Accademia Montefalco

Accademia Montefalco ACCADEMIA MONTEFALCO PER LA STORIA, L’ARTE E LA CULTURA LOCALE ONLUS L'Accademia di Montefalco nasce nel 1971 come Associazione dei Quartieri.

I suoi membri si ritrovavano periodicamente per l'organizzazione della rievocazione storica medievale "Fuga del Bove" che in agosto tutt'ora caratterizza e vivacizza la cittadina di Montefalco. In seguito gli interessi si ampliarono anche in altri campi e grazie ai suoi soci fondatori vennero approfonditi argomenti per lo più di carattere storico-artistico nonchè sulle necessità di mantenimento e

valorizzazione del patrimonio culturale montefalchese. Negli anni 1991 l'Associazione si trasformò in "Accademia culturale di Montefalco" fino ad arrivare, nel proseguo, al nome odierno di "Accademia di Montefalco per la Storia, l'Arte e la Cultura locale". Nel 2004 fu conclusa lastesura dell'attuale Statuto nel quale vengono riportate le linee guida dell'Associazione. Tra le principali attività che caratterizzano l'operato dell'Accademia ricordiamo la riscoperta e valorizzazione della tradizione e della cultura montefalchese nonché la salvaguardia e la rivalutazione del patrimonio ambientale, storico e artistico al fine di giungere ad una crescita culturale della cittadinanza. L'accademia, pertanto, si pone come parte integrante, a supporto dell'Amministrazione comunale, nell'organizzazione delle varie manifestazioni e rievocazioni storiche e nell'organizzazione di cerimonie e commemorazioni riguardanti la storia e celebri personalità montefalchesi. Tra le iniziative istituzionali, a carattere permanente, vi sono:
La pubblicazione semestrale del Bollettini dell’Accademia;
L'organizzazione di visite a mostre di carattere culturale;
Il restauro delle opere d'arte e delle strutture facenti parte del patrimonio culturale montefalchese. Attualmente l'Accademia annovera oltre trecento soci e dispone di una sede operativa e legale in un edificio storico, "Palazzo Tempestivi", di proprietà comunale e gentilmente concesso all'associazione, ubicato nel centro di Montefalco in Via Goffredo Mameli n. 38.

25/04/2026
14/04/2026
Luigi Gambacurta nel suo libro "E LA PASSIONE DE CRISTO" ha raccolto i Canti della Passione di Cristo nei territori dei ...
04/04/2026

Luigi Gambacurta nel suo libro "E LA PASSIONE DE CRISTO" ha raccolto i Canti della Passione di Cristo nei territori dei Comuni dell'Umbria.

03/04/2026
Chiesa di S. Maria Maddalena  (oggi dell’Addolorata).E’ in questa Chiesa che  la statua della Madonna dolente, in abito ...
03/04/2026

Chiesa di S. Maria Maddalena (oggi dell’Addolorata).

