Amnesty International Miranese e Riviera del Brenta

Amnesty International Miranese e Riviera del Brenta Pagina ufficiale del Gruppo Italia 147 del Miranese e Riviera del Brenta di Amnesty International

03/09/2026

L'Unione europea sta valutando "hub di rimpatrio" per le persone migranti in paesi fuori dell'Europa, rischiando violazioni dei diritti umani.

01/09/2026

Naji al-Ali è stato un artista palestinese, rimasto nella storia per i suoi cartoon di critica e lotta politica. Tra questi senza dubbio il più noto è "Handala", il bambino palestinese ritratto sempre di spalle, simbolo della lotta contro l'occupazione illegale da parte di Israele del territorio palestinese, ma anche osservatore delle guerre e dei conflitti nel mondo. Il volto di Handala sarà "rivelato solo quando i rifugiati palestinesi torneranno in patria". La stessa patria in cui Naji al-Ali non è mai potuto rientrare perché il 29 agosto 1987 è morto, ucciso da un colpo di pi***la per il quale ancora oggi non è stata fatta giustizia. È sepolto fuori Londra, perché è stato impossibile riportarlo a casa. Oggi lo vogliamo ricordare così, con un'opera donata postuma dalla sua famiglia ad Amnesty International per l'abolizione della pena di morte, mentre continuiamo a chiedere lo stop al genocidio a Gaza e la fine dell'occupazione illegale e dell'apartheid di Israele nel territorio palestinese.

27/08/2026

Lev Shlosberg, vicepresidente di Yabloko, noto dissidente e giornalista russo, è stato condannato a 11 anni e un mese di colonia penale.

27/08/2026

La Corte europea dei diritti umani si è espressa per la terza volta sul caso Osman Kavala, confermando l'illegalità della detenzione.

26/08/2026

A Hong Kong l'avvocata Chow Hang-tung e il sindacalista Lee Cheuk-yan sono stati giudicati colpevoli di “incitamento alla sovversione” ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020. L'entità della condanna non è ancora stata stabilita, ma rischiano fino a 10 anni di carcere. La loro colpa? Aver commemorato pacificamente la repressione di Tienanmen del 1989, uno dei capitoli più oscuri della recente storia cinese. Chow Hang-tung e Lee Cheuk-yan sono due prigionieri di coscienza e devono essere liberati!

Qui l'appello per Chow Hang-tung: https://bit.ly/4zO9zYb

20/08/2026

L’accordo Italia-Albania per l’esternalizzazione della detenzione di persone migranti e richiedenti asilo mette a rischio la loro incolumità, la loro libertà e i loro diritti umani.

A poche settimane dai fatti di Ceuta, che hanno messo in evidenza i pericoli delle politiche migratorie dell’Unione europea, basate sull’esclusione e sul confinamento, nella nostra nuova ricerca “Italia: la detenzione extraterritoriale delle persone migranti e gli obblighi in materia di diritti umani”, esaminiamo l’accordo che ha istituito due centri in Albania gestiti dalle autorità italiane: https://bit.ly/4g4GOP0

Un accordo che ha comportato il trasferimento forzato, il trattenimento di centinaia di persone, prevalentemente razzializzate, e un accesso fortemente limitato all'assistenza legale. Non solo: le condizioni detentive e il grave costo umano delle politiche di esternalizzazione dell’Italia potrebbero aver contribuito anche a indurre alcune persone detenute a compiere atti di autolesionismo o a tentare il suicidio.

Chiediamo all’Italia di porre fine all'accordo con l'Albania, la cui attuazione si è dimostrata incompatibile con gli obblighi in materia di diritti umani, e all'Unione europea di non replicare crudeli meccanismi analoghi per contrastare la migrazione.

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L'opera nella foto è stata realizzata da Laika

18/08/2026

Quanto sta accadendo a Qusra, nel Territorio palestinese occupato, è tutto meno che un caso isolato: è il frutto dell’incessante aumento delle azioni coordinate di terrore dei coloni. Queste azioni sono permesse, sostenute e finanziate dallo stato di Israele con l’obiettivo di sfollare la popolazione palestinese della Cisgiordania occupata.

