12/11/2025
Tra i contributi più chiari che spiegano perché opporsi decisamente alla galleria Minori-Maiori, vi proponiamo un articolo a firma dell'avvocato Matteo Merolla pubblicato oggi.
Si tratta di considerazioni di assoluto buon senso che chiunque può recepire e condividere e che da anni cerchiamo di esporre ai cittadini.
Siamo lieti che siano ribadite da una persona esterna al comitato.
IL PROGETTO: LA MONTAGNA PARTORISCE IL TUNNEL!
Il programma è una variante in galleria di circa 730 metri lungo la SS 163 "Amalfitana", tra Maiori e Minori, nel tratto noto come "Torricella".
Obiettivo dichiarato: eliminare il semaforo e "fluidificare il traffico".
Obiettivo nobilitato: trasformare la Torricella in una passeggiata a mare pedonale unica al mondo.
Da infrastruttura pesante a "progetto poetico"; come se bastasse aggiungere "passeggiata" a una colata di cemento per trasformarla in arte ambientale, per far digerire un tunnel di cemento sotto una delle coste più iconiche d'Europa.
Se davvero l'obiettivo è creare una passeggiata panoramica, la galleria è inutile.
Basta una passerella a sbalzo laterale, come quella che la Soprintendenza ha già autorizzato a Positano in sede di ampliamento della stessa SS 163, peraltro carrabile e molto più impattante.
Dunque, non si usi la Soprintendenza come alibi.
Perché dire NO: il buon senso non si scava
1. Il paesaggio non è un optional.
Stiamo parlando della Costiera Amalfitana, patrimonio UNESCO, un mosaico di storia, rocce, mare, viti e limoni.
E qualcuno vorrebbe piantarci un condotto di cemento da 18 milioni? Per "passeggiare meglio"?
È come dire che per godersi un tramonto bisogna chiudere il cielo con una serranda d'acciaio.
2. La passerella, non la galleria.
Se davvero il fine è la pedonalizzazione della "Torricella" per l'intera sua ampiezza, la soluzione è molto più semplice e conveniente: una passerella a sbalzo sul mare adiacente al tratto di SS 163, leggera, elegante, economica e perfettamente integrabile nel paesaggio.
Allora, domandiamoci: cosa impatta di più, il buco della galleria o uno sbalzo di un metro e mezzo?
E non ci si venga a raccontare che "la Soprintendenza non approverebbe una passerella a sbalzo": l'ha già approvata a Positano, per un intervento molto più invasivo.
L'impatto visivo di un piccolo sbalzo può essere attenuato e mimetizzato con vegetazione e strutture leggere, margari con il vetro ed un colonnato ad archi.
E a chi dirà che "un marciapiede di un metro e mezzo è troppo stretto", rispondiamo: perché, i marciapiedi normalmente quanto sono larghi?!
Nelle Cinque Terre, in Liguria, per la celebre "Via dell'Amore" (tra Riomaggiore e Manarola) viene segnalata una larghezza "caratteristica" di 1,5-2,0 metri: mica da sede autostradale.
Ma, del resto, i locali sentieri dei limoni e degli Dei, per quest'ultimo migliaia di camminatori al giorno: quanto sono ampi?!
Mentre, oggi, tra Minori e Maiori si passeggia a rischio e pericolo addirittura sulla carreggiata, direttamente sull'asfalto tra le auto e, quindi, la passerella larga un metro e mezzo sarebbe più che adeguata ed esaudiente, letteralmente un miglioramento tangibile e immediato, non solo più sicuro, ma anche più umano.
3.Questione di costi (e di logica).
18 milioni per una galleria da 730 metri equivalgono a un investimento da 25.000 euro al metro.
Una passerella sospesa costerebbe una frazione infinitesimale e si costruirebbe in mesi, non in anni.
Ma ovviamente, una passerella non muove lo stesso giro d'affari, d'appalti e subappalti, di progettazioni, di "studi di fattibilità", di colate di calcestruzzo.
Ma evidentemente, nel Paese del "facciamolo grande e di cemento" (vedi localmente l'auditorium di Ravello), la semplicità non fa curriculum. Del resto, in Italia, si sa: meno cemento, meno interesse.