E’ in questa Chiesa che la statua della Madonna dolente, in abito nero del sec. XVIII, la statua del Cristo Risorto e del Cristo morente ,sono celate, per la maggior parte dell’anno, tranne nel periodo pasquale, dietro la tela dell’altare maggiore dell’artista locale Clemente degli Abbati (sec. XVIII) raffigurante lo stesso soggetto.
Silvestro Nessi scrive di tutto e di più :
La chiesa originaria risaliva a quel tempo, di cui restano le tracce nella muratura regolare in conci di pietra rosa del Subasio. Poi, però, attraverso i secoli, monastero e chiesa hanno subito diversi rimaneggiamenti, quasi rifondazioni. Il più antico e il più evidente intervento risale al secolo XV. Sull’antica facciata (ora parete laterale destra) si legge, bene evidenziata in una pianella in laterizio, la data: 15 s(septembris) / 1471 mi (?), molto indicativa per la conclusione della ricostruzione, di cui fanno parte le due originali porte di accesso, arcuate e in laterizio, ora murate e sostituite da altre due settecentesche di maggiore rilievo anch’esse poi finite tamponate.
Il monastero, alla metà del secolo, doveva aver subito danni notevoli, di cui resta memoria in un documento del 9 ottobre 1454, relativo alla vendita di alcuni beni per rifare il tetto del dormitorio ed altri lavori definiti urgenti, a seguito del crollo di una capriata . Si sa anche di un incendio devastante nel quale andò perduto l’antico archivio comunale di Montefalco ivi conservato. Tutto ciò spiega le trasformazioni tuttora evidenti nelle strutture superstiti. Allora tutto l‘edificio monastico - chiesa compresa - subirono un radicale ammodernamento.
Della ricostruzione quattrocentesca fa parte l’inserzione all’esterno di una magnifica edicola tardogotica, dall’elegante archetto trilobato, al di sopra e al centro delle due porte originarie. Il recentissimo restauro di questa edicola, finora trascurata, tra le più belle di quante ne sono pervenute, ha stimolato la presente pubblicazione.
Anche all’esterno esistevano dei dipinti, come dimostra un processo svoltosi a Spello nel 1511: nei confronti di un ebreo locale accusato di avere abraso (“raspato”) un’immagine di S. Nicola da Tolentino dipinta sul muro del monastero montefalchese .
All’altare maggiore, contenuto in una nicchia arcuata, a metà della parete sinistra, e già a fronte delle due porte originarie, anch’essa finita tamponata nel Settecento e riscoperta fortuitamente nel secolo scorso, resta affrescata una Crocifissione, in cui è bene evidenziata la Maddalena (titolare della chiesa). Ma nel Settecento tutto scomparve, tutto fu nuovamente stravolto. L’altare maggiore spostato nella parete ora d’ingresso, sontuosamente decorata da nuovi affreschi in parte ancora superstiti. Di fronte a tante e così pesanti modifiche ben poco e pervenuto della decorazione pittorica originaria.
Un primo tentativo di recupero dell’edificio si ebbe quando qui fu trasferito il venerato simulacro della Vergine Addolorata, con il suo complesso altare ligneo settecentesco. Allora fu scoperto e rimesso in luce l’antico altare con la Crocifissione di cui si è detto e, qua e la per le pareti, i resti di alcuni affreschi, tra cui uno del Melanzio datato 1515.
Per le clarisse di S. Maria Maddalena, Cristoforo dipinse, oltre l’antico altare maggiore anche una parete del coro monastico che confinava con la chiesa, con un affresco (mutilo sul lato destro) rappresentante la Madonna col Bambino tra i Ss. Maria Maddalena e Nicola da Tolentino (questo perduto). Nel margine inferiore resta parte di una lunga iscrizione, purtroppo illeggibile, che necessita come tutto il dipinto di un restauro. Nell’angolo inferiore sinistro fu inserito nel settecento un comunichino che dava in chiesa, ornato con due rozzi angeli dipinti.
Sia la chiesa che il coro potrebbero ancora conservare altri affreschi sotto gl’intonaci, che andrebbero ricercati; nel mentre si auspica in questa sede la riacquisizione da parte della parrocchia del coro suddetto, ora proprietà privata.
Ben altri dipinti dovevano ornare l’antica chiesa di S. Maria Maddalena. In una lettera degli anni ’20 della Soprintendenza ai Monumenti di Perugia, diretta al Comune di Montefalco, si autorizzava il distacco di affreschi da questa chiesa e da quella di S. Lucia, con l’obbligo di trasferire tutto nella Pinacoteca comunale . I dipinti furono distaccati, ma nulla pervenne in Pinacoteca: ben visibile resta lo strappo di un dipinto (Madonna col Bambino?) che però continuava e successivamente sono emersi i due santi laterali conservati sotto l’intonaco. Anche questi, ricomparsi come la grande Crocifissione, sono di Cristoforo di Iacopo, a cui apparteneva la decorazione dell’edicole esterna, deturpata gravemente e irrimediabilmente da grosse cadute di intonaco ma, soprattutto, con il distacco del solo volto della Madonna. Quel che resta si è voluto ora reintegrare a cura della parrocchia e dalla pietà popolare.

Il Presidente e il Consiglio Direttivo dell'Accademia di Montefalco augurano a tutti voi e alle vostre famiglie una Pasq...
02/04/2026

Il Presidente e il Consiglio Direttivo dell'Accademia di Montefalco augurano a tutti voi e alle vostre famiglie una Pasqua serena, piena di Pace e di Gioia.
BUONA PASQUA!

Per non dimenticareLA PASQUA A MONTEFALCOUno dei momenti in cui la città rivive più intensamente il suo passato è la Pas...
01/04/2026

Per non dimenticare
LA PASQUA A MONTEFALCO
Uno dei momenti in cui la città rivive più intensamente il suo passato è la Pasqua. Dal Venerdì Santo al Lunedì dell’Angelo si rinnovano consuetudini antichissime tramandando, di generazione in generazione, un senso profondo di appartenenza alla comunità.
Nella notte del Venerdì la statua della Madonna Addolorata, in abito nero di seta del settecento, viene finalmente scoperta: lascia la nicchia dell’altare della chiesa omonima per attraversare le vie del centro storico, portata a braccia da otto uomini. Accompagna in processione il bellissimo Cristo morente alla luce tremolante delle lampade, nel diffondersi dei canti tradizionali.
La notte seguente, nella Collegiata di San Bartolomeo, prende vita un altro rito collettivo singolare: quello della Resurrezione del Cristo. Durante la celebrazione, al crescendo dell’antico “ Kirye” , nel buio, il suono delle chiarine, lo scampanio a festa e lo scoppio dei fuochi d’artificio annunciano, all’improvviso, l’ingresso della statua del Cristo risorto, portata di corsa in trionfo dai giovani del
paese. Il Lunedì dell’Angelo si rievoca, invece, l’aspetto gioioso della sconfitta della morte con il gioco della “ Cuccetta”. Il simbolo più comune dell’origine della vita, l’uovo, viene usato, infatti, crudo per un gioco semplice e divertente che, sotto le logge del Palazzo Comunale, mette in simpatica competizione, ma anche in relazione fra loro, bambini, adulti ed anziani.
Maila Orazi

Alcuni giorni fa l'Assessore Morici ha parlato della Chiesa della Madonna Alta. Ho preso in mano il Periodico dell'Accad...
29/03/2026

Alcuni giorni fa l'Assessore Morici ha parlato della Chiesa della Madonna Alta. Ho preso in mano il Periodico dell'Accademia, addirittura monografico, del 2004 , che racconta un pò di storia.
Grazie Silvestro .
A presto con le altre notizie.

Indirizzo

Via Goffredo Mameli 38
Montefalco
06036

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