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L'UDI - Unione donne in Italia è un'associazione che promuove dal 1945 l'autodeterminazione femminile in tutti gli ambiti di vita, cioè la possibilità da parte delle donne di muoversi nel mondo autonomamente e consapevolmente.

UDI Modena invita a riflettere sull'importanza di questo appello e lo sottoscrive come realtà collettiva.
04/06/2026

UDI Modena invita a riflettere sull'importanza di questo appello e lo sottoscrive come realtà collettiva.

LETTERA ALLE FEMMINISTE CHE HANNO A CUORE LA POLITICA DELLE DONNE E I SUOI SPAZI
(Chi è interessata a sottoscrivere questo documento può inviare la propria adesione a [email protected] con oggetto “Firmo la lettera del 28 maggio” e all’interno il proprio nome e cognome)

Abbiamo deciso di scrivere questa lettera dopo una inquietante serie di cancellazioni di appuntamenti femministi: ultimi in ordine di tempo la Festa delle lettrici 2026 alla Casa della Donna di Pisa, in cui era previsto tra l’altro un incontro con Monica Lanfranco della rivista “Marea”, e alla Biblioteca delle donne di Bologna la presentazione del libro “Donne si nasce (e qualche volta si diventa)” di Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo, entrambe annullate alla vigilia di date programmate da tempo.
Ma sono alcuni anni che il fenomeno si ripete: presentazioni di libri annullate all’ultimo minuto a fiere dell’editoria (Feminist 2023), lezioni universitarie boicottate, sale concesse per dibattiti o presentazioni di libri revocate il giorno prima, talvolta dopo mailbombing o velate minacce mail alle organizzatrici dell’incontro di turno. La costante: appuntamenti su tematiche femministe e con femministe annullati in contesti femministi. Si tratta di gesti di potere che offendono la reputazione di tante femministe.

È un fenomeno sempre più grave e pensiamo che non possa più essere ignorato.
In tutti questi casi, al centro del dibattito avrebbe dovuto esserci il corpo e la soggettività delle donne, declinati di volta in volta in vari aspetti: maternità, libertà femminile, sessualità, prostituzione e abusi, violenza maschile. In tutti questi casi sono state private delle donne (organizzatrici, invitate e pubblico) della libertà di incontrarsi, ascoltare, confrontarsi. Le stesse organizzatrici che hanno finito per “rimandare” sine die gli appuntamenti all’ultimo minuto spesso hanno dovuto buttar via settimane o mesi di lavori di preparazione. Case delle donne, biblioteche delle donne, persino centri antiviolenza, festival letterari: nessun tipo di spazio femminista è stato risparmiato dalle pressioni che hanno portato ad annullare incontri.

In molti casi i mailbombing sono arrivati da mittenti “targati” movimento lgbtq, in altri persone che si definiscono transfemministe, presenti in case delle donne o in centri antiviolenza della rete D.i.Re., hanno posto dall’interno veti settari e ultimatisti a eventi già in calendario da tempo, organizzati da altre donne delle stesse realtà. Sempre all’ultimo momento, sempre senza rispetto per il lavoro già svolto né per le relatrici che, talvolta, erano già in viaggio.

È una dinamica che crediamo debba essere fermata, nell’interesse di tutte. Mai prima d’ora la libertà dei singoli luoghi associativi delle donne era stata messa in discussione e ostracizzata da simili pressioni.
Nel femminismo ci sono e ci sono sempre state posizioni e visioni differenti, ci sono sempre stati conflitti aspri e polemiche anche dure, ma che si sono sempre esplicitate nel confronto. Le argomentazioni politiche non sono state mai sostituite da campagne di boicottaggio. E soprattutto non era mai stato impedito a nessuna di realizzare le proprie iniziative. Chi non era d’accordo o non ci andava, o andava e polemizzava, e da quei conflitti talvolta sono persino maturate idee nuove.