14/08/2026

Lebanon’s decision to abolish the death penalty marks a major milestone and a victory for human rights in the country. Justice must be rooted in human rights, not in an irreversible and cruel punishment. After more than two decades without executions, today’s step transforms a precarious hiatus in executions into lasting legal protection upholding the right to life and bringing Lebanon in line with the global trend towards abolition.

The passing of this law is testament to the decades of tireless advocacy by Lebanese human rights defenders and organizations, as well as the leadership of key officials who recognized the death penalty as a cruel and inhuman punishment, often imposed after unfair proceedings and the burden of which frequently falls on those at most disadvantage.

07/08/2026

Andrea Soldi è un ragazzo solare, allegro, grande tifoso del Torino. Ha una bellissima famiglia e ammira il passato in Marina del padre. Proprio per questo, decide di diventare militare.
A 20 anni, però, cambia tutto.

Al giuramento, la famiglia nota un Andrea diverso, dimagrito e più silenzioso. Dopo qualche mese, non riuscendo a contattarlo, il papà e la sorella si recano in caserma, dove riescono a vederlo soltanto insistendo. Andrea è in crisi catatonica da 48 ore scende
le scale barcollando, è spaventato.

Inizia così una trafila di visite specialistiche e arriva la diagnosi: schizofrenia paranoide.
Trascorrono anni di alti e bassi, anni di cure, anni in cui Andrea non mostra segni di violenza, anni che documenta in un diario, trovato dal papà dopo la morte.

Si arriva così al 2015: Andrea cambia casa e, per questo, anche medico curante. Gli viene prescritto un farmaco con effetti pesanti, la famiglia è preoccupata e chiede più volte aiuto. Il 4 agosto il medico chiama il padre per avvisarlo che avrebbero potuto procedere a un Trattamento sanitario obbligatorio. Era già successo e Andrea aveva sempre collaborato, perché sapeva di non stare bene. Il pomeriggio del 5 agosto il padre indica al medico la panchina dove si siede sempre Andrea e si allontana, come gli viene suggerito di fare.

Sono le 14.30, alle 15.45 Andrea muore.

Sul posto, oltre a medico e infermiere, sono presenti tre agenti della polizia municipale: la situazione degenera, due gli fermano le braccia, l’altro attiva una manovra di contenimento che lo fa svenire. A questo punto, incosciente, Andrea viene condotto a terra con violenza, ammanettato con le braccia dietro la schiena e mantenuto in posizione prona per un tempo prolungato, nonostante manifesti segni di soffocamento.

Viene caricato in posizione prona in ambulanza, ancora incosciente. All’arrivo in ospedale, un’infermiera deve urlare più volte chiedendo che gli siano tolte le manette. Provano a rianimarlo ma non c’è nulla da fare. Andrea muore per asfissia da strangolamento. Il giorno dopo, la famiglia si reca in ospedale e il dottore li avvisa di voler procedere all’autopsia, dato che Andrea è arrivato già morto in ospedale.

Inizia così un lungo processo, durato 5 anni.

Il 19 ottobre 2020 la Corte d’appello di Torino emette la sentenza nel processo confermando, ma riducendo di due mesi, le condanne a un anno e otto mesi infitte nel maggio 2018, in primo grado, per omicidio colposo nei confronti di un medico psichiatra e di tre agenti della Polizia municipale. Nessun giorno di carcere e niente risarcimento per la famiglia, che viene invece pagato dal Comune.

Nel 2022 la Corte di cassazione conferma quanto espresso nei primi due gradi di giudizio. Rigettati i ricorsi degli imputati e confermate le quattro condanne a 18 mesi .

Foto: Antonio De Matteo

30/07/2026

La guerra non ferma la repressione delle autorità iraniane che, anzi, la stanno usando come scusa per punire chi ha preso parte alle proteste del gennaio 2026. Decine di persone sono già state messe a morte, tra cui due uomini impiccati pubblicamente ieri nella città di Ishafan. Oltre 60 persone restano a rischio di esecuzione.

Sempre dalla parte delle persone che continuano a chiedere libertà e giustizia.

Indirizzo

Via Paganini 2/B
Mirano
30035

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