Officina 31021

Officina 31021 Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Officina 31021, Organizzazione no-profit, Via bonisiolo 1, Mogliano.

Officina 31021: Le ragazze e i ragazzi gestiscono, decidono, creano, sperimentano e offrono eventi e servizi alla loro città, con la comunità, per la collettività.

Vedere lo skatepark così vivo e attraversato è stata una gioia immensa. Un luogo nato per essere punto d’incontro, espre...
15/06/2026

Vedere lo skatepark così vivo e attraversato è stata una gioia immensa. Un luogo nato per essere punto d’incontro, espressione, sport e scambio, soprattutto tra le persone più giovani. Vogliamo città ricche di spazi vissuti e animati, luoghi culturali, sportivi e ludici capaci di generare relazioni, partecipazione e crescita. Crediamo che la vera ricchezza di questi luoghi sia nelle persone che li abitano, nelle esperienze che condividono e nelle contaminazioni che nascono dall’incontro. Tutto ciò è possibile con la pratica del “fare” e quando c’è da attuarla siamo sempre in prima
linea senza compromessi.

Grazie di cuore a Sanguiluvio ,ai Mistura Fritta e ai che hanno riempito la giornata di musica e contenuti. ♥️

Stay Officina, Stay Rebels

Ormai è tutto in vasta scala, con questo patto abbiamo la possibilità di compiere un viaggio attraverso le infamie di un...
14/06/2026

Ormai è tutto in vasta scala, con questo patto abbiamo la possibilità di compiere un viaggio attraverso le infamie di un sistema detentivo di frontiera sparso in tutta Europa; dagli hotspot in Grecia ai centri dell’Andalusia, da Lampedusa all’Albania, per poi spingerci sempre più a Sud al di là del Mediterraneo in Tunisia e Libia. Le frontiere si moltiplicano all’interno del vecchio continente e inghiottono le vite di migliaia di persone. Frontiere che vengono esternalizzate fuori oppure ai margini dell’Europa stessa, in quei territori di confine che, nella loro storia, sono sempre stati a loro volta rappresentati come non pienamente o non propriamente appartenenti all’identità europea o alla narrativa degli stati-nazione di cui fanno parte. È così che in Albania, quelli che un tempo erano considerati «i cattivi ragazzi che vengono in Europa» all’interno di una precisa costruzione orientalista dei paesi balcanici come luogo di provenienza di cattivi migranti, soprattutto a cavallo degli anni Novanta, si ritrovano, oggi, a essere ri-nazionalizzati nella veste di guardiani delle frontiere dell’Europa, il cui confine, amministrativamente e culturalmente, si è nel frattempo spostato, pur di escludere degli altri più altri.

Questo patto uccide.

QUESTO PATTO UCCIDEOggi, 12 giugno è entrato in vigore il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, un insieme di ...
12/06/2026

QUESTO PATTO UCCIDE
Oggi, 12 giugno è entrato in vigore il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, un insieme di regolamenti e direttive che cambieranno completamente la regolamentazione delle procedure di richiesta asilo in tutta l’Unione Europea e che rispondono a una logica semplice quanto letale:
più respingimenti, più detenzione, più deportazioni.
Il patto è stato approvato più di due anni fa, eppure ancora non sappiamo esattamente come verrà implementato in Italia, perché il nostro Governo ha scelto di tenere nascosti i propri piani di attuazione, ha escluso il dibattito parlamentare sul tema e approvato un decreto-legge d’urgenza del quale ancora non è possibile leggere il testo ufficiale.
Ciò che è certo è che aumenteranno le domande d’asilo dichiarate inammissibili prima ancora di aver ascoltato la storia del richiedente basandosi su mere statistiche; aumenteranno i dati personali raccolti e condivisi nella banca dati Eurodac e che potranno essere utilizzati dagli Stati anche al di fuori delle procedure di richiesta asilo; aumenteranno i casi di trattenimento dei richiedenti in “luoghi appositi” (non ancora identificati) durante l’esame della domanda,
impedendo loro di fare accesso sul territorio nazionale, di studiare, lavorare e difendere i propri diritti; sarà possibile respingere i richiedenti verso cosiddetti “paesi terzi sicuri”: paesi che non sono membri dell’UE, in cui il richiedente è semplicemente transitato, con cui non ha nessun legame e senza garanzie sul rispetto dei propri diritti fondamentali.
È un patto che ci riguarda tuttə.
Aumenteranno le persone irregolarizzate, spinte ai margini della società, recluse nei CPR e poi rilasciate con traumi e cicatrici indelebili, sfruttate e uccise nei campi o nelle fabbriche.
E al di là del mare e dei nostri confini, aumenteranno le persone torturate, deportate e uccise con i soldi che l’Italia e l’UE forniscono senza sosta a Paesi come la Libia, la Tunisia, la Turchia e che, invece che essere investiti in sanità, sicurezza, istruzione, vengono destinati a strumenti di controllo, respingimento e morte.
È di questi giorni la notizia che un nostro amici e compagno ivoriano residente in Tunisia, Chaka Konaté, è sparito a Tunisi e temiamo che possa essere uno dei tanti cittadini subsahariani vittime dei rastrellamenti della polizia tunisina che, forte degli accordi con l’UE e l’Italia, continua ad arrestare, detenere e utilizzare come merce di scambio.
Come Officina 31021 siamo da sempre attivə nei luoghi di frontiera e al fianco delle persone in movimento. È una lotta politica che, oggi più che mai, continueremo a portare avanti perché crediamo ancora che un mondo libero da frontiere e libero dal razzismo sia possibile. La sicurezza nelle nostre città si costruisce tramite la solidarietà, il confronto e la contaminazione tra tuttə e non tramite la l repressione e la violenza.
Questo patto uccide e ora è il momento di agire per non diventare complici.