Negli spazi delle donne si lavora a promuovere e a far crescere la produzione di cultura femminista, si tessono reti di relazioni con donne di tutto il mondo, si produce pensiero politico, si riflette sulla sessualità, si discute di lavoro delle donne, di salute, di ecologia, si fanno laboratori di scrittura, gruppi di lettura e molto altro. In alcuni di essi, i centri antiviolenza, si mette al centro la relazione tra donne in un delicatissimo equilibrio per liberarsi dalla violenza maschile.
Si può rischiare che una o più di queste attività venga boicottata o snaturata da un momento all’altro, e chi la pratica scomunicata, da una sola corrente politica che improvvisamente decide di farne il suo nuovo bersaglio ideologico? Ne va della libertà di tutte e della sopravvivenza dei nostri spazi.

Invitiamo tutte le femministe che hanno a cuore le proprie pratiche politiche, la propria storia e i propri spazi a costruire un momento di confronto sulle pratiche di convivenza nel femminismo. Da parte nostra, nessuna è esclusa: anche chi vuole ve**re a spiegare perché ritiene di dover censurare qualcosa può parlare. Ma impedire di parlare no. Non più.

Prime firmatarie:

Roberta Trucco, Francesca Beatrice Muresan, Lucia Giansiracusa, Doranna Lupi, Anna Merlino, Stella Zaltieri Pirola, Cristina Gramolini, Monica Lanfranco, Luciana Tavernini, Martina Albuzzi, Ilaria Baldini, Laura Minguzzi, Silvia Baratella, Paola Mammani, Martina Persenico, Tiziana Adele Nasali, Wilma Plevano, Alda Capoferri, Rossana Ciambelli, Flavia Franceschini, Clelia Pallotta, Emanuela Risso, Francesca Palazzi Arduini, Giovanna Franchetti, Franca Fortunato, Paola Cavallari, Maria Aprile, Vittoria Tola, Silvia Marastoni, Anna Maria Bardellotto, Raffaella Silvestre, Caterina Gatti, Daniela Dioguardi.
28 maggio 2026

Altre firme dal 29 maggio 2026:

Ivana Graglia, Pina Mandolfo, Olivia Guaraldo, Maria Castiglioni, Patrizia Levi, Rossana Casalegno, Antonella Penati, Marcella Formenti, Luisanna Porcu, Nadia Somma, Marta Anderle, Fatima Morelli, Rosanna Catelani, Giovanna Camertoni, Francesca Parrinello, Franca De Cicco, Alessandra Bocchetti, Silvia Motta, Francesca Pasini, Flaviana Meda, Marilena Zirotti, Cettina Tiralosi, Donatella Borghesi, Danila Giardina, Ines Leoncino, Pina Nuzzo, Rosa Mangerini, Flavia Bottaro, Maria Giovanna Devetag, Giovanna Berna, Anna Paola Concia, Rosemary Pina Figueiredo, Francesca Pontani, Anna Maria Cabitza, Susanna Bartolommei, Rosanna Abbate Fabbri, Federica Grimaldi, Adelaide Pelizzon, Werusca Mannelli, Annalisa Cordella, Francesca Manna, Lana Neri, Federica Mattei, Emanuela Marin, Antonella Belluomini, Annalisa Marino, Valeria Raffaele, Gaia Carretta, Anna Mantovani, Emilia Lazzarini, Nicoletta Nuzzo, Viola Ghiringhelli, Neviana Calzolari, Paola Angela Maria, Giovanna Salis, Sara Crescimone Messina, Paola Tenaglia, Rosangela Pesenti, Gabriella Ferrari Bravo, Maria Grazia Riveruzzi, Lina Maria Lizcano, Noemi Pievani, Anna Passoni, Ilaria Cantù, Cristina Casazza, Elisa Rosmino, Ileana Montini, Ausilia Siciliano, Caterina Ricci, Elisa Regattieri, Silvia Serini, Irene Leuci, Veruska Sbrofatti, Sabina Zenobi, Stefania Vuillermoz, Fabiola Paterniti, Patrizia Cadau, Chiara Santoro, Maria Ludovica Bottarelli, Alessandra Gheri, Erica Arosio, Paola Nucciarelli, Paola Pia Cosmai, Chiara Caccavale, Flavia E. Munafò, Claudia Costa, Stefania Anarkikka Spanò, Marianna Berton, Lorena Currarini, Loriana Lancioni, Mara Accettura, Sara Piccin, Emanuela Natoli, Silvana Sonno, Agnese Fusco, Giovanna Ferrari, Paola Pieri, Manuela Bruschini, Margherita Zurru, Silvia Benussi, Patrizia Caporossi, Silvia Noris, Paola Sabbattini, Maria Ester Mastrogiovanni, Rita Sileno, Francesca Cau, Daniela Cassini, Fiorenza Troise, Daniela Agostini, Paola Bacchiddu, Giulia Stocco, Cinzia Civitelli, Serena Ballista, Maria Pia Balboni, Alessandra Chinaglia Cornoldi, Mirtella Taloni, Angela Alessandra Milella, Anna Tamburini, Chiara Federico, Laura Giusti, Cristina Bincoletto, Giovanna Giugni, Laura Piretti, Stefania Codraro, Maria Antonietta Dioguardi, Chelia Schiro, Rita Spaggiari, Lucia De Cicco, Anna La Mattina, Casimira Furlani, Anna Maria De Filippi, Carmen Rusconi, Fabia Andreoli, Gemma Infurnari, Francesca Traina, Sandra Sicoli, Rossella Saetta Cottone, Camilla Governatori, Marina Leopizzi, Mara Giacheri, Assunta De Santis, Laure Bianchini, Paola Frisoli, Adriana Pizzichini, Ileana Faidutti, Maria Elisabetta Ricci, Jonida Binjaku, Ester Soramel, Alessia Perriera, Anna Veronesi, Monica Mazzitelli, Alessandra Ibba, Daniela Mencarelli Hofmann, Michela Morgana, Elisa Rossi, Deanna Compagnoni, Eliana Romano, Maria Ferrara, Laura Massaro, Gisella Duci, Smeralda Picerno, Ornella De Sanctis, Claudia Cuzziol, Michela Coscia, Raffaella Nadalutti, Iaia Caputo, Valentina Prosperi, Carla Galetto, Elda Sortino, Stefania Cantatore, Rita Podda, Daniela Danna, Maristella Lippolis, Liuba Scudieri, Rossana Borghi, Provvidenza Cagnasso, Silvia Iotti, Gigliola Venturini, Rossella Poce, Silvia Miceli, Giannina Cadau

