30/09/2026
RELAZIONE DI APERTURA DEL CONGRESSO PROVINCIALE - CUB SANITÀ MILANO E PROVINCIA
apriamo oggi il Congresso provinciale della CUB Sanità di Milano e Provincia in una fase nella quale abbiamo alle spalle un periodo complesso, caratterizzato da cambiamenti importanti nella nostra organizzazione, da difficoltà interne, ma anche da risultati concreti ottenuti nella difesa dei lavoratori.
Credo quindi che il primo compito di questo Congresso sia quello di guardare con lucidità a ciò che abbiamo fatto, senza nascondere gli errori e le difficoltà, ma anche senza sottovalutare i risultati raggiunti.
Perché un sindacato si giudica soprattutto da una cosa: dalla capacità di difendere concretamente chi lavora.
E in questi anni abbiamo dimostrato che, anche nelle condizioni difficili nelle quali operiamo, è possibile ottenere risultati.
I RISULTATI DEL LAVORO SINDACALE
Nell'ultimo mandato abbiamo affrontato numerose vertenze e trattative che hanno prodotto risultati importanti.
Abbiamo ottenuto il riconoscimento del livello degli OSS in situazioni nelle quali questo riconoscimento non veniva applicato correttamente.
Abbiamo ottenuto il pagamento degli arretrati relativi alla vestizione e alla consegna, affrontando una questione che riguarda concretamente il tempo e il lavoro delle persone.
Abbiamo ottenuto il riconoscimento della mensa aziendale anche laddove non era prevista, così come abbiamo conquistato gratifiche economiche non previste dal contratto.
In diverse situazioni siamo riusciti a ottenere aumenti salariali superiori a quelli previsti dal CCNL.
Questi risultati non sono arrivati per caso.
Sono il prodotto dell'attività sindacale, delle trattative, della pressione esercitata sui datori di lavoro e, quando necessario, della capacità di portare le vertenze davanti alla magistratura.
Dove la trattativa non è stata sufficiente, infatti, abbiamo scelto di utilizzare anche lo strumento giudiziario.
Abbiamo avviato cause sulla vestizione e consegna, abbiamo seguito procedure relative ai fallimenti, abbiamo lavorato sul recupero dei crediti dei lavoratori e su altre situazioni nelle quali il confronto sindacale non era più sufficiente a garantire il rispetto dei diritti.
Questo punto è importante.
La trattativa sindacale è uno strumento fondamentale, ma non può diventare un fine in sé.
Se il confronto produce un risultato per i lavoratori, la trattativa ha una funzione positiva.
Quando invece la controparte utilizza la trattativa soltanto per prendere tempo, evitare responsabilità o impedire il riconoscimento di diritti, il sindacato deve essere in grado di utilizzare tutti gli strumenti disponibili.
La trattativa e la vertenza giudiziaria non sono strumenti alternativi: sono strumenti che devono essere utilizzati in funzione dell'obiettivo di difendere il lavoratore.
LA DIFESA INDIVIDUALE
Accanto alle grandi vertenze, c'è poi un'altra parte del nostro lavoro che spesso rimane meno visibile.
È la difesa quotidiana delle singole lavoratrici e dei singoli lavoratori.
Abbiamo affrontato problemi individuali di ogni tipo: contestazioni, problemi contrattuali, questioni salariali, licenziamenti, provvedimenti disciplinari, mancato riconoscimento di diritti.
E abbiamo difeso e stiamo difendendo lavoratori licenziati, perseguitati o sottoposti a pressioni da parte dei datori di lavoro.
Anche questo è fare sindacato.
Perché dietro ogni vertenza collettiva ci sono persone concrete.
E dietro ogni problema individuale c'è spesso una condizione che può riguardare domani decine o centinaia di altri lavoratori.
Quando difendiamo un lavoratore contro un'ingiustizia, non stiamo semplicemente risolvendo un problema personale.
