SLG CUB Poste

SLG CUB Poste Sindacato Lavoro Giustizia-CUB della Base dei Lavoratori di Poste Italiane. Tratta temi sindacali e sociali.

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► RIDURRE I DISAGI, SENZA ASSUMERE IL PERSONALE? ◄Ancora un mese di proclamazione dello sciopero degli straordinari, ini...
02/06/2026

► RIDURRE I DISAGI, SENZA ASSUMERE IL PERSONALE? ◄

Ancora un mese di proclamazione dello sciopero degli straordinari, iniziato dal 27 maggio scorso e fino al 26 giugno prossimo. Come mai? La risposta è semplice. Perché Poste Italiane continua a ridurre il personale, nella convinzione di poter scaricare la massa del lavoro di chi è andato via sui pochi superstiti rimasti, con più stress, malattie e infortuni. Altrimenti, come si fanno gli utili economici?

Il problema è che oltre centomila posti di lavoro sono stati persi, negli ultimi 30 anni, secondo la tesi politica speculativa, stabilita a tavolino, che, praticamente, la posta non servisse più. Lo stesso dall'amministratore delegato, nel 2024, spiegò che gli utenti ricevono una lettera ogni "10 giorni", come se non arrivassero più bollette, raccomandate, patenti, multe e tanti altri atti e spedizioni di ogni genere.

Ma, in Poste Italiane la sanno lunga... E ancora più lunga la sanno i politici, al Governo e in Parlamento, con l'ennesima riconferma plaudente dell'amministratore delegato dei "10 giorni". Tuttavia, sempre più comuni italiani sono in crisi di astinenza da servizio postale, con la corrispondenza che si accumula nelle sedi di Poste Italiane, in quanto vi è una enorme carenza nazionale di personale, che SLG-CUB Poste ha sempre quantificato in 90mila unità.

Ecco perché l'ennesimo sciopero degli straordinari, per chiarire che senza personale non si può lavorare e per tutelare i lavoratori da una gestione aziendale che provoca stress e toglie posti di lavoro. Lo capiranno i grandi capi di Poste Italiane? No, non lo capiranno, perché, da oltre 30 anni, si sentono coperti da quel livello politico (il centrodestra e il centrosinistra) che fa finta di ignorare la realtà e permette la rovina del Servizio Universale e il danno ai lavoratori e agli utenti.

► LE PROTESI DEL CAPITALISMO, NON AIUTANO MA DANNEGGIANO ◄Per SLG-CUB Poste, le Poste devono ritornare sotto la gestione...
01/06/2026

► LE PROTESI DEL CAPITALISMO, NON AIUTANO MA DANNEGGIANO ◄

Per SLG-CUB Poste, le Poste devono ritornare sotto la gestione pubblica, al 100%, come sostenuto negli argomenti dello sciopero recente del 29 maggio scorso. Questa è l'unica opzione per fermare il danno, prima che diventi irreversibile, ai posti di lavoro e all'economia nazionale.

Dal "crollo del Muro di Berlino", nel 1989 (buon per i berlinesi), l'Italia ha cambiato faccia, con partiti e sindacati che sono saliti subito sul carro del capitalismo vincitore, rottamando lo "stato sociale, la giustizia sociale, i diritti sociali". Così, nel 1990, è arrivata la legge di restrizione del diritto di sciopero (redatta con il contributo dei "saggi" di CGIL-CISL-UIL), sono arrivate le privatizzazioni (attuate dal cosiddetto "centrosinistra" e benedette dal centrodestra), è stato allargato il precariato, è stato abolito l'art.18 (con l'assenso di Confindustria), attaccate le pensioni, demolita la sanità pubblica, abbandonata la manutenzione del territorio, dimenticata l'importanza del Servizio Universale.

Tutto ha cominciato a girare intorno al concetto che il capitalismo dovesse essere l'unico interesse di riferimento, riducendo i diritti dei lavoratori, per poterli sfruttare di più e pagare di meno, riducendo le tutele, cosa che ha causato più stress, malattie, infortuni e morti sul lavoro. Partiti e sindacati di loro riferimento si sono impegnati in un'opera colossale di cambio della mentalità degli elettori e dei lavoratori, per fare accettare che lo stato sociale costava troppo e che il debito pubblico, nel 1991, era di 755 miliardi di euro, non fosse più sostenibile.

