21/07/2026
Forse avete già visto queste foto: Marc Cucurella, fresco Campione del Mondo con la Spagna, che stringe forte a sé suo figlio Mateo sul prato della finale. Sembra il classico momento di festa di un calciatore dopo un trionfo. Ma se osservate bene la cura con cui Marc cerca di tranquillizzarlo, si capisce già come dietro questi scatti si nasconda una storia immensa.
Perché a Mateo è stato diagnosticato un Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) di livello 1. E per lui i grandi stadi sono un'enorme sfida sensoriale. Ma per la finale più importante della carriera di papà ha voluto esserci. E la sua famiglia ha organizzato ogni dettaglio per proteggerlo: Mateo ha seguito la partita da un'area riservata con il suo iPad, ed è sceso sul terreno di gioco in un momento di tregua, quando i rumori più forti erano terminati.
In una recente intervista, papà Marc non si è nascosto ed è scoppiato in lacrime ammettendo le difficoltà quotidiane, il senso di impotenza di fronte alle crisi e la paura costante di non saperlo aiutare.
Eppure, continua a provarci in tutti i modi.
“I genitori non sono preparati a questo” ha detto Marc, “abbiamo molto da imparare. Sono felice però di aiutare altre famiglie favorendo l’apertura di nuovi centri di supporto. Tutto ciò mi ha aiutato a dare il giusto valore e a stabilire le priorità tra le cose che contano davvero e quelle che non lo sono. Nessuno ha una vita perfetta, ma ogni piccolo traguardo con Mateo dà una soddisfazione immensa.”
Ecco cosa c’è dietro la sua grinta inesauribile e le sue falcate sulla fascia. Una battaglia invisibile. Perché la sua partita più importante la gioca lontano dai riflettori. Combattendo ogni giorno per Mateo e la sua famiglia.
Grazie, Marc, per aver condiviso anche questa parte della tua vita contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi.
Sei un campione immenso e un padre straordinario ❤️
Massimiliano Caruso
(alias “Come sorridere in un mondo contorto”)