Stiamo stabilendo un principio: il lavoratore non è solo davanti al padrone.
Questo deve continuare a essere uno dei tratti fondamentali della CUB Sanità.
LE DIFFICOLTÀ ORGANIZZATIVE
Ma un Congresso serio non può parlare soltanto dei risultati.
Dobbiamo parlare anche delle nostre difficoltà.
Nell'ultimo periodo abbiamo attraversato una fase di forte cambiamento nella struttura della CUB Sanità di Milano.
Nonostante le difficoltà e nonostante i problemi provocati anche da alcuni vecchi componenti dell'organizzazione, siamo riusciti a mantenere sostanzialmente invariato il numero degli iscritti.
Questo è un dato importante.
Ma sarebbe sbagliato fermarsi al dato numerico.
Un'organizzazione sindacale non vive soltanto attraverso il numero delle tessere.
Vive attraverso la partecipazione, gli organismi, i delegati, le assemblee, la capacità di discutere collettivamente e di prendere decisioni.
E proprio su questo terreno dobbiamo fare una riflessione seria.
Abbiamo avuto una struttura nella quale, invece di avere organismi sindacali realmente funzionanti, troppe decisioni finivano per essere concentrate nelle mani di una sola persona.
Si è creato un clima di conflitto permanente che ha progressivamente allontanato molti lavoratori dagli organismi.
Non dobbiamo ripetere quell'esperienza.
Ma dobbiamo anche evitare l'errore opposto: pensare che basti cambiare le persone perché automaticamente torni a funzionare la democrazia sindacale.
La democrazia organizzativa deve essere costruita e praticata quotidianamente.
Oggi abbiamo una situazione diversa.
Abbiamo la possibilità di ricostruire pienamente gli organismi della CUB Sanità Milano e Provincia.
Ed è uno degli obiettivi principali del prossimo mandato.
IL SINDACATO NON È UNA TESSERA
Dobbiamo però chiarire anche un altro principio.
Essere iscritti alla CUB Sanità Milano e Provincia è importante, ma non significa automaticamente essere delegati o dirigenti dell'organizzazione.
Il delegato non è semplicemente una persona che possiede una tessera sindacale.
Il delegato rappresenta i lavoratori.
Deve essere disposto a difendere i colleghi anche quando questa difesa è difficile, anche quando comporta un conflitto, anche quando non produce un vantaggio personale.
Deve condividere gli obiettivi fondamentali dell'organizzazione e, soprattutto, deve comprendere che il proprio ruolo non è quello di rappresentare se stesso.
È quello di rappresentare i lavoratori.
Abbiamo visto, nell'ultimo periodo, situazioni nelle quali alcuni vecchi delegati hanno progressivamente abbandonato la difesa dei lavoratori fino ad assumere posizioni vicine alle esigenze dei datori di lavoro.
Questo non deve più accadere.
Non perché il delegato debba essere una persona che non può discutere o dissentire.
Al contrario: un'organizzazione democratica deve consentire il dissenso, la discussione e il confronto.
Ma una cosa è discutere all'interno dell'organizzazione.
Un'altra cosa è utilizzare il ruolo di rappresentante dei lavoratori per sostenere interessi che sono in contrasto con la loro difesa.
Per questo dobbiamo discutere una modifica del nostro funzionamento: il delegato deve essere eletto dai colleghi, ma deve anche condividere i principi, gli obiettivi e l'impostazione generale della CUB Sanità Milano e Provincia.
Non vogliamo delegati obbedienti.
Vogliamo delegati consapevoli, democraticamente eletti, capaci di discutere e capaci soprattutto di difendere i propri colleghi.
LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI
C'è poi un'altra questione che dobbiamo affrontare con chiarezza.
Non possiamo pensare che il sindacato possa ottenere tutto al posto dei lavoratori.
Il sindacato può aprire una trattativa.
Può presentare una vertenza.
Può rivolgersi a un avvocato.
