08/06/2026
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“Mons. Osório era uno di noi”. Il Messaggio del Superiore Generale
“Pregate, rimanete uniti e che la verità su quanto accaduto emerga pienamente”
“Vi scrivo con il cuore pesante e profondamente ferito dalla notizia della morte del nostro confratello, Mons. Osório Citora Afonso. La sua uccisione ci ha colti impreparati, ci ha scossi nel profondo, e ha lasciato in tutti noi un dolore difficile da esprimere”. “Pregate, rimanete uniti e che la verità su quanto accaduto emerga pienamente”
Queste le parole del Superiore Generale, padre James Bhola Lengarin, IMC, nel suo Messaggio rivolto ai missionari della Consolata, questa domenica, 07 giugno 2026.
Mons. Osório Afonso, 54 anni, missionario della Consolata, vescovo della diocesi di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira in Mozambico, è stato ucciso nella residenza episcopale, sabato 6 giugno 2026. La notizia ha portato sgomento e dolore nell'intera comunità cattolica oltre che tra le tante persone che lo hanno conosciuto.
“Osório era uno di noi. Un fratello semplice, sorridente, capace di camminare tra la gente senza difese, con la sola forza della Parola di Dio. Un missionario che non ha mai smesso di credere nella bontà delle persone, nella pace, nella riconciliazione. Un pastore che si è lasciato consumare dal servizio, fino all’ultimo giorno”, afferma il Superiore Generale e prosegue – “La sua morte violenta ci interroga, ci ferisce, ci mette in ginocchio. Ma proprio da questo luogo di fragilità nasce anche la nostra forza: la comunione. Siamo una famiglia, e quando uno di noi soffre, tutti soffriamo. Quando uno di noi cade, tutti ci chiniamo per rialzarlo. Quando uno di noi dona la vita, tutti siamo chiamati a rinnovare la nostra”, osserva.
Pregate, rimanete uniti e che emerga la verità
Nel suo Messaggio, “in questo momento così difficile” padre James Lengarin chiede tre cose: “Anzitutto, pregate. Pregate per Osório, per la sua diocesi, per la Chiesa del Mozambico, per chi porta nel cuore paura e smarrimento. Pregate perché il Signore trasformi questo dolore in luce.
Poi, rimanete uniti. Non lasciamo che la violenza ci divida o ci paralizzi. La missione continua, e continua proprio attraverso la nostra fraternità, la nostra fedeltà, la nostra presenza tra i più piccoli.
Infine, desidero dirlo con chiarezza e con rispetto: abbiamo il dovere morale e spirituale di desiderare che la verità su quanto accaduto emerga pienamente. La morte di un pastore non può rimanere avvolta nel silenzio o nell’incertezza. La verità è un atto di giustizia verso Osório, verso la sua gente e verso la nostra stessa missione”, dichiara il Padre Generale.
Nell’anno del Centenario della nascita al cielo di San Giuseppe Allamano, il nostro Fondatore, “risuonano più forti che mai le sue parole nei momenti di prova: ‘Il Signore guida e non abbandona.’ Non sono parole facili, ma sono vere. E oggi abbiamo bisogno di ripeterle insieme”, ricorda.
“Affido ciascuno di voi alla Consolata, Madre della tenerezza e della forza. E affido il nostro caro Osório alla misericordia del Signore, certo che il suo sorriso continua ora nella luce del Risorto. Prega per noi caro fratello Vescovo!”, conclude il Superiore Generale.
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