del Rosario
festa di Contrada: 1^ domenica di ottobre
virtù: il coraggio
nome della barca: la Coraggiosa 🚣🏻♂️
appellativo: Contrada Domenicana del Rosario
CHIESA DI RIFERIMENTO: Parrocchia del SS. Rosario in San Domenico
FESTA DELLA CONTRADA (o Festa Capitolare della Protettrice): 1° domenica di Ottobre
PIAZZA DI RIFERIMENTO: piazza degli Eroi
VALORE DELLA CONTRADA: Il Coraggio (Animus in latin
o)
CONTRADAIOLI DEL FUOCO: I Coraggiosi
SIMBOLO: il Fuoco dello Spirito Santo
STEMMA (in alto): scudo partito dal capo alla punta di Rosso (colore principale) sul fianco destro e di Nero (colore secondario) sul fianco sinistro. Dal punto d’onore sino all’ombelico dello scudo, è raffigurato un fuoco, simbolo dello Spirito Santo che animava i frati domenicani e che ha dato origine al nome della Contrada. BANDIERA: Alternanze di fiamme rosse e nere capeggiano nella parte centrale della bandiera a volerle dare il tocco classico della bandiera tipica degli sbandieratori. La cornice finlandese, che delimita il disegno centrale dalla parte esterna di colore rosso, è tipica dall’Art Nouveau e Art Dèco del XIX e del XX secolo. Sul cantone sinistro della punta, lo scudo di Contrada. La Contrada della Fuoco è quella porzione di Mola di Bari contrassegnata di Rosso (nella foto in alto) e rappresenta quasi il cuore dell’intera città poichè confina con cinque Contrade su sei. Al suo interno esistono dei piccoli Rioni storici, quelli comunemente conosciuti dai molesi e che sono:
San Domenico
Calvario
Frantoio-strada di S. Giorgio
La scelta di affidare a questa Contrada l’elemento del Fuoco è scaturita dalla sua origine: San Domenico. La chiesa del SS. Rosario fu costruita a partire dalla prima metà del XVI sec. ed era annessa al convento dei frati domenicani poi divenuto sede prima del carcere e poi del Municipio di Mola di Bari nel 1813, a seguito del “decennio francese” che colpì duramente tutti i beni ecclesiastici. I frati domenicani vengono sempre raffigurati nelle iconografie e nei dipinti in generale, con una fiammella sul capo, simbolo dello Spirito Santo. In quanto chiamati alla predicazione, i frati domenicani si diceva fossero ispirati dal FUOCO dello Spirito Santo. Da qui, la scelta di affidare questo elemento alla Contrada Rosso-Nera. La ripartizione dei confini di Contrada non è avvenuta su base parrocchiale ma sulla densità abitativa, altrimenti ci sarebbe stato uno squilibrio enorme tra le varie Contrade. La parrocchia di San Domenico, ad esempio, è circa quattro volte più grande rispetto a quella di Loreto. Se ci si fosse basati su questa suddivisione, avremmo privilegiato una Contrada a discapito di un’altra nella ricerca degli atleti e nelle possibilità di coinvolgimento delle varie fasce d’età. Questo lo si evince anche dal numero inferiore di “Rioni storici” rispetto ad altre Contrade. Il Rione San Domenico è davvero molto grande ed occupa una porzione di territorio abbastanza vasta. All’interno della Contrada è presente la parrocchia del SS. Rosario in San Domenico; l’ex Municipio che, secondo le previsioni, dovrebbe diventare “Palazzo della Cultura”; il Frantoio Sociale; Il C.A.P. (Centro Aperto Polivalente) meglio conosciuto come “Palazzo di vetro”; la Ca****la del Calvario. La Virtù associata alla Contrada del Fuoco è il CORAGGIO poichè il Fuoco splende negli occhi di chi possiede questo valore. Di conseguenza, i molesi residenti e tifosi della Contrada sono chiamati CORAGGIOSI. La scelta del colore ROSSO come colore principale, ricade ovviamente sull’elemento del Fuoco; il NERO invece, richiama il colore del mantello dei frati domenicani.