26/07/2026
A due mesi dall’inizio dell’epidemia il focolaio del virus Ebola, ceppo virale «Bundibugyo» che si è diffuso nel nord-ovest della Repubblica Democratica del Congo è ancora fuori controllo.
I casi registrati al 24 luglio sono 3.075 e i decessi 1.354, all’80% concentrati nella provincia dell’Ituri ma distribuiti anche nel nord e sud Kivu.
La velocità di diffusione è superiore anche a quella del focolaio di Ebola del 2018-2019, il più grave della storia del Paese, nonostante molti casi risultino probabilmente non diagnosticati viste le difficoltà di accesso ai servizi sanitari e alla non capillare diffusione di kit diagnostici adeguati alla nuova variante. Ci sono voluti 10 mesi perché l’epidemia del 2018-2019 raggiungesse i 2.000 casi confermati, stavolta ne sono bastati due!
I vaccini a disposizione contro il ceppo «Zaire» – quello che in passato ha colpito con più frequenza – risultano inefficaci e le uniche cure nelle poche strutture sanitarie sono spesso solo di supporto nei casi gravi o palliative. Numerosi sono i casi segnalati di rifiuto di accedere alle strutture e casi di aggressione al personale sanitario per via degli isolamenti imposti.
Le frontiere con l'Uganda sono chiuse, gli scambi commerciali ufficiali limitatissimi, ma verosimilmente proseguono invece quelli illegali e dunque anche gli scontri tra le milizie per il controllo del ricchissimo territorio.
Il risultato è una ulteriore sofferenza per la popolazione, con scarsità di cibo e sfollamenti continui.
La guerra continua e anche l'Ebola avanza.
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Activité COUSP, Actualités, SitRep SitRep N°071/MVB_24/07/2026 juillet 25, 2026 Posted by insp.cd 25 Juil TweetezPartagezÉpinglePartagez0 Partages