12/07/2026
Qualche mese fa siamo state a Calais, una delle tante zone di frontiera dove la violenza nei confronti delle persone in movimento continua a crescere. Sono zone grigie, limbi sospesi dove i diritti sembrano svanire e dove privare, ghettizzare, respingere e incolpare è diventato sistematicamente lecito. La razzializzazione e la marginalizzazione strutturale permettono il ripetersi del modus operandi tipico dei confini: la costruzione del perfetto capro espiatorio per le propagande xenofobe, un bersaglio facile su cui scaricare colpe collettive per distogliere l’attenzione dai problemi reali, trasformando esseri umani in nemici da privare arbitrariamente di ogni diritto.
Siamo convintə che i veri anticorpi a questa deriva risiedano nella società civile. Per questo siamo stati felici di incontrare realtà dal basso che dimostrano, ogni giorno, come accogliere significhi seminare. Come refugeecommunitykitchen che ogni giorno distribuiscono pasti a centinai di persone in movimento, e tante altre realtà che si prendono cura di donne, bambini, denunciano i respingimenti illegali. Utopia 56 Calais & Grande-Synthe Calais La Sociale Calais Food Collective Calais Woodyard Refugee Women’s Centre
Siamo poi sempre felicissime di collaborare con realtà come le amiche e amici di Casetta Rossa Spa con cui da ani abbiamo stretto legami, sogni, lotte e percorsi per portar avanti le lotte e pratiche di cura e resistenza, che da anni a Roma portano avanti. Lotte comuni che ci hanno portato dalle zone di confine in Italia, fino in Ucraina assieme, ormai 4 anni fa. Tra poco anche Casetta Rossa partirà per Calais a supporto di chi opera in frontiera ogni giorno, e stanno raccogliendo e facendo raccolta fondi per la missione e vi invitiamo ad andare a scoprire le loro realtà, così come supportare, chi non vuole lasciare indietro nessuno.