo

Via Principe Pignatelli, 3
Monteroduni
86075

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