15/06/2026
Ci colpiscono molto, pur senza stupirci, le affermazioni del "politico del momento" sul FEMMINICIDIO. Ci è voluta una lunga battaglia dei movimenti delle donne a livello mondiale per far sì che si iniziasse a parlare esplicitamente e ufficialmente di FEMMINICIDIO, fino ad arrivare a veri e propri riconoscimenti legislativi come accade nel nostro Paese. Una battaglia che ha preso le mosse da un urgenza di denuncia, da NUMERI IMPORTANTI E TRAGICI, come quelli sugli assassinii sistematici di ragazze e donne nella città di frontiera messicana di Ciudad Juàrez. Questa battaglia ha voluto affermare che le uccisioni di donne, con numeri sempre più allarmanti ovunque, non erano isolati episodi di cronaca ascrivibili a dinamiche individuali, a qualche "raptus", ma il risultato di un intero sistema SBAGLIATO, in cui il disprezzo della donna, la sua oggettificazione sessuale, le diseguaglianze, l'emarginazione, la debolezza economica e retaggi di una mai sopita "cultura" maschile del possesso, concorrono a renderla vittima di quotidiane vessazioni e violenze di varia natura, culminanti spesso nell'assassinio. La donna viene spesso "punita" con la morte proprio nel momento in cui trova la forza di ribellarsi, di dire no, di affermare la propria dignità e il proprio diritto alla libertà davanti a un uomo che non riesce ad accettare che ciò accada perchè vuole continuare a possedere e a dominare e si sente legittimato a farlo. Un fenomeno dai numeri importanti, tragici, davanti alla cui evidenza le coscienze di moltissime e moltissimi nel mondo si sono giustamente indignate, iniziando una sacrosanta lotta per evidenziare le RADICI PROFONDE E REALI del fenomeno e contribuire alla sua auspicabile cancellazione. E qui sta il nocciolo della questione, ovvero il fatto che tutto un mondo spesso chiaramente connotato ideologicamente non voglia affatto che la società cambi, che diventi realmente egualitaria per le donne, che cessi veramente una volta per tutte il dominio maschile e la sottomissione femminile (data per "naturale"). E allora devono banalizzare, ridicolizzare, mescolare le carte, parlare ambiguamente di "parità" nel trattamento degli omicidi come se i numeri non fossero chiari e evidenti, dipingere le donne come isteriche aprofittatrici e bugiarde. Il "politico del momento" parla al suo elettorato di riferimento, che non vede l'ora di sentire questi messaggi, di avere la propria "rivalsa", di abbassare la testa alle donne che osano alzarla. Tentano di difendersi come possono dal cambiamento che non gli piace, tentano di riportarci indietro, ma non ci riusciranno... Abbiamo lottato troppo per accettare questo, sappiamo e sapremo lottare ancora. Siamo le prime a desiderare che il FEMMINICIDIO non esista, perchè significherebbe averle ancora VIVE tra noi 🖤
P.S. VERGOGNA !