09/06/2026
CLIMA “SALVATO”, PIANETA MORTO: UNO STUDIO MOSTRA COME LE ENERGIE RINNOVABILI DISTRUGGONO LA BIODIVERSITÀ
Da Sciencefiles di Michael Klein 4 giugno 2026
[N.d.R. – Il virgolettato sulla parola «salvato» nel titolo è una mia scelta; il testo originale non lo riportava. ]
Nella teoria dei giochi esiste il cosiddetto "Zero-Sum-Game", ovvero il gioco a somma zero.
Con questo termine si descrive una situazione in cui il guadagno ottenuto da un giocatore corrisponde esattamente alla perdita subita da un altro giocatore. Ciò che uno guadagna, un altro deve perderlo. La maggior parte delle relazioni sociali in questo mondo dalle risorse inevitabilmente finite sono giochi a somma zero. Se cinque persone si dividono una torta e il primo a cui tocca il turno si riserva la fetta più grande, per gli altri quattro ne rimarrà meno. Se i profittatori dell'estremismo di destra arraffano denaro pubblico per centinaia di milioni di euro per finanziare servizi di cui non c'è bisogno, allora quei centinaia di milioni di euro mancheranno laddove avrebbero potuto essere impiegati in modo sensato.
[N.d.r. L'autore non sta dicendo che gli estremisti di destra spendono i soldi, ma che chi lucra sulla macchina burocratica dell'antifascismo e sulla lotta all'estremismo di destra sta sottraendo centinaia di milioni di euro che lo Stato potrebbe usare per cose più utili].
I giochi a somma zero si ritrovano anche nei luoghi pubblici: se un bambino urla nel parco, la quiete cercata da una moltitudine di altre persone viene distrutta; il guadagno dell'urlo si contrappone alla perdita della quiete.
José Andrés Rehbein, Joe Lane, James E. M. Watson e Laura Sonter — gli ultimi tre della University of Queensland in Australia, il primo della Banca Mondiale — hanno descritto un ulteriore esempio di gioco a somma zero. I giocatori: energie rinnovabili e biodiversità. Il risultato: maggiore è la produzione di energia rinnovabile, minore è la biodiversità.
Rehbein, José Andrès, Watson, James E., Lane Joe & Sonter, Laura (2020). Lo sviluppo delle energie rinnovabili minaccia molte aree di biodiversità di importanza globale https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/gcb.15067 [n.d.r. PEER- REVIEWED]. Global Change Biology 26(5): 3040-3051.
In realtà, non sorprende che l'enorme consumo di suolo per le energie rinnovabili, il loro impatto direttamente letale su uccelli, insetti e altri animali, e l'impermeabilizzazione su larga scala del suolo NON abbiano un effetto positivo sulla biodiversità.
Lo studio di Rehbein et al., pubblicato su Global Change Biology, fa tuttavia un passo avanti. Gli autori dimostrano che le avide industrie delle energie rinnovabili non esitano a piazzare il loro ferrame tecnologico di scarso valore all'interno di riserve naturali — persino in quelle dove vige il divieto assoluto di qualsiasi alterazione —, nelle ultime aree selvagge rimaste sulla Terra e persino in zone di fondamentale importanza per la biodiversità del pianeta, le cosiddette Key Biodiversity Areas (KBA).
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Ciò che è ancora più spaventoso del fatto che parchi eolici, solari e impianti idroelettrici vengano costruiti all'interno di aree protette, è l'entità con cui questo sta accadendo. Persino i quattro autori, che nonostante l'argomento trattato si sforzano di rimanere nei binari del politicamente corretto, non possono fare a meno di constatare che l'espansione delle energie rinnovabili ritenuta necessaria dall'ONU comporterà inevitabilmente la distruzione della biodiversità su questo pianeta.