Può fare una causa.
Può organizzare uno sciopero.
Può costruire un rapporto di forza.
Ma il rapporto di forza non nasce dal nulla.
Nasce dalla partecipazione dei lavoratori.
Se i lavoratori non partecipano alle assemblee, non discutono, non si espongono, non scioperano quando è necessario, non sostengono le vertenze e non costruiscono una presenza sindacale nei luoghi di lavoro, la capacità contrattuale del sindacato rimane inevitabilmente limitata.
Questo non significa colpevolizzare i lavoratori.
Significa comprendere una realtà molto semplice: il datore di lavoro dispone di un potere economico e organizzativo che il singolo lavoratore non può contrastare da solo.
La forza del lavoratore nasce dall'organizzazione collettiva.
Per questo nel prossimo mandato dobbiamo realizzare una vera campagna di partecipazione sindacale.
Dobbiamo spiegare ai lavoratori che ogni conquista ottenuta dalla CUB non è semplicemente il risultato dell'attività di alcuni dirigenti o delegati.
È il risultato di una forza collettiva.
E dobbiamo anche essere onesti con i lavoratori.
Non possiamo promettere risultati senza chiedere partecipazione.
Non possiamo dire che tutto si può ottenere attraverso una semplice trattativa.
Se vogliamo cambiare i rapporti di forza, dobbiamo essere disposti a costruire la mobilitazione necessaria per cambiarli.
OLTRE LA SINGOLA VERTENZA
Ma c'è un livello ancora più importante.
La nostra attività quotidiana ci permette di risolvere molti problemi.
Possiamo recuperare una somma non pagata.
Possiamo ottenere un livello corretto.
Possiamo difendere un lavoratore licenziato.
Possiamo ottenere il pagamento della vestizione.
Possiamo ottenere una mensa o una gratifica.
Possiamo vincere una causa.
Tutto questo è necessario.
Ma non è sufficiente.
Perché se continuiamo semplicemente a risolvere un problema dopo l'altro, senza intervenire sulle cause che producono continuamente quei problemi, saremo costretti a rincorrere per sempre le conseguenze.
Per questo il prossimo periodo deve avere anche un obiettivo politico e sindacale più ambizioso:
lottare per cambiamenti strutturali e normativi nella sanità lombarda e a livello nazionale.
Non dobbiamo illuderci che questi cambiamenti possano arrivare rapidamente.
Non arriveranno attraverso una singola vertenza.
Non arriveranno attraverso una sola manifestazione.
Non arriveranno semplicemente presentando una richiesta alle istituzioni.
Richiedono un lavoro sindacale lungo, una capacità di costruire consenso tra i lavoratori e una mobilitazione che sappia collegare i problemi dei singoli luoghi di lavoro alle scelte complessive sulla sanità.
La sanità lombarda non può essere considerata soltanto dal punto di vista dell'organizzazione delle aziende.
Dobbiamo parlare di qualità del servizio, condizioni di lavoro, salari, organici, precarietà, esternalizzazioni, appalti, sicurezza e accessibilità delle cure.
E dobbiamo collegare questi problemi.
Perché non sono questioni separate.
Quando mancano lavoratori, peggiorano le condizioni di chi lavora e contemporaneamente peggiora la qualità del servizio.
Quando il lavoro viene precarizzato, diminuisce la capacità dei lavoratori di opporsi agli abusi.
Quando le attività vengono frammentate attraverso appalti e subappalti, diventa più difficile costruire una tutela collettiva omogenea.
Quando la sanità viene organizzata prevalentemente secondo logiche economiche, il rischio è che il lavoro e il diritto alla salute vengano subordinati a quelle logiche.
Per questo dobbiamo porci l'obiettivo di intervenire anche sul piano legislativo e istituzionale.
I QUATTRO OBIETTIVI DEL PROSSIMO MANDATO
Da questa discussione, a mio avviso, emergono quattro obiettivi fondamentali.
