Comitato di Tutela e Salvaguardia dell' Ambiente di Monte Porzio Catone

Comitato di Tutela e Salvaguardia dell' Ambiente di Monte Porzio Catone OK

Il Comitato di Vigilanza per la Tutela e la Salvaguardia dell’ Ambiente in Monte Porzio Catone Senza Scopo di Lucro è un comitato
cittadino di difesa dalle lottizzazioni e dall’inquinamento ambientale, luminoso, urbanistico ed elettromagnetico. Volantino di Presentazione del Comitato
Nasce il 31 ottobre 2014 ed è un’associazione socioculturale, che ha lo scopo di studiare e diffondere le tematiche

della difesa dell’ambiente e della salute, in riferimento alle problematiche strettamente legate al territorio monteporziano con particolare attenzione alla zona delimitata dal Parco regionale dei Castelli Romani.

https://ilcaffe.tv/articolo/259675/frascati-lottizzazione-da-7-ettari-cancellata-i-privati-chiedono-quasi-4-milioni-di-e...
11/06/2026

https://ilcaffe.tv/articolo/259675/frascati-lottizzazione-da-7-ettari-cancellata-i-privati-chiedono-quasi-4-milioni-di-euro-di-danni-al-comune-la-sentenza

Vergognoso pensare che vi siano dei comuni che si prostituiscano a 90° per favorire i costruttori , invocando presunti diritti acquisiti (spesso di familiari e parenti in conflitto di interesse) invece di contrastarli per tutelare il territorio.

Chi vuole capire, capisca...
PS: ogni riferimento a fatti e persone è.puramente casuale!

Frascati, lottizzazione da 7 ettari cancellata: i privati chiedono quasi 4 milioni di euro di danni al Comune. La sentenza del TAR del Lazio

CLIMA “SALVATO”, PIANETA MORTO: UNO STUDIO MOSTRA COME LE ENERGIE RINNOVABILI DISTRUGGONO LA BIODIVERSITÀDa Sciencefiles...
09/06/2026

CLIMA “SALVATO”, PIANETA MORTO: UNO STUDIO MOSTRA COME LE ENERGIE RINNOVABILI DISTRUGGONO LA BIODIVERSITÀ
Da Sciencefiles di Michael Klein 4 giugno 2026

