31/08/2026
UN ANNO TERRIBILE
Michelina Borsari ci ha lasciato un anno fa e con lei una mente rigorosa e creativa, un binomio assai raro. Non solo, un'intellettuale capace di uno sguardo molto ampio che attingeva da lontano e riuniva in modo fecondo. Un'intellettuale dei tempi andati.
Poi l'inverno scorso ci ha lasciato Franco Vaccari, il nostro campione fotografo-artista, conosciuto nel mondo per le sue installazioni che hanno ridefinito il concetto di fotografia nell'arte concettuale. Umano e umilmente "sociale" come quasi mai un artista.
Un'estate terribile ci ha portato via tanti, troppi.
Stefano Vercelli che aveva attraversato alcune delle esperienze teatrali più radicali del secondo Novecento e, insieme a Magda Siti, aveva portato a Modena un'esperienza che ha percorso decenni di strada e ancora cammina.
Francesco Guccini che da tempo aveva lasciato Modena ma il legame con la "piccola città bastardo posto" non era mai morto e Modena aveva rappresentato una delle tappe imprescindibili del suo percorso umano e artistico, come ancora ricorda nel suo ultino libro "Come eravamo. Giornalisti, orchestrali, ragazze allegre e altri persi per strada".
Giuliano della Casa, un modenese doc, figura chiave della cultura e delle avanguardie artistiche modenesi. I suoi acquerelli sono incantevoli svolazzi, a cui spesso accennava con il movimento della mano, incapace di stare lontano dalla pittura anche quando non dipingeva.
Guido De Maria, un modenese non doc ma legato al territorio modenese che lo aveva generato e dove è tornato alla fine di una vita segnata da grandi successi di disegnatore e ideatore di programmi televisivi come "Supergulp". A lui i Musei Civici avevano dedicato una mostra sei anni fa per ricordare il collegamento con la scuola modenese del fumetto e dell'animazione.
Franco Fontana infine che ci ha mostrato che il colore e le geometrie sono sufficienti come soggetti dell'immagine, anzi essenziali per accedere al mondo "invisibile". Il colore come esplosione di energia, di gioia e di bellezza. Un altro modenese famoso nel mondo che aveva scelto di restare a Modena.
È nell'ordine naturale delle cose, una generazione se ne va, ma ci guardiamo intorno spauriti. Improvvisamente questa città è molto più povera e questi nati prima e dopo la guerra pare non abbiano rimpiazzo.
Apprendiamo che sono stati almeno 35.000 i decessi causati dal caldo estremo di questa estate in Europa. La nostra città ha pagato un costo elevato, non solo numerico.