03/02/2025
La fontana dei Nasau
Un anno di lavoro per restituire al paese un’altra delle sue fontane. Abbiamo cominciato circa un anno fa a tagliare rovi, erbe, estirpare radici per ridare un po’ di luce a questo invaso, che tanta importanza ha avuto nell’economia familiare dei montaldesi fino agli anni ‘60, quando sono arrivati gli acquedotti. Da allora … addio fontane! Il loro destino era l’abbandono e l’oblio.
Dopo la pulizia esterna abbiamo proceduto con la pulizia interna, la sistemazione del tubo di scolo e infine la nuova recinzione. Adesso la fontana è come nuova, con i suoi circa 15.000 litri d’acqua cristallina, rinnovabili tramite sorgente sotterranea in poco più di 24 ore. Il suo nome “Nasau” deriva dai piccoli stagni di cui era disseminata la vallata, che venivano usati un tempo per mettere a mollo i salici, le liste di castagno per le “tualète” (ceste) e soprattutto per macerare la canapa, da cui si ricavavano corde, sacchi, lenzuola e asciugamani. L’acqua della fontana non era buona da bere (per le persone), ma era ottima per gli animali e per lavare, nei cortili, lenzuola e tovaglie (“fé lessìa”).
Le code dei carri con le botti che si avvicinano per far rifornimento si vedono ancora oggi in trasparenza nelle acque della fontana e lì vicino si sente ancora l’eco del vociare dei contadini intorno agli stagni … Per mantenere vive queste immagini e questi suoni abbiamo pensato che non fosse tempo perso ripristinare la fontana dei “Nasau”. E una riserva d’acqua come quella, … oggi non serve più a nessuno … ma un domani … non si sa mai!