[N.d.R. – Il virgolettato sulla parola «salvato» nel titolo è una mia scelta; il testo originale non lo riportava. ]
Nella teoria dei giochi esiste il cosiddetto "Zero-Sum-Game", ovvero il gioco a somma zero.
Con questo termine si descrive una situazione in cui il guadagno ottenuto da un giocatore corrisponde esattamente alla perdita subita da un altro giocatore. Ciò che uno guadagna, un altro deve perderlo. La maggior parte delle relazioni sociali in questo mondo dalle risorse inevitabilmente finite sono giochi a somma zero. Se cinque persone si dividono una torta e il primo a cui tocca il turno si riserva la fetta più grande, per gli altri quattro ne rimarrà meno. Se i profittatori dell'estremismo di destra arraffano denaro pubblico per centinaia di milioni di euro per finanziare servizi di cui non c'è bisogno, allora quei centinaia di milioni di euro mancheranno laddove avrebbero potuto essere impiegati in modo sensato.
[N.d.r. L'autore non sta dicendo che gli estremisti di destra spendono i soldi, ma che chi lucra sulla macchina burocratica dell'antifascismo e sulla lotta all'estremismo di destra sta sottraendo centinaia di milioni di euro che lo Stato potrebbe usare per cose più utili].
I giochi a somma zero si ritrovano anche nei luoghi pubblici: se un bambino urla nel parco, la quiete cercata da una moltitudine di altre persone viene distrutta; il guadagno dell'urlo si contrappone alla perdita della quiete.
José Andrés Rehbein, Joe Lane, James E. M. Watson e Laura Sonter — gli ultimi tre della University of Queensland in Australia, il primo della Banca Mondiale — hanno descritto un ulteriore esempio di gioco a somma zero. I giocatori: energie rinnovabili e biodiversità. Il risultato: maggiore è la produzione di energia rinnovabile, minore è la biodiversità.
Rehbein, José Andrès, Watson, James E., Lane Joe & Sonter, Laura (2020). Lo sviluppo delle energie rinnovabili minaccia molte aree di biodiversità di importanza globale https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/gcb.15067 [n.d.r. PEER- REVIEWED]. Global Change Biology 26(5): 3040-3051.
In realtà, non sorprende che l'enorme consumo di suolo per le energie rinnovabili, il loro impatto direttamente letale su uccelli, insetti e altri animali, e l'impermeabilizzazione su larga scala del suolo NON abbiano un effetto positivo sulla biodiversità.
Lo studio di Rehbein et al., pubblicato su Global Change Biology, fa tuttavia un passo avanti. Gli autori dimostrano che le avide industrie delle energie rinnovabili non esitano a piazzare il loro ferrame tecnologico di scarso valore all'interno di riserve naturali — persino in quelle dove vige il divieto assoluto di qualsiasi alterazione —, nelle ultime aree selvagge rimaste sulla Terra e persino in zone di fondamentale importanza per la biodiversità del pianeta, le cosiddette Key Biodiversity Areas (KBA).
https://i0.wp.com/sciencefiles.org/wp-content/uploads/2019/06/Fundament-einer-Windturbine.jpg?ssl=1
Ciò che è ancora più spaventoso del fatto che parchi eolici, solari e impianti idroelettrici vengano costruiti all'interno di aree protette, è l'entità con cui questo sta accadendo. Persino i quattro autori, che nonostante l'argomento trattato si sforzano di rimanere nei binari del politicamente corretto, non possono fare a meno di constatare che l'espansione delle energie rinnovabili ritenuta necessaria dall'ONU comporterà inevitabilmente la distruzione della biodiversità su questo pianeta.
Per poter determinare l'entità delle invasioni da parte dei profittatori delle energie rinnovabili all'interno delle riserve naturali e delle aree di fondamentale importanza per la biodiversità (KBA), sono ovviamente necessari dei dati. I quattro autori danno vita a un vero e proprio spettacolo pirotecnico di raccolta dati, attingendo da:
la World Database on Protected Areas (Database mondiale delle aree protette);
la World Database of Key Biodiversity Areas (Database mondiale delle aree chiave per la biodiversità);
la Last of the Wild Map (Mappa degli ultimi luoghi selvaggi della Terra);
la Global Power Plant Database (Database globale delle centrali elettriche).
Nella loro analisi rientrano 41.083 riserve naturali in tutto il mondo, 18.268 aree di particolare importanza per la biodiversità, il 93% della capacità esistente di generazione di elettricità da energia idroelettrica, eolica o solare e il 99% degli impianti in corso di costruzione nel 2020. L'analisi è limitata agli impianti con una capacità di almeno 10 megawatt, il che comporta che vengano censiti solo il 29% degli impianti attualmente installati, ma il 78% di quelli in fase di costruzione. Già questi dati dimostrano che la tendenza nell'energia eolica, solare e idroelettrica è verso impianti sempre più grandi, che impermeabilizzano sempre più suolo, distruggono il paesaggio, eccetera...
[N.d.r. Nel testo originale è presente un appello in cui la redazione di ScienceFiles dichiara di trovarsi in gravi difficoltà finanziarie e chiede il sostegno dei lettori. Questo passaggio è stato omesso per ragioni di spazio; i lettori interessati possono consultarlo tramite il link all'articolo integrale https://sciencefiles.org/2026/06/04/klima-gerettet-planet-tot-studie-zeigt-wie-erneuerbare-energien-biodiversitaet-zerstoeren/?fbclid=IwY2xjawSOkxNleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeoXh9o-nq9SUBJkTsX ].
In totale, gli autori contano 12.658 impianti di produzione di energia rinnovabile; 2.206 di questi si trovano all'interno di una riserva naturale, di un'area di particolare importanza per la biodiversità o in una delle ultime zone selvagge rimaste al mondo. Non c'è bisogno di descrivere le conseguenze che un parco solare, un parco eolico o una diga idroelettrica hanno sulla biodiversità in queste aree: chiunque, in realtà, dovrebbe conoscerle. L'analisi degli autori mostra inoltre che:
