24/06/2026
► NON SI LAVORA PER VIVERE SOTTOMESSI ◄
Nel novembre del 2025, nel Centro di Smistamento di Poste Italiane di Peschiera Borromeo (il maggiore d'Italia, con oltre 800 dipendenti), il lavoratore e iscritto di SLG-CUB Poste chiese di poter uscire un'ora prima, in quanto avrebbe dovuto accompagnare la propria figlioletta, di 9 anni, a svolgere una visita medica. Questa richiesta, però, non fu accolta, in nessuna maniera, come se i capi non dessero alcun peso alle motivazioni esposte dal lavoratore.
Per questo motivo, dopo una lunga discussione, il lavoratore decise di non lasciarsi intimidire né scoraggiare dalla ingiustificata opposizione aziendale e comunicò che sarebbe comunque uscito per adempiere ai propri doveri di genitore, mettendo al primo posto la tutela della minore. Perciò, SLG-CUB Poste, segnalò questa vicenda, oltre che alla sede legale di Poste Italiane, anche al Dipartimento per le politiche della famiglia, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
A conferma della sua lealtà, e a dissipare ogni dubbio sulla veridicità della sua esigenza di cura genitoriale, il giorno successivo, il lavoratore fornì a Poste italiane l'attestazione medica della visita effettuata alla bambina. Alla luce di tutto ciò, il responsabile della macro regione nord ovest di Poste Italiane non volle sentire ragioni e inflisse al lavoratore un'ora di multa. A questo punto, SLG-CUB Poste segnalò la questione anche al Garante per la tutela dei minori e fragilità della Regione Lombardia.
Intanto, una volta multato, il lavoratore chiese una riunione del collegio di conciliazione e arbitrato, esistente all'Ispettorato del lavoro, per dirimere la controversia bonariamente, ma Poste Italiane rifiutò di partecipare e addirittura fece causa contro il lavoratore, per gravarlo di ulteriori oneri. Il tribunale di Milano, però, non appena lette le carte relative alla vicenda, oggi ha annullato la multa e condannato Poste Italiane al pagamento delle spese legali. Non è ancora pubblicata la sentenza con le motivazioni.
La morale di questa storia è che se questo lavoratore si fosse fatto dettare la propria vita dalle decisioni assurde di Poste Italiane, non avrebbe dovuto portare la bambina alla visita medica, passando per un cattivo genitore, oppure avrebbe dovuto sopportare la punizione di un'ora di multa, passando per un cattivo lavoratore. Fortunatamente, non è questa la mentalità che promuove SLG-CUB Poste, e, dunque, la vista medica è stata fatta e la multa annullata.
Questo pronunciamento giudiziario, positivo, del tribunale di Milano, segue di pochi giorni, quello del tribunale di Messina, dove, altri lavoratori iscritti di SLG-CUB Poste, hanno ottenuto il riconoscimento del livello superiore "C", che chiedevano dal 2014 e che Poste Italiane non aveva voluto accordare. Il tribunale, analizzati i fatti, ha dato ragione ai lavoratori, con migliaia di euro di arretrati, per ciascuno.
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