USB Monfalcone

USB Monfalcone UNIONE SINDACALE DI BASE, UN’ORGANIZZAZIONE PER MILIONI DI LAVORATORI. IL SINDACATO CHE SERVE

24/05/2026
23/05/2026
Gli operai insieme agli attivisti della   sequestrati da Israele alla manifestazione nazionale del 23 maggioAlla manifes...
22/05/2026

Gli operai insieme agli attivisti della sequestrati da Israele alla manifestazione nazionale del 23 maggio

Alla manifestazione nazionale del 23 maggio a Roma saranno presenti anche gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla recentemente rientrati nel nostro Paese, dopo aver subito il sequestro e le violenze da parte dello stato Israeliano. Hanno confermato la loro presenza: l’on Dario Carotenuto, l’inviato del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani e la portavoce italiana Maria Elena Delia.
Il filo rosso che collega la missione della Flotilla e la lotta contro il genocidio in Palestina con la questione sociale nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti: vogliamo un futuro senza guerra, vogliamo salari dignitosi, un sistema di protezione dall’inflazione, diritto alla casa e regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Se i prezzi dell’energia si alzano, se le aziende falliscono e chi lavora rimane a casa, la responsabilità va trovata proprio nelle guerre di aggressione di Israele ed USA all’Iran, alla Palestina, a Cuba, al Venezuela.
Appuntamento a Piazza della Repubblica ore 14:00

16/05/2026
La Flotilla riparte senza nessuna protezione istituzionale: c’è solo lo sciopero generale per difenderla. Il 18 maggio i...
13/05/2026

La Flotilla riparte senza nessuna protezione istituzionale: c’è solo lo sciopero generale per difenderla. Il 18 maggio in piazza per la Palestina, contro riarmo e complicità di governo italiano e UE

E così a Marmaris, in Turchia, i 300 attivisti che hanno deciso di mettere a repentaglio la propria incolumità per denunciare la barbarie di Israele e andare in soccorso della popolazione palestinese, hanno sciolto ogni riserva: la navigazione verso Gaza riparte. Non sono mancati in questi giorni i tentativi di dissuaderli e di farli tornare indietro. Ci ha provato Israele con l’arresto illegale di Thiago e Saif, il pestaggio di tanti loro compagni, la messa fuori uso di diverse imbarcazioni mandate alla deriva, con gli equipaggi a bordo e il mare in tempesta. Poi ci hanno provato i vari governi europei, a cominciare da quello greco, che ha dimostrato una piena complicità con Tel Aviv nel non esercitare alcuna sovranità su acque lontanissime dalle coste israeliane. Oggi, 12 maggio, l’Unione Europea ha fatto sapere che la Flotilla non godrà di alcuna protezione nella sua navigazione verso Gaza: non è una novità, era già successo nelle precedenti occasioni, ma il dichiararlo esplicitamente fa un certo effetto.

Il governo italiano tace, o meglio si scopre europeista, nel senso di accodarsi agli altri paesi che rinunciano a difendere i loro cittadini che con coraggio stanno andando semplicemente a sostenere i diritti di un popolo, a portare soccorso, a denunciare l’orrore quotidiano insopportabile che arriva dalle macerie di Gaza e di tanta parte della Palestina e del Libano.

A dare una mano a questo gruppo di coraggiosi ci sono solo i popoli, ci sono i lavoratori e le lavoratrici, la generazione di Gaza o il popolo dell’autunno come lo si voglia definire. Lo strumento dello sciopero generale serve a questo, a consentire a questo mondo di tornare a farsi sentire e ad agire come equipaggio di terra per spingere avanti quelle barche, le barche della speranza, le barche dell’umanità.

Nello sciopero dovranno vivere tutti i temi che andiamo agitando in questi mesi e che stanno affollando gli scioperi di settore che sono stati agiti in queste settimane, da quello dei lavoratori pubblici a quello dei portuali, dagli scioperi dei trasporti alle proteste contro i licenziamenti nella logistica, allo sciopero della scuola di soli pochi giorni fa fino a quello nazionale delle cooperative sociali che cade casualmente proprio il 18 maggio. Ognuna di queste proteste ha una sua specificità, e racconta contemporaneamente di una condizione del lavoro in Italia che sta subendo continui attacchi sul piano dei diritti, del salario e delle modalità di organizzazione. È giusto che nello sciopero del 18 trovino espressione queste ragioni che stanno tornando ad animare un conflitto sociale di cui si sente un grande bisogno. Ma questo sciopero generale ci parla anche e soprattutto della voglia di fermare la barbarie e di costringere il governo Meloni a rompere le relazioni con uno Stato terrorista.

