GESÙ Cristo È IL Re Della Gloria

GESÙ Cristo È IL Re Della Gloria GESÙ È IL FIGLIO DI DIO ED È UNO CON IL PADRE. GESÙ E DIO SONO UNO! GESÙ È L'UNICO SIGNORE E MOLTO PRESTO VERRÀ A PRENDERMI PER PORTARMI IN PARADISO! AMEN

GESÙ NON SMETTERO MAI DI DIRTI CHE TI AMO,TI VOGLIO BENE,SEI LA MIA VITA. A CRISTO TUTTA LA GLORIA.

15/06/2026

Giovanni 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”.
Se la religione potesse riscrivere la Bibbia. 3
Giovanni 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna semprechè si comporti bene durante la sua vita terrena.”.
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita temporaneamente eterna.”.
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Basta che si ricordi sempre che se pecca troppo, Dio gliela toglie.”.

14/06/2026

PREGHIAMO:PADRE SANTO CHE SEI NEI CIELI NEL POTENTE NOME DI TUO FIGLIO GESÙ CRISTO IL SIGNORE BENEDETTO IN ETERNO,RIEMPIMI DI SPIRITO SANTO IN MODO DA POTER ANNUNCIARE NEL MONDO L'EVANGELO DELLA GRAZIA DI GESÙ CRISTO,AFFINCHÉ LE ANIME POSSANO ESSERE SALVATE ATTRAVERSO LA FEDE IN GESÙ.
GRAZIE PADRE PER AVER ASCOLTATO ED ESAUDITO QUESTA SANTA PREGHIERA FATTA CON FEDE IN GESÙ CRISTO.
NEL POTENTE NOME DI GESÙ CRISTO TI PREGO PADRE.
AMEN

11/06/2026

La vera grazia non è una licenza per peccare - è molto di più.
La vera grazia è l’unica speranza che ci rimane quando abbiamo già peccato più di un milione di volte!
Nessuno è bravo se non uno solo,Gesù Cristo.
AMEN
DIO È UN DIO DI GRAZIA E NOI PREDICHIAMO L'EVANGELO DELLA GRAZIA!
ALLELUIA AMEN
LA SALVEZZA È PER GRAZIA E NON PER OPERE ED È UN DONO DI DIO ATTRAVERSO LA FEDE IN GESÙ CRISTO IL SIGNORE BENEDETTO IN ETERNO.
AMEN ALLELUIA.
QUESTA È LA BUONA NOTIZIA DELL'EVANGELO DELLA GRAZIA DI GESÙ CRISTO.
UNA NOTIZIA TALMENTE BUONA CHE SI FA FATICA A CREDERE.
GESÙ È LA NOSTRA SALVEZZA.
AMEN ALLELUIA

LA SALVEZZA È PER GRAZIA E NON PER OPERE ED È UN DONO DI DIO ATTRAVERSO LA FEDE IN GESÙ CRISTO IL SIGNORE BENEDETTO IN E...
08/06/2026

LA SALVEZZA È PER GRAZIA E NON PER OPERE ED È UN DONO DI DIO ATTRAVERSO LA FEDE IN GESÙ CRISTO IL SIGNORE BENEDETTO IN ETERNO.
AMEN ALLELUIA.
QUESTA È LA BUONA NOTIZIA DELL'EVANGELO DELLA GRAZIA DI GESÙ CRISTO.
UNA NOTIZIA TALMENTE BUONA CHE SI FA FATICA A CREDERE.
GESÙ È LA NOSTRA SALVEZZA.
AMEN ALLELUIA

GLORIA A DIO.GESÙ È LA NOSTRA SAPIENZA,GIUSTIZIA,SANTIFICAZIONE E REDENZIONE(1CORINZI 1 30)E IO SONO GIOIOSO IN CRISTO P...
24/05/2026

GLORIA A DIO.
GESÙ È LA NOSTRA SAPIENZA,GIUSTIZIA,
SANTIFICAZIONE E REDENZIONE(1CORINZI 1 30)E IO SONO GIOIOSO IN CRISTO PERCHÈ TUTTI I MIEI PECCATI SONO STATI PERDONATI DALL'ONNIPOTENTE GESÙ CRISTO IL SIGNORE BENEDETTO IN ETERNO.
AMEN ALLELUIA.

Ebrei 10:11-14
11 Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e a offrire ripetutamente gli stessi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, 12 egli, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio 13 e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. 14 Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati.

Ebrei 10:18
Ora, dove c'è perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato.

