23/05/2026
🛑 Ultimo atto della nostra rassegna .
Dopo Forthyto e la sua visone su Keith Jarrett, un altro grande viene manipolato dalla fervida mente di Roberto Ottaviano, Gil Evans.
🛑𝗚𝗶𝗹 𝗘𝘃𝗮𝗻𝘀: 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗵𝗶𝗽𝗽𝘆 𝗱𝗲𝗹 𝗷𝗮𝘇𝘇
Personaggio carismatico per intere generazioni di musicisti, dalla fine degli anni Cinquanta fino alle soglie del nuovo millennio, Evans è stato molto più di un arrangiatore. È stato un visionario del suono, un architetto di atmosfere, un musicista capace di immaginare il jazz come un territorio in continua espansione.
Il suo nome resta inevitabilmente legato ai lavori realizzati con Miles Davis — capitoli ormai classici della storia del jazz — ma la sua figura va ben oltre quella collaborazione. Evans fu anche un instancabile talent scout: lo dimostra il progetto realizzato per Impulse! Records, Into the Hot, in cui introdusse personalità dirompenti come Johnny Carisi e Cecil Taylor.
Ma Evans fu anche un artista dagli interessi sorprendentemente trasversali. Il suo immaginario musicale poteva spaziare dalla musica tradizionale sp****la alle visioni elettriche di Jimi Hendrix, senza mai perdere coerenza. In questo senso è stato davvero una figura quasi “hippy” del jazz: libero, curioso, refrattario alle etichette.
Eppure il destino degli stilisti più radicali è spesso quello di restare ai margini della memoria collettiva. Si potrebbe dire, parafrasando una celebre intuizione di Wayne Shorter, che alcuni artisti scelgono sempre di muoversi verso l’ignoto — e proprio per questo la loro eredità rimane più sottile, meno immediatamente celebrata.
Il percorso di questo quartetto attraversa alcune composizioni originali di Evans e alcune delle sue celebri riscritture. Non si tratta di una ricostruzione filologica, ma di un tentativo di restituirne lo spirito: quel particolare senso di omogeneità timbrica, di spazio e di respiro orchestrale che rende ancora oggi il suo linguaggio sorprendentemente attuale.
Perché quando la musica nasce da una visione autentica, il tempo non la consuma: la attraversa.
Roberto Ottaviano - soprano & tenor sax
Eugenio Macchia - piano & tastiere
Giuseppe Bassi - contrabbasso
Pippo D'Ambrosio - batteria