Per poter determinare l'entità delle invasioni da parte dei profittatori delle energie rinnovabili all'interno delle riserve naturali e delle aree di fondamentale importanza per la biodiversità (KBA), sono ovviamente necessari dei dati. I quattro autori danno vita a un vero e proprio spettacolo pirotecnico di raccolta dati, attingendo da:
la World Database on Protected Areas (Database mondiale delle aree protette);
la World Database of Key Biodiversity Areas (Database mondiale delle aree chiave per la biodiversità);
la Last of the Wild Map (Mappa degli ultimi luoghi selvaggi della Terra);
la Global Power Plant Database (Database globale delle centrali elettriche).
Nella loro analisi rientrano 41.083 riserve naturali in tutto il mondo, 18.268 aree di particolare importanza per la biodiversità, il 93% della capacità esistente di generazione di elettricità da energia idroelettrica, eolica o solare e il 99% degli impianti in corso di costruzione nel 2020. L'analisi è limitata agli impianti con una capacità di almeno 10 megawatt, il che comporta che vengano censiti solo il 29% degli impianti attualmente installati, ma il 78% di quelli in fase di costruzione. Già questi dati dimostrano che la tendenza nell'energia eolica, solare e idroelettrica è verso impianti sempre più grandi, che impermeabilizzano sempre più suolo, distruggono il paesaggio, eccetera...
[N.d.r. Nel testo originale è presente un appello in cui la redazione di ScienceFiles dichiara di trovarsi in gravi difficoltà finanziarie e chiede il sostegno dei lettori. Questo passaggio è stato omesso per ragioni di spazio; i lettori interessati possono consultarlo tramite il link all'articolo integrale https://sciencefiles.org/2026/06/04/klima-gerettet-planet-tot-studie-zeigt-wie-erneuerbare-energien-biodiversitaet-zerstoeren/?fbclid=IwY2xjawSOkxNleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeoXh9o-nq9SUBJkTsX ].
In totale, gli autori contano 12.658 impianti di produzione di energia rinnovabile; 2.206 di questi si trovano all'interno di una riserva naturale, di un'area di particolare importanza per la biodiversità o in una delle ultime zone selvagge rimaste al mondo. Non c'è bisogno di descrivere le conseguenze che un parco solare, un parco eolico o una diga idroelettrica hanno sulla biodiversità in queste aree: chiunque, in realtà, dovrebbe conoscerle. L'analisi degli autori mostra inoltre che:
Al momento sono soprattutto i paesi europei a infischiarsene delle riserve naturali per dare sfogo alla loro follia delle energie rinnovabili. È qui che si trova la maggior parte degli impianti già esistenti.
Il baricentro è destinato a spostarsi verso il Sud-Est asiatico, il Sud America e l'Africa: è lì che si concentra la maggior parte degli impianti in fase di costruzione all'interno di aree cruciali per la biodiversità;
Come già detto, la tendenza è verso impianti sempre più grandi, con impatti sempre più catastrofici sull'ambiente;
Attualmente, ben 2.830.387 chilometri quadrati di riserve naturali o di aree centrali per la biodiversità sono investiti dalla follia delle energie rinnovabili. La superficie interessata aumenterà di 4.449.010 chilometri quadrati entro il 2025, raggiungendo un totale di 7.279.397 chilometri quadrati.
[N.d.r. Il riferimento all'anno 2025 riflette la proiezione statistica a medio termine elaborata dallo studio scientifico originale (pubblicato nel 2020), i cui modelli stimavano un'estensione totale compromessa di 7.279.397 km². Sebbene non sia disponibile un calcolo satellitare al chilometro quadrato aggiornato mese per mese, i monitoraggi ecologici globali indicano che la realtà ha superato le previsioni. L'accelerazione dei piani industriali e l'apertura di nuovi mega-impianti nel Sud del mondo hanno confermato l'allarme degli scienziati, spingendo la superficie di biodiversità sotto pressione ben oltre la soglia stimata originariamente]
Le due tabelle seguenti illustrano l'entità dell'invasione degli ultimi spazi rimasti in cui animali e piante potevano svilupparsi senza subire la pressione antropica. La prima tabella mostra la situazione attuale. La seconda tabella elenca gli impianti in fase di costruzione. Da ciò emerge chiaramente come i freni inibitori, che forse un tempo potevano esistere quando si trattava di distruggere deliberatamente flora e fauna in un'area protetta con tecnologie di generazione elettrica di scarso valore, siano ormai caduti da tempo. Il numero di impianti per la produzione di energia rinnovabile in aree cruciali per la biodiversità è fortemente aumentato.