È uno sciopero per dire ai fratelli e alle sorelle della Flotilla: noi ci siamo, non siete soli e sole, e faremo di tutto per proteggervi.

È uno sciopero per sostenere i diritti calpestati dei palestinesi e rivendicare la loro sacrosanta ragione di vivere in pace nella loro terra.

È uno sciopero contro il riarmo e le tante aggressioni ai popoli che questo riarmo sostiene che sta dentro le iniziative costanti e concrete come lo sciopero contro le armi, l’obiezione di coscienza e le mobilitazioni internazionali che USB sta praticando da mesi.

In ogni città e in ogni paese è il momento di preparare la mobilitazione generale, senza paura e senza tentennamenti. Lo sciopero lo ha proclamato l’Usb ma appartiene a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, è stato indetto nel pieno rispetto delle maledette regole vigenti, è a disposizione di chiunque.

Ricordiamo gli appuntamenti che abbiamo davanti: il 16 maggio le due manifestazioni di Roma e Milano per la Palestina in occasione della ricorrenza della Nakba – 18 maggio manifestazioni in tutte le città in occasione dello sciopero generale – 23 maggio manifestazione nazionale operaia a Roma per il salario e contro la guerra.

Le Piazze in Aggiornamento:

Genova: Prefettura, Largo Lanfranco 1, ore 10:00

Bologna: Piazza Gaza (ex Piazza Maggiore) ore 10:00

Pisa: Piazza Gaza (ex Piazza) XX Settembre ore 9:00

Firenze: Prefettura, Via Cavour 1, ore 10:00

Massa: Palazzo del Comune, ore 9:00

Trieste: Colle di S.Giusto, ore 10:00

Roma: Piazza Gaza (ex Piazza dei Cinquecento) ore 9:00

1 Maggio a Trieste buona festa dei lavoratori USB Monfalcone
01/05/2026

1 Maggio a Trieste buona festa dei lavoratori USB Monfalcone

17/04/2026

+++EDITORIALE+++
Il bluff della Meloni in vista del 1° Maggio

Dopo la batosta del referendum, per il governo Meloni la strada sembra sempre più in salita. L’Istat ha confermato che il rapporto tra Pil e debito pubblico non rientra nel fatidico 3% e che pertanto non ci sarà nessuna possibilità di avviare a chiusura la procedura di infrazione contro l’Italia, aperta dalla Ue a metà del 2024. Questo significa che le spese per la difesa non potranno essere svincolate dal calcolo del debito pubblico e che il governo, per onorare gli impegni in tema di riarmo sia con la Nato e con la Ue, dovrà mettere mano a pesanti tagli su altre voci di bilancio.

Questo spiega l’insistenza con la quale il ministro Giorgetti sta chiedendo la sospensione del Patto di Stabilità alla Commissione europea, che però al momento non sembra intenzionata a dargli retta.

I conti dello scorso anno, però, sono solo uno dei problemi gravi con cui è alle prese il governo. Un altro è sicuramente l’avvicinarsi di una nuova fiammata inflazionistica, sulla spinta dell’aggressione degli Usa e di Israele all’Iran, che prepara un pesante aggravamento della situazione economica e una nuova erosione del potere d’acquisto di salari e pensioni.

I timidi interventi sulle accise hanno già dimostrato la loro scarsissima efficacia. Né il governo sembra intenzionato ad un intervento energico contro gli extra-profitti, che ricordiamolo, costituiscono una forma di speculazione illecita che andrebbe innanzitutto sanzionata penalmente, per poi essere debitamente requisita ed utilizzata per combattere il carovita.

Ma l’aumento dei prezzi del carburante ha la maledetta caratteristica di trasferirsi rapidamente al resto dell’economia, producendo un rialzo generalizzato dei prezzi, a cominciare da quelli dei beni di prima necessità. E questo è un fenomeno che abbiamo già vissuto nel passato recente e di cui conosciamo bene gli effetti. Senza un intervento calmieratore sui prezzi dei beni essenziali e in assenza di un meccanismo di protezione dei salari e delle pensioni, questi aumenti non possono che portare ad un’ulteriore perdita del potere d’acquisto per milioni di lavoratori e famiglie.