SCUOLA DI ITALIANO “CRISTINA” Ci siamo domandate a lungo cosa potessimo fare per i ragazzi e le ragazze che vivono al CA...
08/06/2026

SCUOLA DI ITALIANO “CRISTINA”
Ci siamo domandate a lungo cosa potessimo fare per i ragazzi e le ragazze che vivono al CAS proprio qui vicino, e da questo pensiero abbiamo deciso a gennaio di inaugurare un nuovo progetto: una Scuola di Italiano, aperta a tutti gli adulti. Non potremmo esserne più felici! L’entusiasmo dei volontarə e la partecipazione degli studenti e delle studentesse è stata altissima.

L’obiettivo della scuola non è solo insegnare la lingua, ma creare uno spazio di incontro, integrazione e scambio. Vogliamo dare voce e visibilità a chi è spesso lasciato ai margini dalle politiche, favorendo la conoscenza reciproca, la partecipazione alla vita della città e il sentirsi parte di una comunità.

Ogni settimana non è solo un momento di apprendimento, ma anche di festa, di scambio culturale e di scoperta reciproca. Insieme vogliamo vivere la diversità, impariamo l’uno dall’altro e costruiamo relazioni basate sul rispetto, la curiosità e la solidarietà.

Un ringraziamento speciale va, come sempre, alla comunità di Mogliano e non, che supporta tutti i nostri progetti e rende possibile anche questa iniziativa. Siamo entusiaste di continuare nei prossimi mesi e anni per una città più inclusiva, dove nessuno resta indietro. La ricchezza di una comunità nasce dall’incontro tra persone, culture e sogni diversi.

Abbiamo scelto di dare un nome a questo nuovo progetto per noi tanto speciale, ad una persona per noi altrettanto speciale, che ha sempre animato la nostra casa e contribuito a costruirla. La scuola di italiano si chiamerà Cristina Barbiero, una compagna straordinaria oltre che una mamma di una compagna ma in fondo anche di tutte noi.

Quattro ragazzi, arsi vivi per aver rivendicato il diritto a una paga equa, a un’esistenza degna. Non è una tragedia. È ...
05/06/2026

Quattro ragazzi, arsi vivi per aver rivendicato il diritto a una paga equa, a un’esistenza degna.

Non è una tragedia. È il caporalato. È un sistema. È una scelta politica. È un sistema produttivo e normativo basato sullo sfruttamento e ricatto per convenienza economica.

Il governo tace. Definirla un’emergenza significa nascondere il fatto che si tratta di una modalità strutturale di governo del lavoro. Cercavano un barlume di legalità nell’inferno in cui erano stati catapultati da un’Europa che ha cancellato, nella pratica, i valori che dichiara nella carta.

Li hanno uccisi ad Amendolara, il 2 giugno, il giorno in cui celebriamo la Repubblica e la democrazia. Non dimentichiamo i loro nomi. Non normalizziamo la loro morte.