Al momento sono soprattutto i paesi europei a infischiarsene delle riserve naturali per dare sfogo alla loro follia delle energie rinnovabili. È qui che si trova la maggior parte degli impianti già esistenti.
Il baricentro è destinato a spostarsi verso il Sud-Est asiatico, il Sud America e l'Africa: è lì che si concentra la maggior parte degli impianti in fase di costruzione all'interno di aree cruciali per la biodiversità;
Come già detto, la tendenza è verso impianti sempre più grandi, con impatti sempre più catastrofici sull'ambiente;
Attualmente, ben 2.830.387 chilometri quadrati di riserve naturali o di aree centrali per la biodiversità sono investiti dalla follia delle energie rinnovabili. La superficie interessata aumenterà di 4.449.010 chilometri quadrati entro il 2025, raggiungendo un totale di 7.279.397 chilometri quadrati.
[N.d.r. Il riferimento all'anno 2025 riflette la proiezione statistica a medio termine elaborata dallo studio scientifico originale (pubblicato nel 2020), i cui modelli stimavano un'estensione totale compromessa di 7.279.397 km². Sebbene non sia disponibile un calcolo satellitare al chilometro quadrato aggiornato mese per mese, i monitoraggi ecologici globali indicano che la realtà ha superato le previsioni. L'accelerazione dei piani industriali e l'apertura di nuovi mega-impianti nel Sud del mondo hanno confermato l'allarme degli scienziati, spingendo la superficie di biodiversità sotto pressione ben oltre la soglia stimata originariamente]
Le due tabelle seguenti illustrano l'entità dell'invasione degli ultimi spazi rimasti in cui animali e piante potevano svilupparsi senza subire la pressione antropica. La prima tabella mostra la situazione attuale. La seconda tabella elenca gli impianti in fase di costruzione. Da ciò emerge chiaramente come i freni inibitori, che forse un tempo potevano esistere quando si trattava di distruggere deliberatamente flora e fauna in un'area protetta con tecnologie di generazione elettrica di scarso valore, siano ormai caduti da tempo. Il numero di impianti per la produzione di energia rinnovabile in aree cruciali per la biodiversità è fortemente aumentato.
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https://i0.wp.com/sciencefiles.org/wp-content/uploads/2020/06/Rehbein-Table-2.png?ssl=1
Il grafico seguente illustra la portata della distruzione delle riserves naturali causata dagli impianti di energia rinnovabile esistenti. È risaputo da tempo che coloro che traggono profitto da queste tecnologie di scarsa qualità non si fermano davanti a nulla. L'entità di questa distruzione è spaventosa.
Solo in Germania si contano 42 impianti idroelettrici, 42 impianti solari e 193 impianti eolici all'interno di aree protette, luoghi in cui non avrebbero alcun motivo di esistere (A titolo di confronto: nella ben più grande Cina si contano 90 impianti idroelettrici, 90 impianti solari e 37 impianti eolici nelle aree protette – Si ricorda che sono presi in considerazione solo gli impianti con una potenza superiore a 10 Megawatt). Ma dove governa l'avidità, l'habitat di animali e piante viene sacrificato. Si tratta proprio di un gioco a somma zero: pochi vincono, ma moltissimi perdono.
https://i0.wp.com/sciencefiles.org/wp-content/uploads/2020/06/Rehbein-Figuer.png?ssl=1
[N.d.r . FIGURA 1 Sovrapposizione tra impianti di energia rinnovabile operativi e importanti aree di conservazione (indicate in verde). I riquadri mostrano gli impianti di energia rinnovabile operativi all'interno di (a) Aree Chiave per la Biodiversità (Key Biodiversity Areas), (b) aree incontaminate (wilderness areas) e (c) aree protette. I cerchi rappresentano gli impianti di energia rinnovabile, dove i colori indicano le diverse tecnologie e le dimensioni rappresentano la capacità dell'impianto].
La prossima volta che sentirete un esponente dei Verdi o un altro membro della folla bigotta lamentarsi della perdita di biodiversità, ricordate che una delle principali cause di estinzione delle specie viene attualmente promossa proprio da quegli stessi Verdi che si lamentano delle sue conseguenze: in Europa, sono soprattutto gli operatori del settore eolico e solare a distruggere la biodiversità.
E la prossima volta che sentirete uno di questi fanatici parlare del pericolo che i pesticidi rappresentano per la biodiversità, sappiate che tutta la storia è solo un piano architettato per distogliere l'attenzione da coloro che, con i loro tralicci e pannelli solari, accumulano profitti per un massimo di vent'anni, per poi scaricare i propri rifiuti tossici su altri paesi (di norma in Africa) senza coprire i costi. Sono proprio loro i veri responsabili della distruzione della biodiversità: le 2.206 grandi installazioni con una potenza di almeno 10 megawatt costruite nel mondo all'interno di riserve naturali e aree protette, senza curarsi minimamente della conseguente devastazione, sono una prova più che sufficiente.
2.206 prove di avidità, follia e intolleranza.
Abbiamo pubblicato questo articolo per la prima volta esattamente sei anni fa.
Da allora, nulla è cambiato in meglio.
Al contrario: azioni distruttive come quelle condotte nella foresta di Reinhardswald rappresentano la tendenza a distruggere sempre più velocemente, e in misura sempre maggiore, ciò che rendeva il pianeta un luogo vivibile.
[...]
https://x.com/BettyCo_Nurse/status/1915715018978464220/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1915715018978464220%7Ctwgr%5E78ab770e2faf5bc5aa5dacb1ce13d747beaf71d5%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fsciencefiles.org%2F2026%2F06%2F04%2Fklima-gerettet-planet-tot-studie-zeigt-wie-erneuerbare-energien-biodiversitaet-zerstoeren%2F

