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05/10/2026
28/09/2026

Gentili Onorevoli,

siete chiamati a votare, a meno di un anno dalla prossima scadenza elettorale, una legge che cambierà le regole del voto nazionale e che, a detta di autorevoli costituzionalisti, metterà in discussione il ruolo del Parlamento in quanto luogo di rappresentanza della sovranità popolare.
Ove una coalizione raggiunga il 42% dei voti, il premio di maggioranza previsto con oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato determinerebbe infatti un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto.
I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie di partito senza obbligo di equilibrio tra i generi, con una prevedibile ulteriore riduzione della rappresentanza femminile nelle aule parlamentari.
L'obbligo - poi - per ciascuna lista dell'indicazione di un candidato premier limiterebbe di fatto i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica.
Per di più la richiesta di 6.000 firme per collegio per la presentazione di liste che non hanno una rappresentanza in Parlamento renderebbe in pratica impossibile tale presentazione vanificando il diritto di elettorato passivo.
Per questi motivi l’ANPI vi chiede di fermare questa legge e di riaprire una discussione tra tutti i gruppi parlamentari per proporre un testo legislativo che, pur riconoscendo l'importanza della governabilità, la subordini al valore costituzionale della rappresentanza dei cittadini e delle cittadine, a fronte di un crescente astensionismo che rivela disincanto e sfiducia verso le istituzioni rappresentative, la cui debolezza finirebbe col distruggere i fondamenti stessi della nostra democrazia.
Cogliamo l’occasione per ribadire l’impegno dell’ANPI per la difesa della democrazia costituzionale, contro qualsiasi rischio di deriva antidemocratica, in obbligo della sua missione statutaria, che prevede fra i suoi compiti il “concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli”.

Distintamente,

Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

🔍 www.anpi.it

25/09/2026

Il 25 settembre 1896, 130 anni fa, nasceva a Stella, in provincia di Savona, Alessandro Pertini. Per gli italiani sarà sempre e soltanto Sandro.

Febbraio 1933, carcere di Pianosa. Sta scontando dieci anni e nove mesi inflitti dal Tribunale speciale, la salute è compromessa, e sua madre presenta per lui una domanda di grazia. Gli chiedono se si associa alla richiesta.

Risponde di no. Al presidente del Tribunale scrive che quella domanda lo umilia e che accettarla macchierebbe la sua fede politica. Alla madre scrive: «Mamma, con quale animo hai potuto fare questo?».

Sconterà sette anni di carcere e altri otto di confino, a Ponza e a Ventotene. Ne esce nell’agosto del 1943 ed entra nell’Esecutivo del Partito socialista. A settembre è a Porta San Paolo a difendere Roma, poi lo catturano le SS e lo condannano a morte. Nel gennaio del 1944 evade dal carcere insieme a Giuseppe Saragat.

Il 25 aprile 1945, da Milano, è tra le voci che chiamano all’insurrezione: «arrendersi o perire». Per la Resistenza gli verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il 9 luglio 1978 sale al Quirinale. Buon compleanno, Sandro.

🔍 La sua biografia: https://www.anpi.it/biografia/alessandro-pertini


20/09/2026

“Apprendiamo che un Eurofighter F 2000 italiano è stato colpito in Arabia Saudita. Il caccia fa parte di un gruppo di quattro aerei, spostati dall’Iraq, dove erano presenti nell’ambito di una missione approvata dal parlamento per contrastare l’ISIS. Perché sono stati trasferiti nel teatro della guerra d’aggressione israelo-statunitense che proprio il ministro Crosetto ha definito “fuori dal diritto internazionale”? Che accordi ci sono con l’Arabia Saudita? E soprattutto perché il Parlamento e il Paese non sono stati informati? Per di più il governo ha manifestato la volontà di inviare navi da guerra nello stretto di Bab El Mandeb. Ci si sta infilando passo passo in una situazione di pericolo senza legittimazione parlamentare e senza informazioni all’opinione pubblica. Non va bene. È urgente, come segnalato anche da un’interrogazione parlamentare presentata ad agosto, un’ampia informazione e un trasparente passaggio in parlamento”.

