27/03/2025
Questa bellissima riflessione della ns amica e psicologa Annalisa Rossetto, sulla figura del CAREGIVER. Momento di riflessione
❤️CAREGIVER: "colui che si prende cura"❤️
Un argomento che mi sta molto a cuore: il CAREGIVER, colui che fornisce, con dedizione e sentimento, ASSISTENZA NON RETRIBUITA, quotidianamente, fornendo cura, supporto e vicinanza a familiari anziani, disabili, genitori vedovi di figli disabili, malati oncologici e pazienti patologici vari.
Il caregiver è a rischio di grandi conseguenze psicologiche, di sentimenti contrastanti e pesanti come la frustrazione, l’angoscia, ansietà, il senso di solitudine e di depressione per il peso di doversi occupare, in modo continuativo e costante nel tempo, del proprio familiare.
Il senso di isolamento, che può provare, riguarda anche le opportunità di vita che perde, rispetto ai suoi pari e per il non intravvedere prospettive motivanti all’orizzonte, nell'assenza di una personale progettualità.
E’ importante che la società inizi a considerare, riconoscere e a sostenere questo PREZIOSO LAVORO. Ed è importante che, anche chi gli sta attorno, si offra di contribuire ad aiutarlo, che sia nello svolgere i suoi compiti di assistenza o che si tratti di aiutarlo a staccare la spina e a rilassarsi.
Alcuni suggerimenti per aiutare un caregiver:
1- Fargli visita e ascoltare i suoi problemi, per cercare di rimediare a sensi di solitudine ed isolamento ai quali è esposto.
2- Concedergli una pausa dai compiti di assistenza, dalle commissioni o altri compiti che possono essere stancanti, dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo.. ma anche solo offrirgli qualche ora di tempo da dedicare a se stesso, oppure chiedergli di potersi occupare di uno dei suoi compiti, per alleggerire il suo carico (fare la spesa o portargli un pasto fatto in casa).
3- Fare qualcosa di bello per lui/lei, visto che non ricevono alcuna retribuzione o ricompensa. Sarebbe bello trovare il modo per sollevargli lo spirito e dimostrare il nostro apprezzamento per l’incredibile lavoro che si è trovato a svolgere.
4- Cercare di riconoscere quando ha bisogno di spazio, quando ha difficoltà a staccare la spina e, soprattutto, fai attenzione a eventuali segnali visibili di burnout, come un cambiamento di atteggiamento, problemi di sonno, stanchezza cronica e mancanza di energia, depressione o ritiro sociale.
5- Indicare loro risorse utili.
Per fare la differenza, oltre a pensare al modo di poter essere loro utile, può essere sufficiente anche mostrare loro vicinanza, interesse , comprensione e solidarietà umana.
⭐️✅Sei anche tu un caregiver? Sarebbe utile ed importante che, nei commenti di questo post, aggiungessi ciò che ti farebbe piacere ricevere da chi ti sta vicino, in termini di attenzioni o necessità. Così da poter costruire, assieme, un decalogo completo, per sentirsi meno soli ed in difficoltà. GRAZIE 🙏
Annalisa Rossetto – Psicologa. Consulenze e supporto online. – tel. 353 457 7653.