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Fonte: https://sciencefiles.org/2026/06/04/klima-gerettet-planet-tot-studie-zeigt-wie-erneuerbare-energien-biodiversitaet-zerstoeren/?fbclid=IwY2xjawSOkxNleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeoXh9o-nq9SUBJkTsX

We found that over 2,200 operational wind, solar and hydropower facilities fall within and are degrading important areas for biodiversity conservation. A new wave of renewable energy facilities is cu...

08/06/2026

Vade retro ACEA!!!

MAXI ECO-MOSTRO TRA CIAMPINO e MARINO!========================================Il fotovoltaico era nato per i consumi dom...
02/06/2026

MAXI ECO-MOSTRO TRA CIAMPINO e MARINO!
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Il fotovoltaico era nato per i consumi domestici con i micro impianti che abbattevano la bolletta elettrica. Poi hanno inventato gli scambiatori ed è diventato un bieco business...!
11.6 ettari ricoperti con 13mila pannelli fotovoltaici. Ci si vanta di questo maxi impianto invece non ci si rende conto che si è alienato un pezzo di territorio per il finto business (falso-green) di un privato. Si parla in maniera fuorviante del fabbisogno di 4000 famiglie, ma non si racconta che queste famiglie continueranno a pagare la bolletta al privato perché nessuno (tantomeno la collettività) guadagnerà da questo impianto.
La politica dovrebbe vergognarsi.

Innumerevoli studi di impatto ambientale hanno evidenziato come i maxi impianti tendono a desertificare un'area che poteva essere verde, quindi in sostanza peggiorerà a livello micro-climatico la situazione di chi vive vicino all' impianto. Preparatevi ad usare di più il condizionatore per le estati torride, ma non ci provate a parlare di cambiamento climatico e global Warming perché siamo sul minimo di attività solare e questo fenomeno si chiama "isola di calore" e si accentua ad ogni nuova accensione di condizionatori perché in finale è causata da una programmazione urbanistica scellerata!
La politica oltre a vergognarsi dovrebbe farsi schifo da sola!