I treni della felicità. 80 anni dopo
30/05/2026

I treni della felicità. 80 anni dopo

𝐌𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 🔸𝐓𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐂𝐄. 𝐃𝐈𝐒𝐀𝐑𝐌𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 🔸📅Domenica 21 giugno 2026 in Piazza del Campidoglio si t...
29/05/2026

𝐌𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
🔸𝐓𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐂𝐄. 𝐃𝐈𝐒𝐀𝐑𝐌𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 🔸

📅Domenica 21 giugno 2026 in Piazza del Campidoglio si terrà la manifestazione nazionale promossa dalla Rete 10, 100, 1000 piazze di donne per la pace.

𝑆𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑒, 𝑑𝑎 𝑛𝑜𝑟𝑑 𝑎 𝑠𝑢𝑑, 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑐𝑒, 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑠𝑎𝑟𝑚𝑜, 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑎𝑚𝑏𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒. 𝐿𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎, 𝑢𝑛 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.

👉𝗗𝗮 𝗠𝗼𝗱𝗲𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗰𝗲.

🚌 𝗩𝗜𝗘𝗡𝗜 𝗖𝗢𝗡 𝗡𝗢𝗜 𝗜𝗡 𝗣𝗨𝗟𝗟𝗠𝗔𝗡?
📍 Partenza da: Parcheggio Palasport G. Panini lato c.c. I Portali
🕕 Ritrovo ore 6.00
🕡 Partenza ore 6.30

È prevista una quota di partecipazione.
📞 Info e prenotazioni: 059 2153122
📧 [email protected]
🌐 www.udimodena.com

Casa delle Donne di Modena I Casa per la Pace Modena - OdV I 10, 100,1000 Piazze di Donne per la PACE

🔸𝐏𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚: 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨🔸𝐃𝐚𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝟏𝟗𝟒𝟔 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 ...
25/05/2026

🔸𝐏𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚: 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨🔸
𝐃𝐚𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝟏𝟗𝟒𝟔 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐟𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨

📅 Martedì 26 maggio 2026 | ore 17.30
📍 Sala di Rappresentanza del Comune di Modena

