Stagni e Laghetti per la Conservazione della Natura

Stagni e Laghetti per la Conservazione della Natura Pagina dedicata a stagni e laghetti: piccoli habitat indispensabili per la tutela della biodiversità

Finalmente un ritrovamento di Ranatra linearis nel basso Appennino modenese!Questo particolare emittero acquatico, per n...
15/05/2026

Finalmente un ritrovamento di Ranatra linearis nel basso Appennino modenese!

Questo particolare emittero acquatico, per nulla facile da osservare in natura, fa del criptismo il suo punto di forza: rimanendo immobile, si "mimetizza" facilmente nel detrito vegetale e tra le piante acquatiche, passando spesso inosservata.
Appartenente alla famiglia Nepidae (la stessa dello scorpione d'acqua), come altri membri di questo taxon si nutre di piccoli invertebrati e larve di anfibi, afferrandoli con le zampe anteriori raptatorie, simili a quelle di una mantide.
Un'altra particolarità di questa specie è il sifone posteriore, costituito da due lunghe appendici, il quale funge da "boccaglio" permettendo alla Ranatra di respirare restando immersa con il resto del corpo.

Purtroppo, nello stagno in cui è stata rinvenuta questa splendida specie sono stati trovati anche numerosi pesci rossi. Si presume che essi siano stati introdotti di recente, poiché non sono mai stati individuati nel corso delle precedenti visite.
Il fatto è particolarmente grave poiché si tratta di un ambiente isolato e ben conservato, ricco di vegetazione non comune (Utricularia australis) e popolato da specie protette e sensibili alla presenza di ittiofauna, come il tritone crestato (Triturus carnifex) e la rana agile (Rana dalmatina).

A volte basta rimettere mano ad un vecchio laghetto per riavvolgere il nastro della successione ecologica.Quando un habi...
02/05/2026

A volte basta rimettere mano ad un vecchio laghetto per riavvolgere il nastro della successione ecologica.
Quando un habitat riparte da zero, tornano a farsi vedere specie che non si riproducevano nell'area da anni, come appunto il rospo smeraldino 🐸

21/04/2026

Realizzare uno stagno per la conservazione della natura ('wildlife pond') significa dare la possibilità a decine (o forse centinaia?) di nuove specie di colonizzare il nostro giardino, aumentando notevolmente la diversità biologica di quest'ultimo.

Nel reel è possibile avere un piccolissimo assaggio delle specie presenti in pochi metri quadri di terreno, in un'area che fino a 4 anni fa era una monocoltura di erba medica.

16/04/2026
Foto sciocchina di rito scattata ad Entomodena, in occasione della sua 63° edizione!Ringraziamo Eleonora Tomasini per lo...
16/04/2026

Foto sciocchina di rito scattata ad Entomodena, in occasione della sua 63° edizione!
Ringraziamo Eleonora Tomasini per lo scatto 🙏

Viva ENTOMODENA!

HABITAT ARTIFICIALI PER L’ULULONE APPENNINICOQuest’anno abbiamo lasciato per qualche giorno la Pianura Padana per raggiu...
28/10/2025

HABITAT ARTIFICIALI PER L’ULULONE APPENNINICO

Quest’anno abbiamo lasciato per qualche giorno la Pianura Padana per raggiungere l’Appennino Tosco-Emiliano e dare una mano all’amico erpetologo Bernardo Borri nella costruzione di habitat artificiali dedicati all’Ululone appenninico (Bombina pachypus) allo scopo di favorirne la riproduzione.

Questa specie è senza dubbio una delle più minacciate nel nostro paese, in quanto, oltre a soffrire della perdita/alterazione degli habitat e degli effetti del cambiamento climatico, risulta particolarmente suscettibile alla chitridiomicosi, patologia fungina di origine asiatica che a livello globale ha contribuito all’estinzione di ben 90 specie e al declino di altre 500 (per tale motivo, allo scopo di evitare contaminazioni accidentali, attrezzature e calzature sono state disinfettate prima di raggiungere il sito).

Vista la forte rarefazione subita da Bombina pachypus negli ultimi decenni, risulta fondamentale favorirne la sopravvivenza, fornendo ad esempio ambienti riproduttivi specifici e studiati per questa specie. In natura, l’ululone si riproduce in microhabitat acquatici di piccole dimensioni (in genere pozze poco profonde, temporanee e soleggiate) ma è anche in grado di sfruttare manufatti umani come abbeveratoi, vasche irrigue e piccoli fossi. Un altro fattore importante è il paesaggio circostante, in quanto la specie appare favorita da un ambiente a mosaico, con alternanza di zone aperte e zone boscate, tipiche dei paesaggi rurali collinari e montani. Seguendo queste linee guida, sono stati quindi installati alcuni mastelli dotati di rampe di risalita, in prossimità di ambienti già colonizzati dalla specie.

Ringraziamo Bernardo per l'organizzazione della spedizione, per l'ospitalità e per averci dato la possibilità di osservare l’ululone nel suo ambiente naturale. Ringraziamo anche per il prezioso aiuto e per la compagnia: Aurora Estibal, Simone Rossini e i mitologici Giacomo Bruni, Andrea Aiello e Andrea Vannini (Dr. Andrea Vannini - Biologo ambientale).

Indirizzo

Modena

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