02/06/2026
Oggi Piazza Grande era piena.
Piena della parte migliore di Modena. Quella che non si volta dall'altra parte. Quella che non accetta il genocidio del popolo palestinese, che rifiuta il riarmo e la guerra, che non si lascia trascinare dalla retorica militarista e dalla normalizzazione della violenza.
Eravamo in tante e tanti. Lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionati, associazioni, sindacati, realtà sociali, cittadini. Una piazza larga, viva e determinata che ha scelto di schierarsi dalla parte della giustizia, della pace e della solidarietà tra i popoli.
Come Sanitari per Gaza, parte della Consulta Popolare contro guerra, riarmo e genocidio, siamo intervenuti per denunciare il sanitaricidio in corso a Gaza: ospedali bombardati, ambulanze distrutte, operatori sanitari uccisi, un intero sistema sanitario deliberatamente preso di mira. Colpire la sanità significa colpire la vita stessa. Significa negare il diritto alla cura e cancellare ogni principio di umanità.
Abbiamo ascoltato le parole di Moni Ovadia e Stefania Ascari, portato la nostra solidarietà a Fausto Gianelli e raccolto con commozione la testimonianza di Wael Al- Dahdouh, giornalista palestinese che ha perso dodici familiari sotto le bombe israeliane. La sua voce ci ha ricordato che il silenzio non è neutralità: è complicità.
La mobilitazione di oggi parlava anche di questo: delle priorità di chi governa. Per la sanità pubblica, per le cure e per il personale "mancano le risorse". Per il riarmo, invece, i soldi si trovano sempre. È una scelta politica precisa, e noi la contestiamo.
Ci dicono che per assumere medici e infermieri non ci sono soldi. Che per garantire cure, prevenzione e servizi pubblici le risorse sono finite. Poi però per le armi, per il riarmo e per l'economia di guerra i miliardi si trovano sempre.
Noi questa scelta la respingiamo.
Perché ogni euro speso per la guerra è un euro sottratto alla salute, alla scuola, ai diritti e al futuro.
Oggi Piazza Grande ha dimostrato che Modena non tace. Che la parte migliore di questa città è viva, numerosa e determinata. Che di fronte al genocidio, alla guerra e al riarmo c'è ancora chi sceglie di schierarsi, senza ambiguità.
Dalla parte della Palestina. Dalla parte della sanità pubblica. Dalla parte della vita.
Finché ci saranno ospedali bombardati, civili massacrati e governi complici, continueremo a riempire le piazze, a costruire solidarietà e a far sentire la nostra voce.
Perché il silenzio è complicità. E oggi Modena ha scelto da che parte stare.