Infine il problema immissione di corrente in rete: senza un adeguamento all' infrastruttura esistente ci saranno sovraccarichi, che potrebbero portare a blackouts continui nei periodi di massimo irraggiamento solare. È già successo in Spagna e cosa ne è scaturito??? Che daranno la precedenza ai mega impianti mentre gli impianti delle abitazioni verranno spenti da remoto e tutti gli investimenti del FV domestico pagati anche con le nostre tasse finiranno a vorticare nello sciacquone del water!
La politica oltre che vergognarsi e farsi schifo dovrebbe anche sotterrarsi!

E voi cittadini che ne pensate di una politica che fa questo per favorire una società privata sulle spalle dei cittadini e del proprio territorio?

Ciampino-Marino, il maxi fotovoltaico riparte nell’area a rischio CO2: ora arrivano gli scavi. A Cava dei Selci

UNITI CONTRO LA DEREGULATION SULLA CACCIA!CACCIA IN SPIAGGIA: PASSA L’EMENDAMENTO DELLA SENATRICE FALLUCCHI E IL DDL “SP...
01/06/2026

UNITI CONTRO LA DEREGULATION SULLA CACCIA!
CACCIA IN SPIAGGIA: PASSA L’EMENDAMENTO DELLA SENATRICE FALLUCCHI E IL DDL “SPARATUTTO”

Mentre ci adoperiamo per valorizzare l'ambiente e proteggere gli animali, quuualcosa di molto concreto sta accadendo al Senato — e riguarda le nostre spiagge.

L’emendamento 6.71, a firma della senatrice Anna Maria Fallucchi (FdI), ha ottenuto l’approvazione in Commissione e riapre concretamente la possibilità di cacciare nel demanio marittimo, cioè sulle spiagge. Un dettaglio non secondario: la senatrice Fallucchi è anche imprenditrice balneare.

Gli emendamenti presentati dalla maggioranza al cosiddetto DDL “Sparatutto” propongono una deregulation totale: caccia in spiaggia, più specie cacciabili e richiami vivi senza regole. Il disegno di legge, il DDL 1552, punta a modificare profondamente la legge 157/1992, quella per la protezione della fauna selvatica.

Il DDL ha superato l’esame delle Commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato e si prepara ora ad approdare in Aula. Il testo, secondo le associazioni ambientaliste, sarebbe stato addirittura peggiorato durante l’iter parlamentare.

Se venisse approvato definitivamente, le conseguenze sarebbero immediate: dal 2027 i bagnanti potrebbero trovarsi a condividere spiagge e aree naturali con cacciatori armati, anche stranieri.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il WWF ha denunciato la vicenda come “di eccezionale gravità istituzionale”, sottolineando che non solo è stata ignorata la lettera ufficiale della Commissione europea che segnala gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, ma il testo è stato ulteriormente peggiorato con emendamenti che incidono pesantemente sulla tutela della fauna e sui diritti dei cittadini.

Le associazioni animaliste denunciano anche la legalizzazione di pratiche oggi vietate, come la possibilità di uccidere specie finora protette, l’apertura alla caccia in parchi, foreste demaniali e terreni innevati, e la possibilità di “importare” cacciatori stranieri in numero illimitato, senza alcuna garanzia che conoscano e rispettino le regole italiane.

Il ministro Lollobrigida aveva accusato le associazioni animaliste di diffondere fake news quando le prime bozze contenevano la norma sulla caccia in spiaggia. L’approvazione dell’emendamento Fallucchi conferma invece che quelle denunce erano fondate.

Il DDL deve ancora essere votato in Aula al Senato e poi passare alla Camera. C’è ancora tempo per fermarlo — ma poco.