Così, hanno fatto passare l'idea che la strada giusta fosse quella di ridurre le tutele sociali e affrontare il libero mercato, con privatizzazioni, precariato e minori diritti. Senza mai spiegare perché questa inversione dei principi costituzionali di solidarietà sociale e di sana economia avrebbe dovuto essere necessaria. Non l'hanno fatto, perché non potevano. Infatti, nessuna base logica poteva essere portata a sostegno, tranne quella della speculazione economica di pochi soggetti. Ecco come, si sono visti sindacati che, invece di opporsi, hanno tradito apertamente i lavoratori, ottenendo la tutela dei propri privilegi (permessi aziendali retribuiti - definiti sindacali - concessi a iosa), mentre, nel caso di Poste Italiane, si sono persi oltre centomila posti di lavoro e anche i giorni di ferie sono stati ridotti, per tutti gli assunti dall'11 luglio 2003.

Dunque, se fossero stati più coraggiosi e coerenti, quei sindacati avrebbero potuto opporsi alla deriva capitalistica, e alla rovina popolare, confutando le motivazioni strumentali dei partiti del capitalismo ed evitando di partecipare al "lavaggio del cervello" politico eseguito sulla massa dei lavoratori, con assemblee nei posti di lavoro a favore di contratti nazionali che hanno ridotto le tutele ai lavoratori. Opponendosi proprio alle privatizzazioni, all'allargamento del precariato, all'abolizione dell'art.18, e non contribuendo alla legge di restrizione del diritto di sciopero. Ma ciò, ovviamente, avrebbe significato un prezzo da pagare, per i loro esponenti, come la difficoltà di poter rientrare nel gradimento politico e nelle liste dei candidati dei partiti del capitalismo.

Infine, anche la giustificazione puerile del debito pubblico è andata in fallimento, dal momento che, con il loro dannosissimo sistema capitalistico speculativo e antisociale, l'Italia, che era la quarta potenza economica mondiale, dopo USA, Giappone e Germania ovest, nel 1991, è sprofondata all'ottava posizione, del 2026, con il debito pubblico che è salito a oltre 3mila miliardi di euro (e non poteva essere altrimenti, per motivi logici), con la povertà che avanza e le famiglie che non arrivano alla fine del mese. Ecco perché, si deve inquadrare la responsabilità dei sindacati privatizzatori, come nel caso di Poste Italiane, per non permettere loro di oltrepassare la linea rossa di irreversibilità del danno.


► IL DIRITTO, A GIORNI "ALTERNI E RAREFATTI" ◄L'erogazione del servizio postale universale esiste perché i cittadini pos...
31/05/2026

► IL DIRITTO, A GIORNI "ALTERNI E RAREFATTI" ◄

L'erogazione del servizio postale universale esiste perché i cittadini possano ricevere la posta, tutti i giorni, in qualunque area territoriale d'Italia, a prezzi equi. Questo diritto, ovviamente, è contraddittorio con gli obiettivi di una società per azioni, che, per sua natura, persegue lo scopo del lucro e non del servizio universale. Ecco perché, nel 2015, per aumentare gli utili ed essere venduta in Borsa, Poste Italiane ha avuto la brillante idea di passare alla consegna a "giorni alterni e rarefatti", per dimezzare il personale. Infatti, pagando metà stipendi, gli utili sono saliti a velocità supersonica. Peccato che, così, è finito il diritto della collettività di avere un servizio postale universale continuativo.

Logicamente, questo ha comportato dei danni e disagi non indifferenti, agli utenti. Per esempio, portalettere ridotti di numero e pressati da carichi di lavoro enormi, che non hanno più il tempo di aspettare chi non risponde tempestivamente al citofono, bollette arrivate in ritardo, quotidiani consegnati in giorni successivi. E dire che la Repubblica Italiana deve garantire il Servizio Universale a tutti i suoi cittadini. Ma, purtroppo, con la lucrosa privatizzazione di Poste Italiane sono state diluite le indicazioni dell'art. 3 della Costituzione italiana, che, sostanzialmente, afferma il diritto di uguaglianza sociale, NON a giorni "alterni", e impone di garantire a tutti i cittadini l'accesso ai servizi essenziali, NON a giorni "rarefatti", a prescindere dal reddito o dalla posizione geografica, cioè il diritto al Servizio Universale. Ma, invece, succede proprio il contrario.

