31/03/2026
Sempre sul pezzo.
A volte l’ostacolo è una misura restrittiva, altre volte un disturbo del comportamento, altre ancora il sentirsi fuori posto, non accolti. E allora cosa fa un educatore? Non si arrende. Ascolta, osserva, costruisce fiducia. Cerca strategie diverse per ogni ragazzo, perché nessuno è uguale all’altro.
Diventiamo una scuola “cucita addosso”, fatta di tempi più umani, di parole semplici, di piccoli passi. Una scuola che prova a restituire sicurezza prima ancora che nozioni. E insieme si lavora per un traguardo concreto: conseguire la licenza media o un diploma.
Poi arrivano le paure:
“Io non so studiare.”
“Non ce la faccio.”
“Non ricordo le parole.”
“Non so parlare in italiano.”
E lì si ricomincia, ogni volta. Si semplifica, si ripete, si incoraggia. Si insegna a studiare, ma anche a credere un po’ di più in sé stessi. Si colmano lacune, ma soprattutto si accolgono fragilità.
Tutti all’opera, con un unico obiettivo: permettere a questi ragazzi di assolvere all’obbligo scolastico e, magari, di scoprire che possono farcela davvero.
Buon lavoro ai nostri ragazzi. E anche a chi ogni giorno sceglie di non lasciarli indietro.