02/06/2026
Oggi entra in vigore il decreto che recepisce in Italia la direttiva europea sulla tutela penale dell'ambiente. Un provvedimento che contiene alcuni passi avanti importanti, ma che lascia ancora aperte gravi lacune nella lotta ai crimini ambientali.
Nel testo mancano infatti specifici reati e sanzioni efficaci contro attività che continuano a danneggiare ecosistemi, biodiversità e risorse naturali.
Parliamo del traffico illegale di specie protette, del bracconaggio e della pesca di frodo, dello sfruttamento illecito delle risorse idriche, della commercializzazione di prodotti legati alla deforestazione e dei traffici illegali di gas fluorurati che contribuiscono alla crisi climatica.
Manca inoltre una maggiore tutela del ruolo delle associazioni ambientaliste nei procedimenti giudiziari, come previsto dalla direttiva europea.
Eppure l'Italia è stata un punto di riferimento nella lotta all'ecomafia e alla criminalità ambientale, grazie all'introduzione nel 2015 dei delitti contro l'ambiente nel Codice penale.
Per questo chiediamo al Governo di intervenire rapidamente per colmare queste lacune e garantire una tutela più efficace dell'ambiente, della biodiversità e della salute dei cittadini.
Difendere l'ambiente significa anche dotarsi di strumenti adeguati per perseguire chi lo distrugge.
https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/direttiva-ue-tutela-penale-ambiente-legambiente-gravi-lacune-nelle-norme-in-vigore-dal-2-giugno