1Corinzi 15:55-57
55 «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?»
56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 57 ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.

18/04/2026

CONSIDERO TUTTO SPAZZATURA AL FINE DI GUADAGNARE CRISTO,MIO SIGNORE E MIO DIO.
AMEN

22/03/2026

PENSIAMO ALLE COSE DI LASSÙ DOVE CRISTO È SEDUTO ALLA DESTRA DI DIO E PREGA PER ME DAL PARADISO.
TI AMO GESÙ.
AMEN

È MERAVIGLIOSO STARE IN COMUNIONE CON DIO TUTTO IL GIORNO ASPETTANDO IL RAPIMENTO DELLA CHIESA.SONO FELICE,SONO BENEDETT...
21/03/2026

È MERAVIGLIOSO STARE IN COMUNIONE CON DIO TUTTO IL GIORNO ASPETTANDO IL RAPIMENTO DELLA CHIESA.
SONO FELICE,SONO BENEDETTO,SONO GRANDEMENTE AMATO DA DIO.
MI SENTO LIBERO.
NO AMICI MONDANI,NO TELEVISIONE,NIENTE DISCORSI INUTILI CHE NON DANNO GLORIA A DIO.
PASSO IL TEMPO CHE DIO MI DÀ IN COMUNIONE CON LUI,ASPETTANDO IL RITORNO DI GESÙ CRISTO IL SIGNORE BENEDETTO IN ETERNO.
SONO LIBERO IN CRISTO!
SONO FELICE IN CRISTO E GESÙ MI AMA INFINITAMENTE E PER SEMPRE.
GESÙ È LA MIA VITA.
ALLELUIA.
AMEN

GRAZIE GESÙ PER LA SALVEZZA,PER IL PERDONO DEI MIEI PECCATI E PER LA VITA ETERNA.GRAZIE GESÙ PER AVERMI DATO OGNI BENEDI...
21/03/2026

GRAZIE GESÙ PER LA SALVEZZA,PER IL PERDONO DEI MIEI PECCATI E PER LA VITA ETERNA.
GRAZIE GESÙ PER AVERMI DATO OGNI BENEDIZIONE SPIRITUALE NEI LUOGHI CELESTI E LIBERO ACCESSO AL TRONO DI DIO PER MEZZO TUO.
GRAZIE GESÙ DI ESSERE MIO PADRE,MIO MAESTRO E MIGLIORE AMICO.
TI AMO MIO RE.
TI VOGLIO BENE.
SEI LA MIA VITA.
GESÙ CRISTO È IL MIO PASTORE,NON MANCO DI NULLA E SONO FELICE IN CRISTO.
AMEN

Geremia 1:5
Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».

Filippesi 4:10-23
10 Ho provato grande gioia nel Signore, perché finalmente avete fatto rifiorire i vostri sentimenti nei miei riguardi: in realtà li avevate anche prima, ma non ne avete avuta l'occasione. 11 Non dico questo per bisogno, poiché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione; 12 ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. 13 Tutto posso in colui che mi dà la forza.
14 Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alla mia tribolazione. 15 Ben sapete proprio voi, Filippesi, che all'inizio della predicazione del vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna Chiesa aprì con me un conto di dare o di avere, se non voi soli; 16 ed anche a Tessalonica mi avete inviato per due volte il necessario. 17 Non è però il vostro dono che io ricerco, ma il frutto che ridonda a vostro vantaggio. 18 Adesso ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un profumo di soave odore, un sacrificio accetto e gradito a Dio. 19 Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù. 20 Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
21 Salutate ciascuno dei santi in Cristo Gesù. 22 Vi salutano i fratelli che sono con me. Vi salutano tutti i santi, soprattutto quelli della casa di Cesare.
23 La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.

Giobbe 1-2
1,1 C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. 2 Gli erano nati sette figli e tre figlie; 3 possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente.
4 Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. 5 Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: «Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore». Così faceva Giobbe ogni volta.
6 Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro. 7 Il Signore chiese a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra, che ho percorsa». 8 Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male». 9 Satana rispose al Signore e disse: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? 10 Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. 11 Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!». 12 Il Signore disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.
13 Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore, 14 un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi, 15 quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
16 Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
17 Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
18 Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore, 19 quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
20 Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò 21 e disse:
«N**o uscii dal seno di mia madre,
e n**o vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».
22 In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

2,1 Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. 2 Il Signore disse a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra che ho percorsa». 3 Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo». 4 Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. 5 Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». 6 Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».
7 Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. 8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. 9 Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». 10 Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?».
In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