Waseem Khan, pakistano, 29 anni
Amin Fazal Khogjani, afgano, 28 anni
Ullah Ismat Qiemi, afgano, 19 anni
Safi Iayjad, afgano, 27 anni.

Sabato 13 giugno Officina31021 goes to Wavepark Skatepark per presentare 💥REWAVE PARTY💥💥Dalle 15.00 all day long OPEN SK...
31/05/2026

Sabato 13 giugno Officina31021 goes to Wavepark Skatepark per presentare 💥REWAVE PARTY💥

💥Dalle 15.00 all day long OPEN SKATE e GRAFFITI JAM: portate tavole e bombolette che ci divertiamo🛹
💥Dalle 16.00 alle 21.00 Clarita Rumble aka Curly Girly, Tribalista, Qree.anddz a tenere altissima la temperatura con una Vinyl Selection tra cumbia, afro e locura tropical🌶️
💥Dalle 21.00 till late sul palco Sanguiluvio , Mistura Fritta e MUFFA per concludere la serata all’insegna di hardcore punk e pogo liberatorio🤟

All day long birrette buone, drinks e piadine spaziali per tutt3!

🗓️Sabato 13/06 dalle 15 all day
📍Skatepark Mogliano Veneto (TV), Via Colelli
🎫 Ingresso libero e gratuito

grazie Andrea Zoia per l’illustrazione🚀

https://www.facebook.com/share/173sPaWQhq/?mibextid=wwXIfr

Stay Officina Stay Rebel🔥

🗓️ Festa della Repubblica - 2 GIUGNOVi aspettiamo alle ore 20.30 al Teatro Astori in via Marconi 22, Mogliano Veneto per...
26/05/2026

🗓️ Festa della Repubblica - 2 GIUGNO

Vi aspettiamo alle ore 20.30 al Teatro Astori in via Marconi 22, Mogliano Veneto per celebrare insieme la Repubblica e la sua Costituzione,
per un futuro che ha bisogno di tutta la nostra luce.

REsistenze_
un progetto teatrale a radice collettiva
a cura di Laura Boato con Carla Marazzato, Gloria Burbello Elena Cazziola, Sofia Pellegrini, Miro Bernardini musiche originali di Chiara Oliva voice off di Fulvia Benozzi, Itala Da Re, Carla De Lazzari, Bruna Fregonese, So fia Gobbo, Giuliana Marton, Chiara Oliva, Luciana Tecla Piva, Nedda Zan franceschi

una produzione INDACO
per ANPI Mogliano Veneto "Maria Braut"

Col supporto di
Regione del Veneto, Comune di Mirano, Fondazione di Venezia, Echidna Cultura, CTR - Centro Teatrale di Ricerca di Venezia
E di Comune di Mogliano Veneto

Il razzismo uccide ancora. Sabato 9 maggio, tre giovani braccianti agricoli hanno perso la vita mentre si dirigevano al ...
17/05/2026

Il razzismo uccide ancora.
Sabato 9 maggio, tre giovani braccianti agricoli hanno perso la vita mentre si dirigevano al lavoro. Il furgone su cui viaggiavano per essere portati in un campo vicino a Chioggia è uscito di strada, sono morti sul colpo Abdelghani Gari, 33 anni, El Arbi Saifi, 36 anni e Yassin Mazi, 28 anni, tutti di origine marocchina.
Sempre all’alba del 9 maggio, moriva ammazzato davanti a un bar di Taranto Bakari Soko, 35 anni, proveniente dal Mali, picchiato e accoltellato per nessuna ragione da un gruppo di ragazzi, molti minorenni.
Tre giorni dopo, la mattina del 12 maggio, un bracciante di origine rumena ancora non identificato moriva carbonizzato nella roulotte dove trascorreva la notte durante le stagioni di lavoro agricolo.
Questi non sono fatti isolati, sono i segnali di una strage silenziosa che anno dopo anno si consuma nelle nostre città, nei campi che si estendono dietro le nostre case in ogni parte di Italia.
Finché interi settori della nostra società si reggeranno sul lavoro sfruttato e invisibilizzato di persone straniere, continueremo a contare i morti. Finché i nostri governi continueranno a fondare la loro ideologia politica sull’odio verso lo straniero e a implementare leggi razziste che irregolarizzano le persone e le costringono ai margini della società proprio per poterle sfruttare, in Italia e in Europa si continuerà a morire di razzismo.
Con il cuore spezzato e tanta rabbia, mandiamo un pensiero alle ennesime famiglie spezzate che in questi giorni piangono i loro figli uccisi. E come sempre continuiamo ad urlare e lottare per un mondo libero dallo sfruttamento e dal razzismo.

