04/06/2026
Il 2 giugno a Modena abbiamo sottratto la Festa della Repubblica ai rituali militaristi.
In Piazza Grande, mentre davanti all'Accademia Militare si celebrava la Repubblica centrata sull'azione militare, noi abbiamo riaffermato il significato più profondo della nostra Costituzione: l'articolo 11, il ripudio della guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali.
L'unico vero proclama di pace tra i popoli.
Una pace che non si costruisce sul sangue dei civili, dei bambini e dei giovani mandati a morire. Una pace che richiede coerenza, coraggio e la capacità di chiamare le cose con il loro nome: genocidio il genocidio, riarmo il riarmo.
Per questo abbiamo ribadito la nostra opposizione alla corsa agli armamenti, al riarmo della NATO e alla complicità occidentale nei confronti dei crimini commessi contro il popolo palestinese.
Un grazie immenso a Wael Al Dahdouh, Moni Ovadia e Stefania Ascari per il loro impegno quotidiano nella difesa dei diritti umani, del diritto internazionale e della libertà del popolo palestinese.
Sul palco anche le parole dell'avvocato Fausto Gianelli che, pur scegliendo di non intervenire direttamente per tutelare il proprio assistito, ha voluto lasciare un messaggio alla piazza:
«La nuova propaganda bellica vuole convincerci che il conflitto militare sia il nostro destino. Saremo insieme per ribadire il NO al genocidio del popolo palestinese, che macchia la coscienza di tutto l'Occidente e di un'Europa silente e complice».
Parlare di Palestina significa parlare anche di noi. Del modello di società, di democrazia e di futuro che vogliono imporci.
Noi non molliamo, per noi e per la palestina libera
✊🇵🇸