23/09/2025
Canoni di locazione in aumento: l’indice FOI dell’1,4% aggrava l’emergenza abitativa
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
Il SUNIA esprime forte preoccupazione per i dati pubblicati da Idealista in data 19 settembre che confermano un ulteriore aumento dei canoni di locazione in Italia, in particolare per effetto dell’adeguamento all’indice FOI (Famiglie di Operai e Impiegati), salito dell’1,4% nel mese di agosto.
L'incremento dei costi di locazione sui contratti a canone libero 4+4 anni, nelle principali città italiane sta pesando significativamente sui bilanci familiari. Prendendo in esame alcuni dati, a Milano si registra un aumento annuo di circa 312,00 euro, che corrisponde a un impatto mensile di 26,00 euro. A Roma, l'incremento si attesta a 216,00 euro all'anno (18,00 euro al mese), mentre a Firenze si raggiungono i 240,00 euro annui (20,00 euro al mese); Bologna 204,00 euro all’anno (17,00 euro mensili).
Seppure possano sembrare aumenti modesti su base mensile, questi rincari hanno un effetto cumulativo che incide notevolmente sul potere d'acquisto dei lavoratori che già sono colpiti da costi abitativi che erodono parte consistente dei salari che non aumentano da tempo, specialmente per le fasce di reddito medio-basse.
Questo trend è particolarmente preoccupante perché rende sempre più difficile per molte famiglie sostenere le spese necessarie per poter vivere dignitosamente nelle nostre città.
A fronte di questi negativi e preoccupanti segnali che già da tempo il SUNIA denuncia, e assolutamente inascoltati dal governo Meloni, si ribadisce la necessità di interventi urgenti e strutturali, tra cui:
- blocco degli adeguamenti Istat nei contratti a canone libero, almeno nei Comuni ad alta tensione abitativa;
- rilancio dei contratti a canone concordato con incentivi fiscali e disincentivi dei contratti a canone libero;
- 900 milioni di euro per rifinanziare il fondo nazionale per il sostegno alla locazione e il fondo morosità incolpevole;
- piano straordinario per l’edilizia pubblica e sociale, a canone sostenibile, con investimenti opportuni e tempi brevi.
In assenza di politiche abitative coerenti e strutturate, il rischio è quello di alimentare un’emergenza sociale silenziosa ma crescente, che coinvolge giovani, famiglie, pensionati e lavoratori precari.
Il diritto all’abitare deve tornare al centro dell’agenda politica nazionale con misure concrete che non vedano più la casa semplicemente come un investimento immobiliare, ma un bene primario da tutelare perché il diritto all’abitare non può e non deve essere nel nostro paese un privilegio per pochi.
Roma, 22 settembre 2025