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Il grafico seguente illustra la portata della distruzione delle riserves naturali causata dagli impianti di energia rinnovabile esistenti. È risaputo da tempo che coloro che traggono profitto da queste tecnologie di scarsa qualità non si fermano davanti a nulla. L'entità di questa distruzione è spaventosa.
Solo in Germania si contano 42 impianti idroelettrici, 42 impianti solari e 193 impianti eolici all'interno di aree protette, luoghi in cui non avrebbero alcun motivo di esistere (A titolo di confronto: nella ben più grande Cina si contano 90 impianti idroelettrici, 90 impianti solari e 37 impianti eolici nelle aree protette – Si ricorda che sono presi in considerazione solo gli impianti con una potenza superiore a 10 Megawatt). Ma dove governa l'avidità, l'habitat di animali e piante viene sacrificato. Si tratta proprio di un gioco a somma zero: pochi vincono, ma moltissimi perdono.
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[N.d.r . FIGURA 1 Sovrapposizione tra impianti di energia rinnovabile operativi e importanti aree di conservazione (indicate in verde). I riquadri mostrano gli impianti di energia rinnovabile operativi all'interno di (a) Aree Chiave per la Biodiversità (Key Biodiversity Areas), (b) aree incontaminate (wilderness areas) e (c) aree protette. I cerchi rappresentano gli impianti di energia rinnovabile, dove i colori indicano le diverse tecnologie e le dimensioni rappresentano la capacità dell'impianto].
La prossima volta che sentirete un esponente dei Verdi o un altro membro della folla bigotta lamentarsi della perdita di biodiversità, ricordate che una delle principali cause di estinzione delle specie viene attualmente promossa proprio da quegli stessi Verdi che si lamentano delle sue conseguenze: in Europa, sono soprattutto gli operatori del settore eolico e solare a distruggere la biodiversità.
E la prossima volta che sentirete uno di questi fanatici parlare del pericolo che i pesticidi rappresentano per la biodiversità, sappiate che tutta la storia è solo un piano architettato per distogliere l'attenzione da coloro che, con i loro tralicci e pannelli solari, accumulano profitti per un massimo di vent'anni, per poi scaricare i propri rifiuti tossici su altri paesi (di norma in Africa) senza coprire i costi. Sono proprio loro i veri responsabili della distruzione della biodiversità: le 2.206 grandi installazioni con una potenza di almeno 10 megawatt costruite nel mondo all'interno di riserve naturali e aree protette, senza curarsi minimamente della conseguente devastazione, sono una prova più che sufficiente.
2.206 prove di avidità, follia e intolleranza.
Abbiamo pubblicato questo articolo per la prima volta esattamente sei anni fa.
Da allora, nulla è cambiato in meglio.
Al contrario: azioni distruttive come quelle condotte nella foresta di Reinhardswald rappresentano la tendenza a distruggere sempre più velocemente, e in misura sempre maggiore, ciò che rendeva il pianeta un luogo vivibile.
[...]
https://x.com/BettyCo_Nurse/status/1915715018978464220/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1915715018978464220%7Ctwgr%5E78ab770e2faf5bc5aa5dacb1ce13d747beaf71d5%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fsciencefiles.org%2F2026%2F06%2F04%2Fklima-gerettet-planet-tot-studie-zeigt-wie-erneuerbare-energien-biodiversitaet-zerstoeren%2F
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Fonte: https://sciencefiles.org/2026/06/04/klima-gerettet-planet-tot-studie-zeigt-wie-erneuerbare-energien-biodiversitaet-zerstoeren/?fbclid=IwY2xjawSOkxNleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeoXh9o-nq9SUBJkTsX
We found that over 2,200 operational wind, solar and hydropower facilities fall within and are degrading important areas for biodiversity conservation. A new wave of renewable energy facilities is cu...