Giobbe riconosce che non merita nulla di buono
La seconda verità importante contenuta in questi versi è che Giobbe riconosce che non merita nulla di buono. Notate le sue parole nel v.21:
“e disse: "N**o sono uscito dal grembo di mia madre e n**o vi ritornerò. L’Eterno ha dato e l’Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell’Eterno".” (Giobbe 1:21 LND).
Dichiarando che era nato n**o e che tornerà ad essere n**o alla morte, Giobbe sta dichiarando che riconosce che non ha nulla che appartiene a lui. Tutto ciò che aveva, ogni bene, la famiglia, la salute, proprio tutto veniva da Dio. Egli non aveva meritato nulla perché non aveva nulla con cui meritare tutto questo.
Inoltre Giobbe riconosce che non doveva aggrapparsi a nulla perché tutto quello che aveva gli era stato dato per un tempo, un tempo limitato.
Uno dei nostri problemi più grandi, ciò che ci fa stare molto male inutilmente quando perdiamo qualcosa a noi di prezioso, è che dimentichiamo che tutto ciò che abbiamo di buono e di bello è un dono, datoci da Dio per un tempo limitato.
Invece, spesso iniziamo a pensare che quello che abbiamo sia in qualche modo un diritto, un qualcosa che meritiamo. Certamente, se io merito qualcosa e mi viene tolta, il togliermela mi fa stare molto male perché è a tutti gli effetti un'ingiustizia.
Però, se io riconosco che non merito nulla di buono, che ogni buon dono viene da Dio solo, per la Sua grazia, e che spetta a Dio tanto il dare quanto il togliere, allora la perdita mi farà stare male, ma molto, molto meno male. Posso avere tristezza, come Giobbe, ma il mio cuore può stare in pace, come quello di Giobbe.
Giobbe aveva pace, nonostante la sua tristezza, perché sapeva che l'Eterno aveva dato e l'Eterno aveva tolto. Giobbe non capiva minimamente il motivo per cui l'Eterno aveva tolto, come non capiva perché l'Eterno aveva dato. Ma egli capiva che Dio è sovranamente in controllo di tutto. Perciò, tutto ciò che Dio fa è giusto.
È per questa ragione che Giobbe conclude dichiarando: l'Eterno ha dato e l'Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome del l'Eterno.
Giobbe era un uomo timorato di Dio, che viveva adorando Dio. Aveva fede nelle vie del Signore, pur sapendo che non capiva quelle vie. Infatti, se devo capire il piano di Dio per avere pace, non sto camminando per fede, bensì per visione. Invece Dio ci comanda di camminare per fede.
Questo capitolo conclude con il versetto 22. Ve lo leggo:
“In tutto questo Giobbe non peccò e non accusò DIO di alcuna ingiustizia.” (Giobbe 1:22 LND).
In tutto questo, in tutta questa sofferenza, in tutta questa grande perdita, in tutta questa vita che è crollata tutta insieme, Giobbe non peccò e non accusò Dio di alcuna ingiustizia. Voglio ripetere che Giobbe non aveva alcuna idea del motivo per cui gli era successo tutto questo. Però sapeva che Dio è giusto in tutto quello che fa e, aggrappandosi a questa verità preziosa, egli non peccò.
Applicazione per noi
Le verità contenute in questo capitolo sono estremamente importanti per noi. Ognuno di noi avrà momenti di sofferenza e di perdita in questa vita. Questo fa parte del piano di Dio. Però è proprio in questi momenti che possiamo o avere la nostra fede rafforzata oppure cadere nel peccato. Ciò che determina come reagiamo è se comprendiamo e ricordiamo o meno che non meritiamo nulla di buono e, perciò, tutto ciò che abbiamo di buono è un dono di Dio, dato da Lui, nel modo, nel momento e per la durata che Egli solo sa essere giusto. Perciò, tutto ciò che Dio fa è giusto, quando ci dà qualcosa e quando ci toglie quella data cosa.
Un'altra verità estremamente importante da ricordare è che Satana non ha alcun potere di farci del male, se ciò non gli è permesso da Dio. Non dobbiamo temere Satana, dobbiamo avere solamente un Santo timore di Dio e confidare pienamente in Lui in ogni circostanza della nostra vita.
Infine, vogliamo esaminarci, per riconoscere se noi siamo come Giobbe, cioè se siamo persone integre e rette, che temiamo Dio e fuggiamo il male. Solamente se viviamo così possiamo godere il dono più prezioso di tutti, la comunione con Dio stesso.

