20/05/2026
COMUNICATO STAMPA
Con grande dispiacere l’Associazione Casa delle Donne contro la violenza ODV comunica per il 31/05/2026 il termine della gestione del Centro Antiviolenza “Paola Manzini” di Vignola e dello Sportello di ascolto di Pavullo nel Frignano, dell’Unione Terre di Castelli e dell’Unione dei Comuni del Frignano.
Nel decimo anno di gestione del Centro, che ricorre quest’anno e che ci vede impegnate nel programma di eventi
per il decennale, abbiamo dovuto prendere la decisione, difficile e sofferta, di ritirarci dalla co-progettazione per la
nuova convenzione, a causa di condizioni metodologiche inaccettabili, poste dalla committenza, che minano i presupposti alla base delle prassi di accoglienza dei Centri Antiviolenza dove l’ascolto, fondato sull’autodeterminazione della donna, sull’anonimato, sulla riservatezza, è pratica politica e atto di libertà.
Benché la gestione da parte nostra del Centro abbia portato ad accogliere vittime di violenza con numeri crescenti
dalle 42 donne del 2016 alle 128 del 2025 e nonostante la costruzione di una ricca rete di relazioni con la cittadinanza e le associazioni del territorio, per continuare a gestire il Centro “Paola Manzini” avremmo dovuto tradire la promessa che facciamo a tutte le donne che ci chiedono supporto e aiuto, di non violare la loro privacy ed anonimato.
Ogni anno i Centri Antiviolenza della rete D.i.Re accolgono oltre 25.000 donne, che mai chiederebbero aiuto se sapessero che il loro nome e cognome dovesse essere di prassi comunicato ai Servizi sociali se avviano un percorso di fuoriuscita dalla violenza.
La delicatezza e l’importanza dell’anonimato è alla base della relazione con le donne.
Allo stesso modo è per noi inappropriato delegare la decisione se inserire una donna in Casa rifugio a personale che non è in relazione con la donna, in base a ragionamenti legati al “riempimento” delle Case e non alla sicurezza e alla riuscita dei percorsi di ospitalità delle vittime di violenza.
Gestire un Centro antiviolenza che accoglie 128 donne in un anno ed una Casa rifugio richiede una sostenibilità economica e finanziamenti certi che non avremmo avuto se avessimo sottoscritto la convenzione, alle condizioni poste, le quali specificavano il valore di finanziamento solo per gli ultimi 6 mesi del 2026, senza dare nessuna garanzia di continuità alla percentuale che l’Unione avrebbe corrisposto del totale dei fondi regionali nel proseguo della co progettazione (annualità 2027 e 2028), necessari per garantire adeguati standard di accoglienza e ospitalità.
I Centri antiviolenza sono sostenuti da finanziamenti statali strutturati, ripartiti equamente dalla Regione, ai Comuni o Unioni di Comuni sedi di CAV, in modo da garantire stabilità di azione al contrasto e alla prevenzione della violenza, ma nonostante ciò la ricaduta economica per la gestione del Centro “Paola Manzini” in questi dieci anni è sempre stata precaria e insufficiente, con un importante impegno economico da capitale associativo, sempre rendicontato.
È per noi altresì incredibile che una associazione di volontariato debba versare all’ente pubblico il 10% del contributo ricevuto a titolo di co-progettazione, nonostante la nostra Associazione abbia in questi dieci anni contribuito con migliaia di ore di volontariato. La disparità di potere è alla base delle relazioni abusanti e il nostro lavoro è aiutare le donne a riconoscerle etrovare la propria strada personale e sicura per uscire da queste situazioni. Abbiamo dovuto, nostro malgrado, decidere di uscire da una gestione in cui avremmo perso la nostra autonomia e avremmo dovuto tradire i valori dei luoghi delle donne e svendere le nostre competenze.
Garantiremo continuità contrattuale alle tre operatrici che lavoravano per il Centro, assunte a tempo indeterminato dall’Associazione, con le quali concorderemo una riorganizzazione delle attività negli altri progetti associativi.
Utilizzeremo tutte le donazioni liberali ricevute dalla generosità delle persone e delle Associazioni delle due Unioni per sostenere le donne del territorio che ne hanno necessità.
Resteremo a fianco ed a disposizione delle donne di questo territorio attraverso le nostre operatrici esperte e le nostre volontarie presso il Centro antiviolenza di Modena, assicurando il nostro supporto in rete con il Coordinamento regionale dei Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna e in relazione con la rete nazionale dei Centri antiviolenza D.i.Re.
Associazione Casa delle Donne contro la violenza ODV
Modena, 18 Maggio 2026