Meloni questo lo ha capito benissimo ma sta provando a confidare nella sua capacità di comunicazione, per dare a intendere ancora una volta, in occasione della Festa del Primo Maggio, che il suo governo vuole intervenire per difendere i redditi di chi lavora.

Per due anni ha giocato la carta del taglio del cuneo fiscale per provare a raccontare che il governo metteva in campo azioni utili a contrastare l’impoverimento. Ma poi, passata la sbornia mediatica dei grandi annunci, ci hanno pensato i dati reali a smentire le chiacchiere del governo e a confermare la caduta dei salari. A questo si è aggiunto l’effetto degli insufficienti rinnovi contrattuali che ci sono stati in questi ultimi anni in diverse categorie, con aumenti ben al di sotto del tasso d’inflazione reale, che non hanno minimamente invertito la tendenza più che trentennale verso il basso.

Cosa tirerà fuori dal cilindro la Meloni per il prossimo 1° Maggio? È una domanda che rimbalza ogni giorno sui quotidiani e che ha trovato conferma soprattutto nel suo discorso alla Camera del 9 aprile. Lavoro povero, bollette energetiche e casa sono i titoli dei possibili interventi, del nuovo ed ennesimo bluff che la Meloni si prepara a giocare, confidando soprattutto su una opposizione che proprio sulle questioni sociali è particolarmente silente e poco propensa ad avanzare proposte efficaci per paura che un giorno, dovessero mai vincere loro le elezioni, si trovassero un popolo a reclamarne la attuazione.

Di salario minimo non se ne parla, sembra piuttosto che si voglia introdurre il meccanismo del contratto maggiormente utilizzato per fissare la soglia minima di salario a cui attestarsi. Una proposta che sembra cucita sugli interessi di alcuni sindacati particolarmente genuflessi al governo, come l’UGL, e che non avrebbe alcun effetto migliorativo sui salari delle categorie coinvolte. In buona sostanza, un decreto inutile sulla falsariga dei tanti sfornati sulla sicurezza sul lavoro che non hanno minimamente scalfito la gravità delle stragi sul lavoro.

Sulla casa siamo di fronte probabilmente all’ennesimo annuncio fine a sé stesso. Non c’è all’orizzonte né uno stop agli sfratti, né un intervento per calmierare il mercato degli affitti, né un rilancio serio dell’edilizia popolare.

E sulle bollette ci sarà, forse, un nuovo intervento molto circoscritto per fasce di reddito che lascerà la grande maggioranza del Paese esposta al sovraccarico di spesa per luce e gas.

Questa situazione però sta diventando ormai insopportabile e il fatto stesso che il governo senta il bisogno di un nuovo messaggio per dire che interviene contro l’impoverimento, ma poi i soldi veri ha già deciso di metterli sulle armi, ci dice che il tempo delle chiacchiere è finito.



Il prossimo 29 aprile l’USB porterà le sue proposte sotto al Parlamento (ore 15 piazza Capranica):

introduzione urgente di un meccanismo di adeguamento automatico dei salari e delle pensioni ai prezzi e disdetta di tutti gli accordi interconfederali che vincolano i rinnovi contrattuali all’inflazione programmata, calcolata con la truffa dell’indice IPCA depurato dei prodotti energetici importati dall’estero

salario minimo orario a 12 euro l’ora e salario minimo mensile a 2000 euro

stop agli sfratti, calmieramento del mercato degli affitti, parametrazione tra affitti e salari

moratoria sui distacchi delle utenze energetiche e innalzamento della soglia ISEE a 35mila euro per l’accesso ai bonus sociali energetici

azzeramento dell’IVA sui beni di prima necessità e calmieramento dei prezzi sui beni di prima necessità



Siamo stanchi di messaggi finti: il 1° Maggio non tornate a prenderci per il c**o!

Indirizzo

Via IX Giugno 52/B
Monfalcone
34074

Orario di apertura

Martedì 09:30 - 13:30
18:00 - 20:30
Mercoledì 09:30 - 13:30
Giovedì 09:30 - 13:30
18:00 - 20:30
Venerdì 09:15 - 13:30
18:00 - 20:30

Telefono

+39048140567

Sito Web

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