Io ho gia informato la persona con cui collaboro e ogni regione, citta puo remare contro tale decisione salviamo gli animali e la Terra
Ormai la politica e' sempre piu chiaro che fa il contrario di cio che deve fare e rema contro di noi
Noi dobbiamo unirci e tutelarci contro il sistema

Roma 5G: perché gli alberi della capitale stanno scomparendo? La verità dietro il segnale digitale======================...
25/05/2026

Roma 5G: perché gli alberi della
capitale stanno scomparendo?
La verità dietro il segnale digitale
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1. Introduzione: Un paesaggio che cambia sotto i nostri occhi
Passeggiando per le strade di Roma, è impossibile non avvertire un senso di inquietudine. Quello che era il profilo monumentale dei nostri storici viali alberati si sta assottigliando, vittima di un "massacro" silenzioso e inesorabile. Platani e pini, i custodi viventi della Città Eterna, stanno scomparendo a un ritmo che la scusa della "manutenzione" non può più giustificare. Dietro questa spoliazione si cela un progetto radicale: .
Non si tratta di una semplice evoluzione tecnologica, ma di una vera e propria colonizzazione dello spazio pubblico. Siamo di fronte a un intervento sistemico che sacrifica il patrimonio biologico della capitale sull'altare della velocità digitale. In questa indagine, sveleremo i meccanismi contrattuali e finanziari che hanno trasformato il verde urbano in un ostacolo al profitto, analizzando come il "sacrificio" della natura sia diventato una clausola scritta a tinte forti tra le righe di accordi milionari.
2. Il patto dei 25 Anni: I numeri dietro il "Progetto "
A fine 2023, il Comune di Roma ha siglato una convenzione che vincola la città per un quarto di secolo. L'accordo è stato stretto con Smart City Roma, società di scopo controllata dal colosso delle infrastrutture INWIT. Parlare di 25 anni in ambito tecnologico significa parlare di un tempo infinito: l'amministrazione ha scelto di ipotecare il suolo pubblico e il suo patrimonio arboreo per una tecnologia che tra cinque anni sarà probabilmente obsoleta, ma i cui vincoli fisici peseranno sulle generazioni future.
L'operazione si regge su cifre che non ammettono repliche:
* Investimento Totale: 93 milioni di euro.
* Ripartizione dei Fondi: 20 milioni di euro di denaro pubblico (legati anche ai fondi del Giubileo) e 73 milioni messi sul piatto dal privato tramite Project Financing.
* L’Infrastruttura: La copertura totale delle metropolitane e la disseminazione capillare in superficie di migliaia di "Small Cells" (micro-antenne) e sensori IoT installati su pali e lampioni.
3. L'Inganno del "Neutral Host": Perché il Segnale non Ammette Ostacoli
Il cuore economico dell’accordo risiede nel modello Neutral Host. In questo schema, INWIT non agisce per un singolo operatore, ma costruisce un'unica infrastruttura "condivisa" che ospita contemporaneamente TIM, Vodafone e altri gestori. È qui che il conflitto con gli alberi diventa brutale: affinché l’investimento privato di 73 milioni frutti, l'antenna deve garantire il 100% dell'operatività per ogni operatore ospitato.
Se le fronde di un platano interferiscono con il segnale di anche un solo gestore, l’intero modello economico vacilla. In questo scenario, il "campo libero" non è più un’esigenza tecnica, ma una priorità contrattuale assoluta che schiaccia la tutela dell’ambiente. L'albero cessa di essere un bene comune e diventa un costo, un'interferenza da eliminare per non compromettere i dividendi.
4. La "Licenza di Uccidere": la clausola della visibilità del segnale
La minaccia per il verde urbano è codificata nei contratti sotto voci burocratiche come "Oneri di manutenzione". Esiste una clausola tecnica specifica che obbliga il Comune a garantire la "piena operatività degli apparati". Il meccanismo è di una ferocia estrema: se un albero cresce e le sue foglie "oscurano" l'antenna posta su un lampione, la TowerCo segnala un "disservizio tecnico".
A quel punto, l'obbligo passa al Comune, che è contrattualmente tenuto a interve**re. Se non pota drasticamente o non abbatte, l'amministrazione rischia di pagare pesanti penali alla società privata per aver impedito il profitto derivante dall'affitto del segnale. Come denunciato dal movimento per la "Resistenza Ontologica":
