06/03/2026
Oggi, venerdì 6 marzo, il presidente della Corte d'appello di Bari dedica un'aula della stessa Corte al compianto 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗶𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼. Un magistrato orgogliosamente molfettese nella identità e nel rispetto delle sue radici. Un magistrato rigoroso interprete della Giustizia, quale nobile attività umanistica, rispettosa nel coniugare i diritti della persona con l'applicazione della legge.
In Magistratura da giovanissimo, una lunga carriera che l'ha visto ricoprire tutte le più alte cariche sino al CSM.
In occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, in qualità di presidente della Corte d'Appello di Bari, chiedeva sempre il gonfalone della Città dietro il suo scranno, a testimoniare il legame con le sue radici. Magistrato sempre e solo nel "silenzio dell'austerità delle aule di Giustizia", come amava ammonire Giuliano Vassalli rispetto al dilagare dei "Coup de théâtre" di una parte della Giustizia.
Nella sua città, il comando della Polizia Locale è intitolato a Giacinto de Marco. Testimoniamo il ricordo vivo di una grande amicizia iniziata con Beniamino Finocchiaro ed Elena Germano e proseguito sempre con grande rispetto e considerazione. Rispetto e gratitudine per l'insegnamento lasciato sia nel fare e testimoniare Giustizia, sia nell'essere cittadino e custode della cultura e delle tradizioni molfettesi. Soprattutto, sia d'esempio il suo stile di galantuomo, esempio raro al giorno d'oggi.