✍️ Nota della Segreteria nazionale ANPI

17/09/2026

Per non dimenticare.....la Brigata Proletaria, una delle prime Brigate Partigiane.
La Brigata “Proletaria” fu una Brigata Partigiana al comando di Camillo Donda, Ferdinando Marega, Giordano Tomasig e Vinicio Fontanot. Era costituita in massima parte da operai dei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone ed aveva fra le sue staffette la diciottenne triestina Ondina Peteani.
Formatasi rapidamente dopo l'8 settembre, fra l’ 11 e il 26 settembre 1943 partecipò alla “Battaglia di Gorizia”, primo importante scontro nell’Italia settentrionale tra resistenti italiani e l’esercito nazista. Nel corso della battaglia la brigata verrà rafforzata da un consistente gruppo di partigiani sloveni della brigata di Stojan Furlan. Due dei comandanti della brigata, Camillo Donda e Ferdinando Marega presi prigionieri morirono nei campi di concentramento nazisti, il terzo, Vinicio Fontanot, continuò a lottare contro i nazifascisti in regione, ricoprendo vari incarichi mentre Giordano Tomasig, comandante del 1° battaglione della Brigata “Proletaria” divenne il commissario politico della 24. Brigata Garibaldi “Fratelli Fontanot” intitolata a due dei familiari di Vinicio. La “Brigata Proletaria” fu praticamente annientata nel corso della battaglia. Il 3° battaglione, comandato da Vinicio Fontanot, che difendeva Monte Sagrato ebbe centinaia di caduti. Si combattè con ferocia per giorni: i tedeschi ricorsero anche all’ aviazione che bombardò le posizioni della “Proletaria” e verso il 21 settembre attaccarono nuovamente in forze sostenuti da un massiccio schieramento di carri armati.. Il 3° battaglione fu travolto e massacrato, ma gli operai continuarono a combattere sin quando rimasero munizioni. Quando i tedeschi completarono lo sfondamento, sul campo di battaglia rimasero i cadaveri di duecentocinquantasei operai di Monfalcone e di centonovantadue di Ronchi. Alcuni dei superstiti confluirono, insieme a nuclei di antifascisti scarcerati, nella 14. Brigata “Garibaldi Trieste” operante nel Carso e nel Collio, mentre altri si unirono ai partigiani operanti nella zona del monte Corada guidati da Mario Modotti, nome di battaglia “Tribuno”, successivamente fucilato con Mario Foschiatti. Un certo numero di ex-appartenenti alla “Brigata Proletaria”, catturati dalla Wermacht, furono deportati. Quasi nessuno fece rientro in Italia. Un mese dopo, un comunicato dell’ Agenzia DNB (Agenzia ufficiale germanica, Berlino, del 12 ottobre 1943) afferma “… durante gli ultimi giorni, a conclusione delle operazioni sul Carso e nell’ Istria, sono stati contati 5.216 banditi caduti, altri 7.328 sono stati fatti prigionieri. Fra i morti e i prigionieri si trovano numerosi italiani …”

17/09/2026

“L’approvazione della nuova legge elettorale in Senato aggrava la deriva di cui è vittima da tempo la democrazia italiana e il cui segnale più allarmante è l’abnorme astensionismo.

Il premio di maggioranza previsto ove una coalizione superi il 42% dei consensi – con un premio di oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato - determinerebbe un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto. Per di più potrebbe consentire alla maggioranza di governo di eleggere da sola il Presidente della Repubblica, la maggioranza dei componenti della Corte costituzionale, i membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura.

I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie dei partiti. Per le loro candidature non esiste alcun obbligo di equilibrio fra i generi, per cui i capilista potrebbero in teoria essere tutti uomini. Le preferenze valgono soltanto per i nominativi successivi per i quali è sì prevista l’alternanza di genere, ma essi costituiranno una piccola minoranza degli eletti.

L’obbligo di indicare il candidato premier da parte di ciascuna lista o coalizione espropria di fatto il Presidente della Repubblica dal suo potere di scelta del candidato presidente del Consiglio, anticipando in modo subdolo la riforma del premierato da tempo annunciata dal governo Meloni.” […]

🔎 Leggi tutto su www.anpi.it

🇮🇹🟥🇮🇹 La Sezione ANPI di Monfalcone invita tutte e tutti a partecipare alla presentazione del libro:“Irene Deiuri, Passi...
15/09/2026

🇮🇹🟥🇮🇹 La Sezione ANPI di Monfalcone invita tutte e tutti a partecipare alla presentazione del libro:

“Irene Deiuri, Passione e forza per l’emancipazione delle donna”
della storica Chiara Fragiacomo in dialogo con Anna Di Gianantonio, Presidente dell’ANPI di Gorizia.

👉 Venerdì 25 settembre allo ore 17.30, presso la sede dell'ANPI di via Valentinis, 84 a Monfalcone.