Anche le affermazioni dell'AD di Poste Italiane, del 2024, "Ciascun italiano riceve una corrispondenza ogni 10 giorni. La rete di Poste per questo servizio conta in totale 50.000 dipendenti per un costo del lavoro di 2,5 miliardi” [leggere Askanews > https://askanews.it/2024/03/13/poste-del-fante50-000-dipendenti-per-1-lettera-ogni-10-giorni/ ], con quei numeri, hanno messo in discussione il significato e la necessità del diritto al servizio postale italiano, come se il diritto fosse un peso morto, da scaricare in mare, assecondato dalla postura passiva di partiti e sindacati del capitalismo, che dovrebbero rappresentare il sociale ma rappresentano solo la privatizzazione.

Ora, però, nel 2026, dopo le numerose denunce di SLG-CUB Poste, che, da sempre, ha evidenziato la dannosità della privatizzazione di Poste Italiane, le pagine dei quotidiani locali di numerosi comuni, sono traboccanti di articoli di denuncia sulla posta che non viene consegnata. Sempre nel silenzio degli amministratori dello Stato, collocati nel Governo, e dei rappresentanti dei cittadini, eletti in Parlamento, che dovrebbero attivarsi per chiedere conto a Poste Italiane della situazione di carenza di organico esistente (per SLG-CUB Poste mancano 90mila unità) e assicurare l'esercizio del diritto sancito dall'art. 3 della Costituzione, ogni giorno e non a giorni alterni e rarefatti, che poi diventano anche "calende greche".

Dunque, ci si attende che dal Governo e dal Parlamento si interessino del destino del diritto della popolazione a ricevere un Servizio postale Universale giornaliero ed efficace, non più da terzo mondo, come quello incivile a giorni "alterni e rarefatti", assumendo le 90mila unità necessarie, per lavorare con rispetto delle condizioni di salute e di dignità dei lavoratori, e con rispetto delle sacrosante esigenze dell'utenza, che è la fonte del lavoro. Inoltre, se vi fossero resistenze aziendali al miglioramento dell'attuale situazione, può sempre valere l'art. 43 della Costituzione, riacquisendo la proprietà intera dell'azienda, riportandola sotto la gestione pubblica, al 100%, considerando anche che le privatizzazioni hanno portato solo rovina.


► PROPRIO NEL GIORNO DELLO SCIOPERO DI POSTE ITALIANE ◄Proprio ieri, giornata di sciopero nazionale in Poste Italiane, c...
30/05/2026

► PROPRIO NEL GIORNO DELLO SCIOPERO DI POSTE ITALIANE ◄

Proprio ieri, giornata di sciopero nazionale in Poste Italiane, che SLG-CUB Poste ha sostenuto con assoluta convinzione*, denunciando i danni della privatizzazione di Poste Italiane, è stata diffusa la notizia del respingimento, da parte del Tribunale di Roma, di un ricorso di CGIL e UIL, per una vicenda del 2024, nei confronti di Poste Italiane. Sarà un caso?
Leggere "AFFARI ITALIANI", del 29/05/2026
> https://www.affaritaliani.it/economia/poste-il-tribunale-del-lavoro-respinge-il-ricorso-slc-cgil-e-uil-post-su-riorganizzazione.html

Adesso, forse, questi sindacati capiranno cosa abbia significato l'aver sottoscritto, ininterrottamente, dal 1994, tutti i passaggi strategici e fondamentali, sempre denunciati da SLG-CUB Poste, che hanno permesso la trasformazione di Poste Italiane in una società per azioni, cioè a scopo di lucro, (come fa ogni spa), e la successiva vendita e privatizzazione, del 2015, che ha messo in primo piano la ricerca degli utili sopra ogni cosa, rovinando i lavoratori e gli utenti.