Primo: dobbiamo ripristinare e rafforzare il pieno funzionamento democratico degli organismi sindacali.
Il direttivo, la segreteria e gli altri organismi devono essere luoghi reali di discussione, decisione e verifica.
La responsabilità non può essere concentrata nelle mani di una sola persona.
Secondo: dobbiamo costruire un direttivo e una segreteria qualificati, capaci di portare avanti il programma politico e sindacale della CUB Sanità Milano e Provincia.
Servono competenze, continuità, responsabilità e soprattutto una reale capacità di lavorare collettivamente.
Terzo: dobbiamo coinvolgere sempre di più i lavoratori.
Non soltanto quando c'è una vertenza.
Non soltanto quando serve uno sciopero.
Non soltanto quando bisogna raccogliere adesioni.
La partecipazione deve diventare una caratteristica permanente della nostra organizzazione.
Quarto: dobbiamo lottare per cambiamenti strutturali e normativi a livello regionale e nazionale.
Dobbiamo passare dalla sola difesa delle conseguenze alla battaglia sulle cause.
Dalla singola vertenza alla costruzione di una politica sindacale sulla sanità.
CONCLUSIONE
Compagne e compagni,
abbiamo attraversato un periodo difficile.
Abbiamo avuto problemi organizzativi, conflitti interni, riduzione delle persone che lavorano quotidianamente nella struttura: nell'ufficio, dove prima operavano tre persone, oggi ne abbiamo una.
Eppure, nonostante tutto questo, la CUB Sanità di Milano e Provincia è rimasta in campo.
Abbiamo mantenuto i nostri iscritti.
Abbiamo continuato a fare vertenze.
Abbiamo ottenuto risultati.
Abbiamo fatto cause.
Abbiamo recuperato soldi.
Abbiamo difeso lavoratori.
Abbiamo difeso persone licenziate.
Abbiamo continuato a essere presenti nei luoghi di lavoro.
Questo significa che esiste una base sulla quale costruire il prossimo mandato.
Ma non dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo fatto.
Il Congresso non serve a celebrare il passato.
Serve a decidere come affrontare il futuro.
E il futuro richiede una CUB Sanità più democratica, più partecipata, più organizzata e più capace di intervenire politicamente.
Una CUB nella quale gli organismi funzionino davvero.
Una CUB nella quale i delegati siano espressione dei lavoratori e siano realmente impegnati nella loro difesa.
Una CUB nella quale nessuno possa pensare che la tessera sindacale sia un titolo personale o uno strumento per perseguire interessi individuali.
Una CUB nella quale il conflitto non sia ricercato per principio, ma non venga nemmeno evitato quando è necessario difendere i lavoratori.
Una CUB che sappia trattare quando la trattativa serve.
Che sappia andare in tribunale quando è necessario.
Che sappia scioperare quando la mobilitazione è indispensabile.
E soprattutto una CUB che sappia spiegare ai lavoratori una verità fondamentale:
nessun sindacato può sostituire la forza dei lavoratori organizzati.
Possiamo costruire gli strumenti.
Possiamo organizzare le vertenze.
Possiamo mettere a disposizione competenze e professionalità.
Possiamo stare al fianco di chi viene colpito.
Ma il salto di qualità sarà possibile soltanto quando riusciremo a trasformare la partecipazione dei singoli nella forza collettiva dei lavoratori.
Questo è il compito che abbiamo davanti.
Difendere ciò che abbiamo conquistato.
Correggere gli errori commessi.
Ricostruire pienamente la nostra organizzazione.
Aumentare la partecipazione.
E costruire una battaglia più ampia per cambiare le condizioni di lavoro e il modello di sanità nel quale lavoriamo.
Con questo spirito apriamo il Congresso della CUB Sanità Milano e Provincia.
Non per dire che abbiamo già raggiunto il nostro obiettivo.
Ma per decidere insieme come continuare la lotta.