09/07/2026
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Abbiamo ottenuto un primo grande risultato. La legge sulla caccia non seguirà la procedura d’urgenza: l’approvazione rapida entro l’estate è scongiurata. La pressione di chi si è opposto ha funzionato. Ma non è il momento di abbassare la guardia.
Ieri eravamo in Commissione Agricoltura, dove abbiamo presentato la nostra memoria tecnica. Insieme ad altre 57 associazioni abbiamo anche chiesto al presidente della Camera di coinvolgere anche la Commissione Ambiente, perché una legge che tocca la Costituzione, la biodiversità, il diritto europeo e la sicurezza dei cittadini non può essere trattata come una questione agricola.
Questa legge è sbagliata su ogni fronte. Viola l’articolo 9 della Costituzione, che dal 2022 tutela biodiversità ed ecosistemi come principio fondamentale della Repubblica. Contraddice la scienza: sostenere che la caccia concorra alla tutela della biodiversità non ha alcun fondamento nella letteratura scientifica, con questa legge la caccia viene ridefinita come “attività utile alla conservazione della biodiversità”. E aggrava la procedura di infrazione europea già aperta contro l’Italia.
La riforma svuota inoltre il ruolo dell’ISPRA, l’ente scientifico indipendente competente in materia, trasferendo le sue funzioni a organismi politici.
E poi c’è la questione sicurezza: in 20 anni la caccia ha causato 1.937 vittime tra morti e feriti. Una media di 96 persone all’anno. Con questa legge la situazione peggiora. La sicurezza dei cittadini viene prima del divertimento di pochi.
Per questo in Commissione non abbiamo chiesto correzioni. Abbiamo chiesto il ritiro. Una legge che mette i fucili davanti alla natura non si aggiusta con qualche emendamento: non esiste correzione che salvi un testo costruito per fare un favore alle lobby dei fucili.
Abbiamo bisogno di essere sempre di più. Fai girare questo carosello e coinvolgi chi ancora non sa cosa rischia la natura italiana.
Noi diciamo . E tu?
Ecco un estratto dell'intervento del nostro responsabile Biodiversità Stefano Raimondi.