Ora, nel 2024, giusto dopo 30 anni, dopo aver sempre fatto la parte dei vagoni, con gli altri quattro sindacati firmatari, in un treno trainato dagli obiettivi aziendali per la privatizzazione, hanno deciso di staccarsi e muoversi da soli, senza la locomotiva? Purtroppo, i vagoni, da soli, non possono andare da nessuna parte. Probabilmente, avrebbero fatto meglio a mostrare una coerenza maggiore, contestando la privatizzazione, già nel 2015, con il governo Renzi, come ha fatto SLG-CUB Poste.

I problemi creati dalla privatizzazione, comunque, restano, con o senza CGIL e Uil. Quel che conta è che i lavoratori abbiano la sicurezza che non tutto è ancora perduto, dopo lo sciopero di ieri, che ha dimostrato anche il nervosismo di Poste Italiane, con comunicati stampa nei giorni precedenti, nell'intento di tranquillizzare l'opinione pubblica, e con mass-media che, alcuni giorni prima, hanno favoleggiato di 182mila posti di lavoro, quando, nella realtà, dal 1994, sono stati persi oltre centomila posti di lavoro. L'organico, attuale, infatti, non arriva neanche a 110mila unità, rispetto alle precedenti 222mila e la carenza attuale è di 90mila (per coprire seriamente le esigenze di servizio).

*Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DI OGGI, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981
Nella foto, il corteo di oggi, a Milano.

► OGGI LO SCIOPERO NAZIONALE PER POSTE ITALIANE ◄Il rapporto EURISPES 2026 è chiaro."Il 10% più ricco delle famiglie ita...
29/05/2026

► OGGI LO SCIOPERO NAZIONALE PER POSTE ITALIANE ◄

Il rapporto EURISPES 2026 è chiaro.
"Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene il 59,9% dell’intera ricchezza nazionale; la metà più povera ne detiene appena il 7,4%.
Nel 2024 la ricchezza dei 71 miliardari italiani è cresciuta di 61,1 miliardi di euro (+166 milioni al giorno), raggiungendo 272,5 miliardi complessivi."

Per SLG-CUB Poste, questa è la conseguenza delle depredazioni economiche attuate a danno della collettività, con privatizzazioni, iniziate nel 1992, e successive liberalizzazioni e politiche aggressive contro i lavoratori. Tutto per favorire i pochi soggetti dei poteri forti finanziari, che così hanno assorbito la maggior parte della ricchezza nazionale, lasciando le briciole alla massa.

E, per questo motivo, c'è il 62,1% delle "famiglie che arriva a fine mese, ma con difficoltà". Ma questo obiettivo è stato raggiunto con la collaborazione dei due schieramenti politici che si alternano al potere da oltre 30 anni, fingendo di essere uno all'opposizione dell'altro, rappresentando, insieme, gli interessi più estremisti del capitalismo speculativo.

Ecco perché né dal centrodestra e né dal centrosinistra si sono mai alzate voci di critica e di dissenso verso la gestione di Poste Italiane, fondata sulla produzione di utili grazie alla perdita di oltre centomila posti di lavoro, allo sfruttamento del precariato e alla rovina dei servizio pubblico universale. Quello che conta è che si ricavino soldi da dare ai ricchi, creando sempre più poveri.

In questo contesto, irrazionale, oltre che socialmente ingiusto, l'economia nazionale va a ramengo, perché milioni di persone hanno sempre meno soldi da poter spendere mentre le poche centinaia di migliaia di grandi ricchi passano il tempo investendo i loro, speculando, per ottenerne altri, senza nessun beneficio produttivo per la società.

Questo è il male del capitalismo, che coltiva l'avidità per il denaro e spinge all'accumulo compulsivo, senza tenere conto dei danni sociali e umani causati, con le privatizzazioni, come quella di Poste Italiane, che hanno depresso la forza lavoro e l'economia nazionale come mai prima del 1992, quando l'Italia era la quarta potenza economica del mondo.

