19/12/2024
Stiamo per arrivare alle elezioni regionali 2025 in Puglia, Campania, Veneto, Marche, Toscana, Valle d'Aosta.
Nel 2001 la Costituzione italiana fu modificata affidando alle Regioni, in via concorrente rispetto allo Stato centrale (cioè quest'ultimo può solo fare normativa-cornice), tantissime competenze legislative (art. 117) tra cui: tutela della salute, professioni, ricerca, autonomia scolastica, produzione, trasferito e distribuzione energia, porti, aeroporti, ecc.
La legge 108/1968 (ancora vigente) prevede come siano strutturati i consigli regionali: al 2020 spettano alla Regione Puglia 50 consiglieri (popolazione a 3 milioni e 900 Mila circa per Istat). Invece, per effetto della Legge 148/2011, di conversione del Decreto legge 138/2011 (art.14 in specifico), saranno 40 i consiglieri spettanti alle regioni sotto i 4 milioni di abitanti.
Prima riflessione: perché alle Regioni dobbiamo eleggere meno consiglieri del Comune di Roma ad esempio (48 consiglieri più 1 Sindaco)?
Seconda riflessione: perché un ente come la Regione, con un carico di competenze corposissimo (ma non più importante) dello Stato centrale, per effetto del Titolo V modificato nel 2001, porta (in concreto politico) solo 27 persone di maggioranza + assessori e presidente a gestire la cosa pubblica quando ne occorrerebbero di più vista la enorme sproporzione di competenze?
Il taglio dei parlamentari unito alla riforma del Titolo V ed alla legge elettorale nazionale con i listini bloccati contribuisce evidentemente a rafforzare oligarchie mascherate; quest'ultimi fattori insieme alla riduzione dei consiglieri regionali portano, inevitabilmente, ad avere due corpi legislativi (stato e regioni) sempre più destinati ad essere in mano a poche persone.
Esempio finale: decidono politicamente della sanità di 4 milioni di pugliesi circa (stessa cosa più o meno in altre regioni a seconda della popolazione) solo una trentina di persone nonostante la complessità nazionale ed europea del settore.
Non vi andrebbe di cambiare tutto?