Accettiamo sia il bene che il male
Poi, nonostante la sua sofferenza, nonostante il disprezzo da parte della moglie, Giobbe cerca di aiutarla a capire che è importante accettare quello che Dio ci dà. Egli dichiara: se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?
Questa è una verità importantissima! Carissimi, a noi serve questa verità! Quindi, valutiamo attentamene quello che Giobbe dichiara qua!
Qual' è quella persona che non accetta il bene da Dio senza problemi? Giobbe capiva, come anche noi dobbiamo capire e ricordare, che ogni bene viene da Dio, eppure non abbiamo fatto nulla per meritare alcun bene da Dio. Perciò noi non meritiamo i numerosi beni che riceviamo. Se Dio dovessi trattarci solo con giustizia, non riceveremmo alcun bene. Però Dio non ci tratta solo con giustizia, ma piuttosto fa abbondare su tutti gli uomini la sua grazia naturale. Manda il sole e la pioggia su tutta la terra, non solo sui buoni, non solo su quelle persone che hanno fede in Lui ma su tutti.
Quindi, se volessimo agire in modo da voler solo la giustizia di Dio, non dovremmo accettare i beni da lui. Quindi, con la sua domanda Giobbe, egli fa notare alla moglie che nessuno rifiuta il bene da Dio. Accettiamo ben volentieri quello che Dio decide di darci in bene, fidandoci di Lui.
Allora, se ci fidiamo di Dio quando ci manda del bene, perché non dovremmo fidarci di Dio quando ci manda del male?
In realtà, non solo non meritiamo il bene da Dio, ma meriteremmo il male. Quindi, se pensassimo solamente nei termini di quello che meritiamo, dovremo accettare il male e non il bene. Ma nessuno fa questo.
Quindi, quando tu ti trovi in una situazione difficile, che sia una sciocchezza, un po' di traffico che ti rallenta, o che sia qualcosa di molto più pesante per esempio problemi pesanti sul lavoro, che durano da tempo, o qualche grave malattia, perché non dovresti accettare il male come hai accettato il bene?
Infatti, Dio ha guidato l'autore di questo libro a raccontarci quello che Giobbe disse in modo che possiamo riconoscere la nostra stoltezza e il nostro peccato quando ci lamentiamo delle cose negative che arrivano nella nostra vita.
Quando noi ci lamentiamo a causa dei mali che riceviamo, sia che si tratta di lamentarci in modo visibile con gli altri, o che si tratti di lamentarci solamente nella mente e nel cuore, siamo insensati e stolti, come la moglie di Giobbe. Lamentarci è un grave peccato contro Dio, perché è ipocrisia, perché vuol dire accettare i beni che non meritiamo per poi lamentarci del male che arriva quando in realtà meritiamo infinitamente peggio di questo. Cristo ha preso il male eterno che meritavamo in modo che non ci arrivasse mai. Come possiamo lamentarci quando arrivano dei leggeri e brevi mali, che non sono paragonabili al peso eterno di gloria che Dio ha riservato per noi?
Questo versetto è uno delle verità più importante nel libro di Giobbe! Oh che Dio possa farci riconoscere quanto il lamentarci o non accettare con un buon cuore il male è un grave peccato.
Nel Nuovo Testamento, l'atteggiamento di Giobbe che vediamo qua viene chiamato mansuetudine. Essere mansueto vuol dire accettare con pace e umiltà quello che la provvidenza di Dio manda nella tua vita. In questo capitolo Giobbe è un esempio chiarissimo di che cos'è la mansuetudine. Non essere mansueto è un grave peccato, essere mansueto ti porta più vicino a Dio.
Tu sei mansueto? Altrimenti, riconosci il fatto di non essere mansueto come un peccato! Ravvediti ogni volta che capisci che non se sei mansueto, e con l'aiuto di Dio, cresci in questo attributo importante nella vita di ogni vero credente.

GESÙ È DIO E DIO È AMORE.
NEL BENE E NEL MALE DIO È IN CONTROLLO SEMPRE E IL diavolo TREMA DI PAURA.
ALLELUIA ALLELUIA ALLELUIA.
A DIO E SOLO A DIO TUTTA LA GLORIA NEI SECOLI DEI SECOLI.
GESÙ RITORNA E IL diavolo TREMA DI PAURA.
AMEN

Giovanni 14:27
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

21/02/2026

NON C'È TEMPO DA PERDERE.
GESÙ STA PER RITORNARE PER PRENDERE LA SUA CHIESA PER PORTARLA IN CIELO!
GRAZIE GESÙ!
SONO PRONTO!

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