Dunque, le cose vanno, ogni anno, sempre peggio, con un debito pubblico salito, con le privatizzazioni, dai 755 miliardi di euro, del 1991, agli oltre 3mila miliardi di euro, del 2026. È questo è logico. Perciò, l'Italia non si riprenderà più, se non si ripristina l'interesse pubblico sugli asset strategici, come Poste Italiane (ma non solo), ripristinando gestione pubblica e sociale, non speculativa, come prevede l'art 43 della Costituzione Italiana.

"Il governo senta, il parlamento ascolti, l'azienda capisca!"
Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DI OGGI, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981
Nella foto, il corteo di oggi, a Milano.

► PIÙ FORTI DELLA PRIVATIZZAZIONE ◄L'avidità per il denaro e la speculazione finanziaria non sono valori degni di una so...
28/05/2026

► PIÙ FORTI DELLA PRIVATIZZAZIONE ◄

L'avidità per il denaro e la speculazione finanziaria non sono valori degni di una società umana. Per questo motivo, i politici e i sindacati che da oltre 30 anni hanno continuato a raccontare bugie vergognose alla massa popolare, per far accettare i disvalori del capitalismo e della privatizzazione, hanno tradito gli elettori dei partiti e gli iscritti dei sindacati.

Lo sciopero di domani, quindi, non è a favore di un partito o di un sindacato, ma è a favore del ripristino e della difesa di quei valori che la privatizzazione ha svilito, disprezzato e distrutto. Poste Italiane è una struttura di servizio pubblico nata per servire la collettività, non per sfruttarla, né per fare speculazione, creando danni e disagi, solo per ricavare più utili.

Poste Italiane deve ritornare ad essere un punto chiave nazionale del lavoro serio e del servizio pubblico universale. Per SLG-CUB Poste Poste Italiane deve ritornare sotto la gestione pubblica, al 100%, perché le privatizzazioni hanno portato solo rovina, e quella di Poste Italiane non fa eccezione, come possono verificare i lavoratori e gli utenti.

"Il governo senta, il parlamento ascolti, l'azienda capisca!"

Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DEL PROSSIMO 29 MAGGIO, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981

► TOLTA L'UTENZA, TOLTO IL LAVORO ◄La trasformazione in società per azioni e la privatizzazione di Poste Italiane è stat...
28/05/2026

► TOLTA L'UTENZA, TOLTO IL LAVORO ◄

La trasformazione in società per azioni e la privatizzazione di Poste Italiane è stata una delle azioni politiche più dannose mai compiute ai danni della collettività italiana.

Quella che era una struttura al servizio della cittadinanza è man mano diventata un'azienda al servizio degli azionisti, che non cercano il servizio all'utenza ma il lucro per le proprie tasche.

Infatti, riducendo il personale di oltre il 50%, il servizio pubblico è stato ridotto a livelli da terzo mondo e gli utili sono saliti. Così gli azionisti hanno incassato i soldi, grazie allo sfascio e alla fuga di utenti.

Ma a loro non interessa che fine faranno l'azienda, il lavoro e i dipendenti, perché a loro interessa solo il guadagno economico del momento, non le sue conseguenze. Così funzionano le SpA, per chi vuole investire e speculare.

Questo, SLG-CUB Poste lo dice da anni, e, purtroppo, i fatti danno sempre più ragione al sindacato, perché i fatti sono determinati dalla logica, che non è mai fantasia. Altri sindacati, però, hanno fatto di tutto per far credere che le cose andassero bene così, senza nessuna logica, perché senza utenti non ci sara nemmeno il lavoro.

Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DEL PROSSIMO 29 MAGGIO, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981

► I CONTI SONO FACILI ◄Il personale ridotto serve a fare utili.I mezzi inadeguati, le attrezzature obsolete, le sedie da...
27/05/2026

► I CONTI SONO FACILI ◄

Il personale ridotto serve a fare utili.
I mezzi inadeguati, le attrezzature obsolete, le sedie da rottamare, le pulizie scarse o non fatte, i filtri dell'aria non puliti, le strutture lavorative carenti, servono a fare utili.

Dagli utili si ricavano i dividendi, per singola azione, da pagare ai possessori delle azioni (tantissimi gruppi speculativi esteri e anche italiani, nonché molte persone fisiche, anche dirigenti dell'azienda.

