30/09/2026
Immaginate questa strada.
Una strada dove, secondo le rilevazioni citate da TempoNews, un veicolo su due supera il limite di velocità.
Una strada segnata, dal 2019 a oggi, da una lunga sequenza lutti e sofferenze.
Due vite spezzate: una donna di 54 anni e un uomo di 89 anni. Entrambi mortalmente investiti mentre attraversavano sulle strisce pedonali.
E poi almeno sei investimenti di persone in bicicletta: un 26enne trasportato in gravi condizioni a Bologna, una 31enne finita in Terapia Intensiva, un minorenne soccorso dall’elisoccorso e altre persone ancora, molte delle quali investite proprio in corrispondenza degli attraversamenti.
E davanti a tutto questo, una delle soluzioni adottate per aumentare la sicurezza è stata…
mettere degli archetti sulla ciclabile per rallentare le biciclette!
È qui che la contraddizione diventa dolorosa. Se vogliamo proteggere chi attraversa a piedi e chi si muove in bicicletta, siamo sicuri che sia chi va in bicicletta a dover essere rallentato?
Da una parte cogliamo l'importanza di piste ciclabili, collegamenti sicuri e una mobilità capace di unire Carpi, Migliarina e Correggio.
Dall’altra continuiamo a cercare "soluzioni" per la sicurezza stradale senza incidere sulla velocità del traffico automobilistico. Non solo non viene toccata la velocità del traffico auto, ma non viene toccata neanche quella in eccesso.
Allora la domanda da porci è questa:
👉 quando progettiamo una strada, cosa viene prima: far correre pericolosamente chi va in auto, o fare in modo che tutti possano percorrerla e attraversarla in sicurezza?
È una riflessione su come vogliamo che siano le nostre strade, le nostre città, e anche la nostra civiltà. Perché di questo si tratta, di civiltà.
L’articolo di TempoNews mette in fila fatti e contraddizioni che meritano di essere conosciuti e discussi.
L'articolo nel primo commento.