Perchè accogliere un bambino? L’ospitalità dei bambini provenienti da Chernobyl e dalle zone limitrofe è una forma umanitaria di solidarietà consolidata dal punto di vista scientifico e praticata in numerosi Paesi, quali Germania, Francia, Polonia, Belgio, Inghilterra, Stati Uniti, Cuba, Canada, Giappone e tanti altri, oltre ovviamente all’Italia. A seguito di queste esperienze, autorevoli ricerch
e effettuate dell’ENEA hanno dimostrato che l’ospitalità in Paesi non interessati dal disastro è risultata molto utile; dopo appena trenta giorni di soggiorno in una zona non contaminata un bambino perde dal 30 al 50% del cesio-137 assorbito (il radionuclide più presente nell’organismo dei bambini contaminati) riducendo così la possibilità di ammalarsi di tumori, leucemia ed altre patologie collegabili alle conseguenze della radioattività. Una continuità del progetto durante gli anni può risultare decisamente molto importante. I progetti di accoglienza organizzati dell’Associazione, prevedono due periodi di accoglienza l’anno; uno nel periodo estivo ed uno in quello invernale, durante le feste natalizie. La durata dei soggiorni può variare a seconda delle indicazioni degli istituti e dei progetti di accoglienza elaborati dall’Associazione. Il totale dei giorni di permanenza nel nostro territorio è stabilito dal Comitato Minori Stranieri. I minori che vengono accolti, a seguito indicazione dell’Associazione, sono proposti dagli istituti di appartenenza o da un elenco fornito dal referente locale. Ogni famiglia potrà occuparsi di un bambino in modo continuativo, sino a compimento dell’11a classe. Sono bambini che provengono da orfanotrofi, che hanno alle spalle una vita di miseria e di abbandono. L’abbandono è fonte di amarezza. Non sentirsi amati, assistiti, ascoltati, è tremendo. Questi bambini hanno bisogno di tutte queste cose. Il nostro intento è proprio fornire loro quello che gli manca.
È importante aver qualcuno a cui rendere conto, di essere ascoltati, di essere amati, di essere curati quando c’è nè bisogno, di essere seguiti nella loro crescita: avere qualcuno con cui confidarsi e parlare delle proprie paure, di non temere di diventare grandi, di crescere insieme, insegnare loro ad avere fiducia nel futuro, di non sentirsi abbandonati, perchè vi è sempre qualcuno che pensa a loro e che non verrà dimenticato. Alcuni, proposti dai direttori degli orfanotrofi, hanno bisogno di essere più seguiti, quelli più deboli che hanno subìto maggiormente il problema di Chernobyl e della loro condizione sociale. Prendiamoli per mano ed aiutiamoli ad attraversare la strada della vita. Quando i ragazzi diventeranno maggiorenni e non potranno più essere accolti, la famiglia potrà seguirli ugualmente, continuando a dargli l’aiuto di cui loro hanno bisogno anche se sono lontani. Nella stesso tempo ci si potrà occupare di un altro bambino, dandogli lo stesso affetto, lo stesso aiuto, la stessa opportunità.