Fare un post di ringraziamenti non è per niente facile, perché l'elenco è lungo e perché a volte abbiamo paura di non tr...
05/05/2026

Fare un post di ringraziamenti non è per niente facile, perché l'elenco è lungo e perché a volte abbiamo paura di non trovare le parole giuste. Ci siamo presi un paio di giorni per riposare e per renderci conto di quello che abbiamo fatto. La terza edizione del ReBella Love Festival è stata incredibile, per certi aspetti unica. Una sfida che ci ha visti impegnatissimə perché oltre ai mutamenti esterni abbiamo vissuto anche un cambiamento interno che per chi fa vita associativa e sociale sa che non è banale.

Siamo felici come non mai e questo è il primo dato che vogliamo consegnare a chi ci legge. Il primo ringraziamento va ad ogni singola persona che ha deciso di attraversare il festival, a chi si è fatto contaminare dalla nostra energia, ed esuberanza, a chi è venuto tutto le sere, a chi ci è stato anche solo cinque minuti. Senza voi nulla avrebbe senso, la marea umana che ci ha travolto in 9 giorni è per noi linfa vitale e ci rincuora che la direzione che abbiamo preso, ostinatamente al contrario, è quella giusta. La scelta di mantenere i nostri Festival gratuiti e attraversabili da tutte e tutti è una scelta, una volontà politica radicale e radicata. Grazie a Gimmy, Alex, Red, Geremia, Sergio. I nostri tecnici ribelli e resistenti, uno staff tutto nuovo ma che si è fatto volere bene fin dal primo minuto. Vedervi lavorare con così tanta passione è davvero bello, ma è ancor più bello vedervi con noi e tra noi nei momenti extra lavorativi a condividere il caldo in cucina o una birra fresca a tavola.

Grazie a Stefano Bertoldo, unico inimitabile ingegnere. Senza te davvero tutto sarebbe impossibile da anni, te ne siamo grati a vita lo sai.
Grazie a tutti gli artisti che con enorme generosità hanno accettato i nostri inviti, a quelli che hanno capito il nostro modo molto semplice e a chi ci ha dato fiducia incondizionata. Ci avete regalato giornate piene di musica, dibattiti, politica, cultura. Avete permesso che tutto ciò cha avevamo sognato fosse realizzato.
Grazie a tutti i commercianti e aziende che con il loro supporto hanno permesso di realizzare l'ennesima pazzia di questa banda.
Chi ha dato un contributo economico, chi uno sconto, chi ha aspettato di essere pagato, chi ha rinunciato a qualcosa, chi ha perso un po' di incassi perché in questi giorni c'era il festival.. insomma tutte e tutti voi ci avete dato qualcosa, noi ve ne siamo davvero grati. Perché questa comunità e questa città, che tanto amiamo, è straordinaria proprio per questo. Quindi grazie a Dante e Manu (Enoteca Casarin), a Simone e il suo staff (Casetta Rossa), a Fabio (Sile Ortofrutta), a Umberto (DiBirra), a Pego (PF Service Audio & Luci), a Maurizio e Luca (Panevèro), alla Macelleria Ragazzo, ad Alvise e allo staff del Helmut mogliano, a Gio, Fede, Alice e Ivan di Babel. Mestre
Quest'anno il Merch è stato realizzato da Kaya, un compagno che ha vissuto la nostra storia anni fa e che continua a rimanere legato a noi e alla nostra comunità. Un sentito ringraziamento quindi a lui e a tutte le persone di Power Notte per averci prodotto del materiale straordinariamente bello e per la pazienza infinita.

Un pensiero poi va a Marzio e Andrea della casa dei beni comuni di Belluno e Beeink Serigrafia. Resistere in un luogo così difficile è per noi un insegnamento. Indossare, e vedere così tanta gente indossare, la maglietta "Mogliano Veneto Antifascista" ci fa sempre scaldare il cuore e ci ricorda che c'è filo rosso resistente che ci tiene uniti, sempre e comunque.

Grazie a Claudio Calia e a Beccogiallo per esserci sempre ad ogni nostro evento e per aver permesso che fosse realizzabile il sogno di avere tra noi Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio.