"Stanno usando il nostro suolo pubblico per fare un business privato sulla nostra pelle (e sui nostri alberi) con la complicità dei Comuni e la loro avidità di fare cassa."
5. Verde tecnico vs verde pubblico: Il "Trojan Horse" dei lampioni a LED
Per aggirare i vincoli ambientali, i bandi di gara operano una trasformazione semantica: il verde urbano viene riclassificato come "ostacolo alle infrastrutture critiche". Si usa il trucco della "sicurezza" (le telecamere di sorveglianza sui lampioni) per giustificare tagli che servono esclusivamente a liberare la strada al 5G.
Parallelamente, il piano da 65 milioni di euro per la modernizzazione dell'illuminazione pubblica (gestito da Areti) funge da cavallo di T***a. Molti di questi nuovi lampioni a LED sono "tralicci mascherati", già predisposti per ospitare micro-antenne. Il Comune vanta il "risparmio" energetico dei LED, ma tace su quanto incassa — o quanto sconta dai debiti — permettendo alle TowerCo di installare apparati che portano il segnale a superare i 15 V/m, raggiungendo picchi di 61 V/m.
6. Il paradosso legale: perché il TAR non ferma le motoseghe
La giustizia amministrativa sembra impotente di fronte a questo scempio, prigioniera del concetto di "danno riparabile". Per i giudici, fermare un cantiere da 93 milioni di euro causerebbe alle aziende e al Comune un danno economico "irreparabile". Al contrario, la perdita di un albero secolare è considerata un danno "riparabile" o comunque di entità inferiore rispetto ai flussi finanziari in gioco.
È qui che emerge la disparità più scandalosa: le TowerCo prendono in affitto i nostri lampioni e il suolo pubblico per "pochi spiccioli", ma riaffittando quello spazio a quattro operatori contemporaneamente arrivano a guadagnare dieci volte (10x) quello che pagano al Comune. Noi cittadini restiamo senza ombra e sotto l'esposizione di 61 V/m, mentre i privati incassano dividendi milionari.
7. Conclusione: verso una "Resistenza Ontologica"
La trasformazione di Roma non è solo urbanistica, è una privatizzazione del diritto alla salute e alla bellezza. Il suolo pubblico è diventato una piattaforma di profitto e la vegetazione un'interferenza tecnica. Di fronte a questo scenario, la risposta non può essere solo burocratica, ma deve configurarsi come una "Resistenza Ontologica".
È tempo che il Cittadino Sovrano intervenga in autotutela, agendo come custode dello Stato di Diritto e del patrimonio naturale che le istituzioni non sembrano più in grado — o intenzionate — di difendere. Dobbiamo chiederci, prima che l'ultimo platano venga abbattuto: la velocità di una connessione digitale vale davvero il sacrificio sistematico dell'ossigeno, dell'ombra e dell'anima stessa della nostra città? La nostra ombra vale più del loro segnale.

Chiunque volesse partecipare a denunciare personalmente chi ha deliberato/autorizzato, chi ha pagato e chi ha eseguito q...
22/05/2026

Chiunque volesse partecipare a denunciare personalmente chi ha deliberato/autorizzato, chi ha pagato e chi ha eseguito questo atto criminale, ci contatti in privato...!

https://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/microidroelettrico-istruzioni-per-luso/In America è già una realtà nelle...
20/05/2026

https://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/microidroelettrico-istruzioni-per-luso/
In America è già una realtà nelle grandi città l'acqua nelle tubature viene campionata per movimentare delle turbine che producono corrente elettrica che poi viene reimmessa in rete.
Visti gli innumerevoli lavori dell'ACEA per "efficientare" la rete idrica, non è che a qualcuno potrebbe ve**re in mente di fornire anche un servizio alla collettività invece di bloccare sistematicamente il traffico come in Via Tuscolo mettendo i semafori 24h/24h 7 giorni su 7 per fare 2 metri di condotto ogni due giorni?
PS: da quando bisogna mettere un semaforo invece di un cartello con senso unico alternato? Il computo del pagamento per i lavori avviene per disagio gironaliero o per tratta?

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Monte Porzio Catone

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