4. Il falso mito del traffico.
Partiamo dal presupposto che oggettivamente ed, indi, sfidando chiunque a contraddire, che il semaforo alla Torricella da sempre rende fluido e senza contrattempi il transito veicolare in quel punto, laddove, invero, gli unici inconvenienti sono determinati dagli imbecilli alla guida, ciclisti compresi, che pretendono di circolare malgrado il rosso.
Mentre, ancora, il traffico della Costiera è stagionale.
Una galleria là non risolverà nulla: appena esci dal tunnel variante ti ritrovi bello ed incolonnato a Minori o Maiori, o pochi metri più in là, nel cosiddetto "Stretto di Minori", o al bivio di Castiglione di Ravello, o ad Amalfi, dall'Hotel Luna all'Hotel Santa Caterina.
Le vere soluzioni sono altre: trasporti pubblici efficienti, limitazioni d'accesso, navette, traghetti, parcheggi decentrati, magari gallerie, si, ma in altri posti ed in altre ben più oblunghe e tortuose strettoie per baypassare angusti centri urbani, non per collegarli più velocemente.
5.Geologia, rischio, paesaggio.
Il territorio è fragile, geologicamente instabile, peraltro vincolato.
Scavare lì non è solo un rischio concreto, ma anche uno scempio estetico: la vincolata "Grotta dell'Annunziata" e la presenza di cavità marine.
Davvero vogliamo sfidare e deturpare la natura per guadagnare tre minuti d'orologio tra un paese e l'altro? Per poi seguitare a rimanere imbottigliati per ore nel traffico appena più avanti?
"La più bella passeggiata del mondo"
La narrazione per addolcire la pillola è questa: non un tunnel, ma una "passeggiata pedonale da sogno".
Splendido! Ma se lo scopo è la passeggiata, perché partire dal buco invece che dal balcone?
È come dire: voglio guardare il mare, quindi costruisco un garage sotterraneo.
"Progresso" o pretesto?
C'è chi lo chiama sviluppo.
Noi lo chiamiamo "sperpero con vista mare".
Perché 18 milioni di euro per un tunnel variante pressoché inutile a livello veicolare non sono progresso, ma un esercizio di potere travestito da modernità.
Non serve un buco nel fianco della montagna per capire che il problema non è la variante, ma la mentalità complessiva di gestione del territorio e delle sue criticità.
Lo ha detto anche Mario Tozzi, non un attivista ma un geologo serio:
"Il progresso non si misura in acciaio, cemento e asfalto,
ma in convivenza armonica con il mondo naturale."
Non è questione di romanticismo ambientalista, ma di buon senso civico.
Se non ora, quando?
È tempo di alzare la testa (e la voce).
Non è solo una questione paesaggistica, ma culturale, morale, identitaria.
È il momento di scrivere, reclamare, far rumore.
Pretendete che la soluzione della passerella venga messa sul tavolo come alternativa ufficiale, che la fattibilità della passerella venga valutata comparativamente al progetto di variante in galleria, tanto in piena trasparenza e pubblica discussione.
E soprattutto, non lasciare che la rassegnazione ci scavi dentro come la galleria che vogliono scavare.
Il paesaggio non è una proprietà privata da bucare a piacere: è un bene comune, e come tale va difeso dalla collettività locale tutta.
Facciamo la passerella dell'anima
Questo non è un semplice progetto stradale. È un banco di prova di civiltà.
Questo non è un no a tutto.
È un sì al buon senso.
Un sì alla bellezza, alla sobrietà, alla tutela del territorio, alla cura e al rispetto del paesaggio.
La galleria Maiori-Minori non è progresso: è un buco nero che inghiotte senso, bellezza e intelligenza.
La Costiera non ha bisogno di "un buco con niente intorno".
Ha bisogno di rispetto, non di ruspe.
La passerella, invece, è una carezza al paesaggio, una dichiarazione d'amore per la Costiera, per la sua anima fragile e luminosa.
E se proprio dobbiamo costruire qualcosa, che sia una "passerella dell'anima", sospesa tra il mare e il cielo, e non un tunnel verso l'assurdo.
di Matteo Merolla - Il progetto: la montagna partorisce il tunnel Il programma è una variante in galleria di circa 730 metri lungo la SS 163 "Amalfitana", tra Maiori e Minori, nel tratto noto come "Torricella". Obiettivo dichiarato: eliminare il semaforo e "fluidificare il traffico". Obiettivo nobi...