𝑈𝑛 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑒 𝑣𝑜𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎. 𝐷𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑡𝑎𝑛𝑐𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝐴𝑛𝑛𝑎 𝐾𝑢𝑙𝑖𝑠𝑐𝑖𝑜𝑓𝑓 𝑡𝑟𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑑 𝑒𝑚𝑎𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑔𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑡𝑟𝑎 𝑂𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑁𝑜𝑣𝑒𝑐𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑛𝑎 𝐵𝑜𝑟𝑒𝑙𝑙𝑖𝑛𝑖, 𝑀𝑒𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑’𝑜𝑟𝑜 𝑎𝑙 𝑉𝑎𝑙𝑜𝑟 𝑀𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑛𝑡𝑖𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑖𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑜𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑅𝑒𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎.

🗣️ Saluti:
- Alessandra Camporota – Assessora alle Politiche di genere Comune di Modena
- Antonietta Vastola – Presidente Centro documentazione donna

📚 Intervengono:
- Thomas Casadei e Vittorina Maestroni
a partire da da “Medicina, politica, emancipazione. Anna Kuliscioff e noi” (Mucchi, 2024)
- Mariagiulia Sandonà
a partire da “Un paltò per l’onorevole. Gina Borellini, Medaglia d’oro al Valor Militare” (Mucchi, 2025)
- Caterina Liotti e Natascia Corsini
curatrici della mostra “Prendere parola. Le donne nella costruzione della Repubblica 1945-1955”

📍 A seguire: inaugurazione del totem dedicato a Gina Borellini in Piazza Grande, Modena.

Centro documentazione donna
ANPI Associazione Nazionale Partigiani d'Italia Modena Istituto Storico Di Modena Comune di Modena Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità

Il primo luogo in città intitolato a Gabriella Degli Esposti, con la collaborazione appassionata della scuola che quel l...
23/05/2026

Il primo luogo in città intitolato a Gabriella Degli Esposti, con la collaborazione appassionata della scuola che quel luogo lo abita e lo vive.

La storia di Gabriella Degli Esposti (medaglia d'oro alla Resistenza), raccontata dalla figlia Savina Reverberi in "Gabr...
21/05/2026

La storia di Gabriella Degli Esposti (medaglia d'oro alla Resistenza), raccontata dalla figlia Savina Reverberi in "Gabriella Degli Esposti mia madre", è quanto mai da conoscere. E che Modena si lasci "segnare" dalla sua vicenda non è solo un tributo alla memoria, ma un invito a farne memoria viva e resistente oggi contro le ingiustizie e le barbarie. Ne abbiamo un bisogno indispensabile.

La voce "bambina" di Savina, rimasta a quel dicembre 1944 nonostante il tempo trascorso, restituisce l'essenza della resistenza civile praticata delle donne: fuori dalle retoriche dell'eroe che compie "la grande impresa" e che non prescindeva, piuttosto, dalla materialita' dell'esistenza, in cui tutto diventava "impresa", anche i gesti più banali e quotidiani.

Al momento della cattura, Gabriella Degli Esposti aveva due figlie piccole ed era quasi al termine di una nuova gravidanza. Ha deciso di spendersi contro l'occupazione nazi-fascista "anche per questo", non "nonostante questo" perché essere madre doveva poter significare sentirsi anche, e soprattutto, cittadine! E di lì a poco, tutte le donne lo sarebbero state.

Non lei. Seviziata in modo indicibile e straziata nel corpo, con un accanimento feroce sul suo ventre, come spesso accade per le donne durante le guerre, muore uccisa con un colpo alla nuca sul greto del fiume Panaro a San Cesario di Modena, dopo svariati giorni di prigionia, lasciando Savina (classe 1932) ad avere per sempre una giovanissima mamma di 32 anni.

La sua casa è stata la base di varie formazioni partigiane e lei stessa ha direttamente eseguito numerosi atti di sabotaggio, contribuendo anche alla diffusione della stampa clandestina. Questo si legge nel documento di conferimento della medaglia al valore.