Grazie ad Alessia, per aver realizzato le grafiche del ReBella Love Festival, per la pazienza e la disponibilità. Lo sappiamo che non è per niente facile supportarci e sopportarci ma siamo certi che vedere così tanta gente ti ha ripagato del grande lavoro fatto.

Grazie al Lighthouse Pub covo e luogo sicuro nei momenti di festa ma anche di difficoltà, grazie Zizza e Tore per supportarci così tanto e per esserci sempre..senza se e senza ma.
Grazie al tessuto sociale di Mogliano Veneto, alle associazioni che ci stanno sempre a fianco, all’ ANPI di Mogliano Maria Braut e alla SOMS Mogliano Veneto APS, SOMS, Circolo Galileo Galilei prima di ogni altra. Grazie a Giorgio e Barbara di quarantaduelinee, a Stefania di Gas-mania e grazie a tutte le persone che hanno scritto su di noi su "Il diario Online". Il Diario Online

Un particolare pensiero e ringraziamento a Giuliana Marton, presidente dell ANPI Mogliano Veneto "Maria Braut", motore instancabile e donna straordinaria.

Grazie a chi da oltre 30 anni, rigorosamente con il cappello addosso, crede ancora in noi. Perchè Mek è molto di più del nostro service, è molto di più di chi è stato operatore di strada, è molto di più del numero di telefono da chiamare per ogni problema. Forse è semplicemente questo, Mek è molto di più.. punto.

Grazie a Ivan, Elisabetta e a tutta la Caritas Mogliano Veneto Mogliano Veneto di Mogliano Veneto per aver creduto che il ReBella è la casa anche di chi non c'è l'ha e di chi è emarginalizzato dalla società. grazie alla comunità del CEIS Treviso di Campocroce e Barbara, persona straordinaria dal cuore grande, con cui ci stiamo contaminando creando un energia esplosiva. Grazie a Don Samuele e Don Paolo per essere non solo stati tra noi ma con noi, al festival come durante tutte le nostre pazzie.

Grazie a Mediterranea Saving Humans , perché siete il nostro 25 aprile per mille motivi. Riuscire a navigare, in mare e in terra, abbracciati ci fa stare bene. Come sapete le nostre energie e le nostre vite ci sono e ci saranno sempre.

Infine, un grazie a tutte e tutti noi compagne e compagni, fratelli e sorelle che 365 giorni l'anno si dedicano ad un bene comune che non è solo Officina 31021, ma è molto di più. Il fatto di stare insieme, l'essere una moltitudine travolgente, è il primo tassello per costruire un futuro possibile fuori e contro l'imposizione di conflitti, divisioni e settarismi che si vorrebbero imporre qui come in altre parti del mondo.

Quando entri in Officina qualcosa fa un sussulto, un balzo che ancora non sa bene che direzione prendere. E senti che la tua vita ha un senso se la spendi per qualcosa che ti appare importante, quasi necessaria, o se la spendi per qualcuno. Ha senso se rende prezioso per qualcun altro anche una semplice concerto o una partita a basket, o una pizza cucinata in compagnia. Ha senso quando ti senti parte di qualcosa di grande, indipendentemente dall’immediato riscontro che se ne può avere o dall’apporto materiale che personalmente si può offrire. Ha senso quando si sente di esserci. Esserci in prima persona. Il nostro contributo è insignificante, da vari punti di vista, ma ci siamo e questa consapevolezza a volte può divenire una molla per comprendere dove si vuole stare, dove si vuole essere. Dove è che la propria vita acquisisce particolare valore e significato, dove diventa qualcosa di prezioso se la si fa fruttare bene.

Poter dire ci siamo, abbiamo fatto, abbiamo condiviso, abbiamo conosciuto, siamo entrati in contatto con qualcosa o con qualcuno, non è così scontato, anche quando l’aver visto, fatto, condiviso non porta a risultati immediati. Ma almeno non eravamo assenti, non siamo stati fermi, non ci siamo voltate da un’altra parte. Siamo stati comunità e presenti, anche quando la nostra presenza può esser risultata invisibile e trasparente. La storia è fatta da coloro che ci sono o ci sono stati e non da chi si è limitato a guardare, o magari nemmeno a guardare. Crediamo che questa è la grande lezione che ci hanno lasciato i nostri nonni e le nostre nonne, i partigiani e le partigiane di Mogliano Veneto.

Torniamo presto. Ci vediamo a luglio al solito posto, da 23 anni sempre dalla stessa parte.

Bisogna essere pazzə

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Mogliano
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