Il quarto volume della collana Memorie attive a cura dell’Anpi provinciale di Gorizia Monfalcone è dedicato a Irene Deiuri, notevole figura della storia pubblica regionale negli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Nata in una famiglia di Staranzano, attiva nel Movimento di Liberazione, vive le fasi complesse del dopoguerra nell’Isontino, emigrando con la famiglia in Jugoslavia e, al rientro, impegnandosi nell’associazionismo femminile, prima in provincia e poi a Udine dove assume l’incarico di segretaria dell’Unione Donne Italiane – UDI.
Consigliera comunale per il PCI negli anni Sessanta a Udine, dal 1972 si dedica alle persone diversamente abili in qualità di dirigente e animatrice del Consorzio per l’Assistenza Medico Psico-Pedagogica di Udine – CAMPP. Dopo la sua morte, le viene dedicata la Cooperativa Sociale Irene Deiuri, oggi chiamata Irene 3000.

11/09/2026

Domenica 13 settembre alle ore 10.30 ricordiamo la battaglia di Gorizia, la prima battaglia partigiana d'Italia. non mancate.

08/09/2026

Una corona d'alloro ai piedi del monumento di Panzano per la Brigata Proletaria dei Cantieri. Una cerimonia partecipata davanti a Fincantieri per riaffermare l'identità antifascista del proletariato industriale e trasmettere il valore della Resistenz

07/09/2026

"L'ANPI nazionale aderisce e partecipa al presidio promosso per le ore 13 del 9 settembre davanti a Montecitorio contro l'approvazione del cosiddetto "disegno di legge contro l'antisemitismo" perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

Il contrasto e la condanna dell'antisemitismo, espressione delle formazioni che si richiamano alle ideologie suprematiste, xenofobe e razziste, condannate dalla storia e che violano l'art. 3 della Costituzione, è stato, è e sarà un impegno costante dell'ANPI che in più occasioni ha anche chiesto e sollecitato l'intervento delle istituzioni preposte al rispetto delle leggi italiane.

Assieme, il Comitato Nazionale ribadisce l'importanza di un dialogo franco, aperto e continuo con le comunità ebraiche sia a livello nazionale che territoriale - in particolare in un momento storico così tragico - per la ricerca di un terreno comune sui temi dell'antifascismo e delle celebrazioni del 25 aprile, nella chiarezza del confronto politico.

Il Comitato Nazionale ribadisce che l'ANPI, richiamandosi ai principi fondativi della Resistenza, della Costituzione italiana e del diritto internazionale, ha assunto da sempre una posizione netta di condanna delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Quanto sta avvenendo a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra.

Inoltre la violenza scatenata dai coloni, appoggiata dalle forze militari di Israele nei territori della Cisgiordania, è intollerabile, è contro il diritto internazionale, è contro tutte le risoluzioni dell'ONU ed è volta solo al progetto di distruzione totale o parziale di una intera popolazione.

Il Comitato Nazionale dell'ANPI denuncia la complicità del governo italiano nella politica criminale di Israele, in quanto il governo non ha mai fatto cessare il commercio di armi con Tel Aviv e si è opposto in ogni modo alla sospensione dell'accordo commerciale fra Unione Europea e Israele, nonostante tale accordo fosse esplicitamente condizionato dal rispetto dei diritti umani.

Per l'ANPI, la questione palestinese non è solo geopolitica, ma profondamente etica e storica. L'associazione richiama il dovere della Memoria: chi ha conosciuto il fascismo, le deportazioni, le leggi razziali e i crimini contro l'umanità non può restare indifferente davanti al popolo palestinese che è stato privato di diritti, terra e futuro.

In questa prospettiva, la difesa del popolo palestinese non è mai assimilata all'antisemitismo, che l'ANPI condanna senza ambiguità. Al contrario, ribadiamo la fermezza dei nostri principi e dei nostri valori nella Memoria della dolorosissima storia del popolo ebraico, delle persecuzioni e delle discriminazioni, che culminarono con il nazifascismo, con le leggi razziali del 1938, fino all'abisso della Shoah.

La posizione dell'ANPI sulla Palestina si colloca in una visione coerente con i valori della Resistenza, dell'antifascismo e della Costituzione italiana: opposizione a ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio; difesa del diritto internazionale; solidarietà attiva con i popoli oppressi, lotta ad ogni forma di razzismo e discriminazione razziale.

L'ANPI rimane fermamente convinta del diritto all'autodeterminazione di tutti i popoli, come stabilito dalle norme del diritto nazionale ed internazionale e per questa ragione ribadisce la richiesta al governo italiano di immediato riconoscimento dello Stato di Palestina".

✍🏻 Comitato nazionale ANPI

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34074

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