06/06/2026
PESCIA COM'ERA - La Riforma Agraria attraverso gli articoli del periodico "Maremma".
Data l'accoglienza per le cartoline della serie "MONTALTO COM'ERA" - non vi preoccupate, stiamo ricaricando i nostri archivi per un nuova serie - dedichiamo una serie su Pescia Romana.
Ci troviamo agli albori della grande colonizzazione e la didascalia recita "Il piccolo proprietario Gaetano Renzi del Podere 308 di Montalto mostra il pozzo e l’aereomotore, frutti del suo lavoro e dei suoi saggi investimenti."
Ecco a voi la trascrizione dell'articolo:
Tratto da “Maremma” - Anno II - Maggio 1954
"COME CERCATORI D’ORO ALLA SCOPERTA DELL’ACQUA
I nuovi piccoli proprietari di Montalto di Castro, nella zona della Pescia Romana, hanno saputo lavorare e pagare di persona, ma oggi hanno l’acqua a due passi dalla loro casa.
I nuovi piccoli proprietari di Montalto di Castro, nella zona della Pescia romana, hanno vinto la battaglia per l’acqua. Quando alla costruzione dei fabbricati seguirono i primi insediamenti, l’acqua divenne presto una necessità.
Nessuno podere ne era allora provvisto. Ben presto la febbre dell’acqua incominciò a divampare irresistibile tra i piccoli proprietari desiderosi di stabilirsi nei propri poderi. Si improvvisarono i primi rabdomanti. Ramoscelli verdi di olmo a forma di Y passarono di mano in mano ai primi ricercatori. Gli assegnatari Giovanni Grani e Sante Benni, specializzati in materia, all’inizio dell’estate del ’53 segnalarono la presenza delle prime falde d’acqua nei loro poderi, e poi in quelli vicini. Di lì le ricerche si estesero su ben 34 poderi.
La corsa verso le viscere della terra, verso l’acqua preziosa, sogno di un giorno e realtà di oggi, ebbe allora un inizio. Oggi da ogni parte si scava, si trivella, si lotta sotto il sole cocente, contro il tufo, le arenarie cementate e i banchi di pietra, si lotta per lunghi giorni e con ansia, guadagnando lentamente terreno mentre il lavoro di metro in metro si appesantisce, diventa più duro e il respiro più faticoso. Ma nulla ormai è capace di ostacolare il cammino intrapreso.
Nel giro di pochi giorni si raggiungono profondità di 10-12 metri, compaiono le prime falde acquifere. Alcuni sono costretti a spingersi più in sotto per trovare il grande tesoro ma anche per loro non tarderà a sopraggiungere. I pozzi più profondi hanno raggiunto l’acqua a 18-20 metri. Nessun pozzo è stato scavato invano. Tutti, oggi, hanno l’acqua in abbondanza, sufficiente per il fabbisogno delle famiglie e del bestiame. Sono acque un po’ dure ma non dannose agli organismi.
I nuovi piccoli proprietari dopo aver raggiunta la mèta, completano la sistemazione dei loro pozzi, con anelli di cemento, con mattoni e qualcuno persino vi applica delle pompe a catena, come fecero ad esempio gli assegnatari Antonio Bussi, Giuseppe Ferretti, Francesco Freddiani, Dorino Giambi, mentre Giuseppe Barattelli, Gaetano Renzi, Trionde Bartaletti e Galliano Riccini, invece non paghi di quanto avevano fatto i vicini, ricorsero persino agli aeromotori, impiegando ogni loro risparmio in quel castello di ferro, in quelle pale, che veloci sotto il vento incessante, oggi ruotano aspirando limpide acque che abbondanti sgorgano dalla terra. Tutta questa ricchezza, un giorno nascosta, ora è stata scoperta dalla volontà degli uomini, dalla volontà dei piccoli proprietari di Montalto, che fedeli alla loro cara terra hanno voluto riaffermare le vecchie tradizioni e scrivere una bella pagina della Riforma."