10/01/2024
Imparare a perdonarsi....bellissima testimonianza...
Il giorno del rientro dalle vacanze natalizie alla scuola dell’infanzia è un gomitolo di emozioni: si spazia dalla gioia di ritrovarsi alla tristezza di lasciare mamma e papà, passando per le gamme di comportamenti bizzarri che caratterizzano il cambio di routine negli infanti!
Sta di fatto che oggi a scuola abbiamo trovato un dono per tutti i bambini e le bambine della classe lasciato da Babbo Natale in nostra assenza (con tanto di lettera che parlava al cuore dei bambini).
Uno dei doni era un servizio di piatti e tazzine di ceramica. Sappiamo bene che se un oggetto è stato tra le mani di Babbo Natale acquisisce un valore inestimabile, fosse anche una carta di caramella. Quei piattini sono stati oggetto di una seria discussione sui criteri di utilizzo.
Con quel meraviglioso incipit: “facciamo che io ero …” entrano nel vivo del gioco e apparecchiano entusiasti dei loro piattini e del suono che producono. Li usano con cura e orgoglio, sono pacati e in armonia. Ad un tratto cade una ciotolina sul pavimento. Il rumore fa comprendere che si è rotta anche a chi era lontano e in classe cala un silenzio tombale.
Un paio di secondi che sembrano eterni e lui con gli occhi gonfi di lacrime che guarda per terra.
“Non l’ha fatto apposta, è scivolata, non era bene in mezzo al tavolo ed è caduta giù”, rompe il gelo la sua migliore amica. Ma lui resta impietrito col suo dolore dentro.
“Si è rotta maestra?” interviene chi, coi suoi 4 anni, non si arrende all’evidenza e attende che l’adulto gli dia conferma della realtà.
A quel punto scoppia quel pianto che non riusciva più ad essere trattenuto, quel magone di chi si sente in colpa per quella ciotola in frantumi che era appena arrivata ed era proprio quella di Babbo Natale.
Interviene la mia collega. Si abbassa, lo guarda negli occhi e gli dice: “Succede, succede anche ai grandi a volte. So che ci sei rimasto male ma ora… impara a perdonarti”.
“IMPARA A PERDONARTI” gli ha detto proprio questa frase. Provo una stima incondizionata. Immediatamente mi si muove dentro tutto il retaggio culturale sul senso di colpa e su tutti i meccanismi che innesca in una persona. Lui a 5 anni si è sentito dire “impara a perdonarti”, una cosa che forse neanche il 10% degli adulti sa fare.
Una frase detta a lui ma ascoltata da tutti, una frase libera, pronunciata senza la paura che gli altri diminuissero la cura e l’attenzione verso quei piattini di ceramica.
Ciò che è passato non è: “Se non succede niente allora anche se si rompono non importa”, ma è: “Può succedere ed è il piattino che si rompe, non io, io non mi frantumo, io imparo.”
È quasi mezzanotte e io ho nelle orecchie: “Impara a perdonarti”.
Laura Mazzarelli
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