03/04/2026
Chiesa di S. Maria Maddalena (oggi dell’Addolorata).
E’ in questa Chiesa che la statua della Madonna dolente, in abito nero del sec. XVIII, la statua del Cristo Risorto e del Cristo morente ,sono celate, per la maggior parte dell’anno, tranne nel periodo pasquale, dietro la tela dell’altare maggiore dell’artista locale Clemente degli Abbati (sec. XVIII) raffigurante lo stesso soggetto.
Silvestro Nessi scrive di tutto e di più :
La chiesa originaria risaliva a quel tempo, di cui restano le tracce nella muratura regolare in conci di pietra rosa del Subasio. Poi, però, attraverso i secoli, monastero e chiesa hanno subito diversi rimaneggiamenti, quasi rifondazioni. Il più antico e il più evidente intervento risale al secolo XV. Sull’antica facciata (ora parete laterale destra) si legge, bene evidenziata in una pianella in laterizio, la data: 15 s(septembris) / 1471 mi (?), molto indicativa per la conclusione della ricostruzione, di cui fanno parte le due originali porte di accesso, arcuate e in laterizio, ora murate e sostituite da altre due settecentesche di maggiore rilievo anch’esse poi finite tamponate.
Il monastero, alla metà del secolo, doveva aver subito danni notevoli, di cui resta memoria in un documento del 9 ottobre 1454, relativo alla vendita di alcuni beni per rifare il tetto del dormitorio ed altri lavori definiti urgenti, a seguito del crollo di una capriata . Si sa anche di un incendio devastante nel quale andò perduto l’antico archivio comunale di Montefalco ivi conservato. Tutto ciò spiega le trasformazioni tuttora evidenti nelle strutture superstiti. Allora tutto l‘edificio monastico - chiesa compresa - subirono un radicale ammodernamento.
Della ricostruzione quattrocentesca fa parte l’inserzione all’esterno di una magnifica edicola tardogotica, dall’elegante archetto trilobato, al di sopra e al centro delle due porte originarie. Il recentissimo restauro di questa edicola, finora trascurata, tra le più belle di quante ne sono pervenute, ha stimolato la presente pubblicazione.
Anche all’esterno esistevano dei dipinti, come dimostra un processo svoltosi a Spello nel 1511: nei confronti di un ebreo locale accusato di avere abraso (“raspato”) un’immagine di S. Nicola da Tolentino dipinta sul muro del monastero montefalchese .
All’altare maggiore, contenuto in una nicchia arcuata, a metà della parete sinistra, e già a fronte delle due porte originarie, anch’essa finita tamponata nel Settecento e riscoperta fortuitamente nel secolo scorso, resta affrescata una Crocifissione, in cui è bene evidenziata la Maddalena (titolare della chiesa). Ma nel Settecento tutto scomparve, tutto fu nuovamente stravolto. L’altare maggiore spostato nella parete ora d’ingresso, sontuosamente decorata da nuovi affreschi in parte ancora superstiti. Di fronte a tante e così pesanti modifiche ben poco e pervenuto della decorazione pittorica originaria.
Un primo tentativo di recupero dell’edificio si ebbe quando qui fu trasferito il venerato simulacro della Vergine Addolorata, con il suo complesso altare ligneo settecentesco. Allora fu scoperto e rimesso in luce l’antico altare con la Crocifissione di cui si è detto e, qua e la per le pareti, i resti di alcuni affreschi, tra cui uno del Melanzio datato 1515.
Per le clarisse di S. Maria Maddalena, Cristoforo dipinse, oltre l’antico altare maggiore anche una parete del coro monastico che confinava con la chiesa, con un affresco (mutilo sul lato destro) rappresentante la Madonna col Bambino tra i Ss. Maria Maddalena e Nicola da Tolentino (questo perduto). Nel margine inferiore resta parte di una lunga iscrizione, purtroppo illeggibile, che necessita come tutto il dipinto di un restauro. Nell’angolo inferiore sinistro fu inserito nel settecento un comunichino che dava in chiesa, ornato con due rozzi angeli dipinti.
Sia la chiesa che il coro potrebbero ancora conservare altri affreschi sotto gl’intonaci, che andrebbero ricercati; nel mentre si auspica in questa sede la riacquisizione da parte della parrocchia del coro suddetto, ora proprietà privata.
Ben altri dipinti dovevano ornare l’antica chiesa di S. Maria Maddalena. In una lettera degli anni ’20 della Soprintendenza ai Monumenti di Perugia, diretta al Comune di Montefalco, si autorizzava il distacco di affreschi da questa chiesa e da quella di S. Lucia, con l’obbligo di trasferire tutto nella Pinacoteca comunale . I dipinti furono distaccati, ma nulla pervenne in Pinacoteca: ben visibile resta lo strappo di un dipinto (Madonna col Bambino?) che però continuava e successivamente sono emersi i due santi laterali conservati sotto l’intonaco. Anche questi, ricomparsi come la grande Crocifissione, sono di Cristoforo di Iacopo, a cui apparteneva la decorazione dell’edicole esterna, deturpata gravemente e irrimediabilmente da grosse cadute di intonaco ma, soprattutto, con il distacco del solo volto della Madonna. Quel che resta si è voluto ora reintegrare a cura della parrocchia e dalla pietà popolare.