In effetti non aveva senso, ma ci sono volute due sentenze (TAR e CDS) e quattro anni per dimostrarlo. Moglia, piccolo centro del basso mantovano è un territorio a vocazione agricola ed agroalimentare, centro del governo delle acque. Con D.R. 12618 del 2013 la Regione Lombardia, nonostante i pareri contrari di Comune e Provincia (pareri che vengono messi agli atti ma, di fatto, ignorati), autorizz
a un'azienda locale a costruire un impianto per il trattamento di rifiuti tossici e pericolosi nella zona artigianale. Zona artigianale che dista 500 metri dal polo scolastico e 200 da quello sportivo (campi da calcio e piscine). L'impianto sarà destinato a trattare rifiuti che arriveranno, su autocisterne e camion, da aziende situate fuori dal territorio, in un'area imprecisata che potrebbe riguardare buona parte del Centro-Nord. E' ovvio come, anche tralasciando per un momento gli ovvi rischi per la salute, questa decisione stravolga la vocazione del territorio, danneggiando al tempo stesso l'immagine e l'attività di molte aziende locali. Agroalimentari e non. Il comitato nasce per:
- informare i cittadini su quello che sta succedendo;
- sensibilizzarli su quelli che sono i pericoli legati all'impianto;
..e, soprattutto, raccogliere FIRME, che verranno utilizzate per tentare di riaprire la discussione in Regione e vedere se vi siano gli estremi per bloccare il progetto. Sono invitati ad aderire a questa pagina tutti i cittadini di Moglia ma anche quanti, residenti nelle zone limitrofe o meno, possano aiutarci ad evitare questo inutile rischio per un territorio già colpito dal terremoto e dalla crisi economica.