Comunicato UDI Modena: ♀️Modena, città medaglia d'oro alla Resistenza, non intende permettere di essere fatta oggetto di...
21/05/2026

Comunicato UDI Modena:

♀️Modena, città medaglia d'oro alla Resistenza, non intende permettere di essere fatta oggetto di becere strumentalizzazioni e non intende svendersi alla pancia di un paese che non vede l'ora di avere un pretesto per ordire una vera e propria caccia alle streghe.
♀️Dopo i fatti del 16 maggio scorso, non lasceremo che Modena diventi la martire su cui fondare politiche di remigrazione e razzismo diffuso, o peggio, istituzionalizzato, approfittando del coinvolgimento emotivo della cittadinanza.
♀️Non abbiamo bisogno della politica "forte", che mostra i muscoli e digrigna i denti, e ci chiede di affidarci fideisticamente alla sua protezione. Abbiamo bisogno della politica autorevole, invece, che guardi alla complessità della realtà e investa soldi pubblici per farle fronte, e che conti non sul nostro affidarci, ma sulla nostra partecipazione.
♀️Infine, come UDI, organizzazione che ha fatto la Resistenza nella forma dei Gruppi di difesa della donna, e si è strenuamente spesa per il suffragio femminile e la redazione della Costituzione per come la conosciamo per tramite di 11 delle 21 madri costituenti, vogliamo sottolineare con forza che Modena dovrebbe dotarsi di coraggio e responsabilità nel non autorizzare le manifestazioni di stampo neofascista e non nel prevedere la possibilità di impedirle tutte per comodità. Questa implicita equiparazione tra chi vorrebbe andare in deroga alla Costituzione e chi la vorrebbe sostanziare sarebbe grave e inammissibile.

Ora e sempre Resistenza.

Presidio antifascista.Modena, 20 maggio 2026.
20/05/2026

Presidio antifascista.
Modena, 20 maggio 2026.

Modena, città medaglia d'oro alla Resistenza, non intende permettere di essere fatta oggetto di becere strumentalizzazio...
20/05/2026

Modena, città medaglia d'oro alla Resistenza, non intende permettere di essere fatta oggetto di becere strumentalizzazioni e non intende svendersi alla pancia di un paese che non vede l'ora di avere un pretesto per ordire una vera e propria caccia alle streghe.
Dopo i fatti del 16 maggio scorso, non lasceremo che Modena diventi la martire su cui fondare politiche di remigrazione e razzismo diffuso, o peggio, istituzionalizzato, approfittando del coinvolgimento emotivo della cittadinanza.
Non abbiamo bisogno della politica "forte", che mostra i muscoli e digrigna i denti, e ci chiede di affidarci fideisticamente alla sua protezione. Abbiamo bisogno della politica autorevole, invece, che guardi alla complessità della realtà e investa soldi pubblici per farle fronte, e che conti non sul nostro affidarci, ma sulla nostra partecipazione.
Infine, come UDI, organizzazione che ha fatto la Resistenza nella forma dei Gruppi di difesa della donna, e si è strenuamente spesa per il suffragio femminile e la redazione della Costituzione per come la conosciamo per tramite di 11 delle 21 madri costituenti, vogliamo sottolineare con forza che Modena dovrebbe dotarsi di coraggio e responsabilità nel non autorizzare le manifestazioni di stampo neofascista e non nel prevedere la possibilità di impedirle tutte per comodità. Questa implicita equiparazione tra chi vorrebbe andare in deroga alla Costituzione e chi la vorrebbe sostanziare sarebbe grave e inammissibile.

UDI Modena esprime profonda vicinanza alle persone che sono rimaste severamente coinvolte negli avvenimenti di ieri.Ci s...
17/05/2026

UDI Modena esprime profonda vicinanza alle persone che sono rimaste severamente coinvolte negli avvenimenti di ieri.
Ci stringiamo attorno alle famiglie che in questo momento sperano che le loro condizioni cliniche non si aggravino ulteriormente e si risolvano nel migliore dei modi possibile.
Facciamo cerchio anche attorno alla nostra città che non lascerà che la vicenda venga strumentalizzata beceramente per fomentare odio e razzismo.

Indirizzo

Strada Vaciglio Nord 6
Modena
41125

Orario di apertura

Martedì 09:30 - 12:30
Mercoledì 09:30 - 12:30
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Venerdì 09:30 - 12:30

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