È ovvio che chi guadagna, da questa situazione, non gradisce questo sciopero, che la vuole scoperchiare, per affrontarla e denunciarla, e per evitare che sempre più lavoratori si ammalino.

SLG-CUB Poste denuncia da anni che Poste Italiane lavora sottorganico, e questo danneggia i lavoratori ma anche gli utenti, che sono la fonte del lavoro. Pensare solo a guadagnare soldi veloci, senza pensare al futuro, disgregando tutto e tutti, non è gestione ma è solo speculazione.

Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DEL PROSSIMO 29 MAGGIO, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981

► POSTE ITALIANE E LA CONFERMA DELLO SCIOPERO DEL 29 MAGGIO ◄Come ogni volta che un sindacato non allineato al sistema a...
27/05/2026

► POSTE ITALIANE E LA CONFERMA DELLO SCIOPERO DEL 29 MAGGIO ◄

Come ogni volta che un sindacato non allineato al sistema aziendale si impegna per mettere in discussione la realtà di un finto benessere, divulgata dall'azienda e dai suoi sindacati sostenitori, ecco che si mette in moto la macchina del contrasto, per confondere i lavoratori, limitandone i diritti e tenendoli nell'oscurità delle notizie.
SLG-CUB Poste risponde ai punti principali, che sono stati posti.

1) Ma questo sciopero è autorizzato?
> Lo sciopero non ha bisogno di autorizzazioni, perché è un diritto costituzionale (Articolo 40 della Costituzione) e si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano. Lo sciopero del 29 maggio è proclamato secondo la legge.

2) Nel mio ufficio il direttore non ha esposto l'avviso agli utenti.
> Gli utenti o le associazioni dei consumatori possono segnalare i direttori inadempienti, ma lo sciopero c'è lo stesso. Piuttosto, chi segue le politiche aziendali non ha interesse a far conoscere ai lavoratori gli scioperi dei sindacati critici, per soffocare la denuncia.

3) Scioperando perdo una giornata di lavoro (e soldi...).
> Lo sciopero è un'astensione dal lavoro, per esprimere una posizione seria di dissenso verso le politiche aziendali che hanno prodotto più stress, malattie e infortuni, rovinando il senso e il futuro del lavoro. Non si sciopera per giocare ma per lottare e mandare a governo, parlamento e azienda un segnale di contrarietà a questa situazione.

4) Uno sciopero di un solo giorno non serve a niente.
> Lo sciopero è regolato dalla legge n. 146 del 1990. Questa legge, stabilisce il massimo di una singola giornata di sciopero. Questa legge è stata realizzata con il contributo di CGIL-CISL-UIL. Il punto è che anche se abbiamo le mani legate non è un buon motivo per tenerle ferme e perderne del tutto l'uso. Lo sciopero ha comunque un valore strategico sulle sue motivazioni. E questo sciopero le ha.

5) Quest'azienda è una sicurezza, paga puntuale lo stipendio, riconosce diritti a tutti, ha un codice etico evoluto, e poi questi scioperi fatti di venerdì.
> CHI è A FAVORE DELLO STATUS QUO e non condivide le motivazioni dello sciopero, NON DEVE SCIOPERARE, Né DI VENERDì NE MAI. Altrimenti, l'azienda potrebbe restare delusa.

Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DEL PROSSIMO 29 MAGGIO, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981

► IL GOVERNO SENTA, IL PARLAMENTO ASCOLTI, L'AZIENDA CAPISCA ◄Con le privatizzazioni, i politici e  i sindacati del capi...
26/05/2026

► IL GOVERNO SENTA, IL PARLAMENTO ASCOLTI, L'AZIENDA CAPISCA ◄

Con le privatizzazioni, i politici e i sindacati del capitalismo hanno ridotto in macerie i diritti sociali e l'economia nazionale, attaccando l'occupazione seria e facendo crescere il debito pubblico, da 755miliardi di euro, del 1991, agli oltre 3mila miliardi di euro, del 2026.

I politici e i loro riferimenti sindacali si sono dati da fare per circuire i lavoratori, facendoli abboccare all'idea che le privatizzazioni fossero una cosa ottima, che tutto sarebbe andato meglio, che si sarebbe ridotto il debito pubblico. Tutte cose senza nessun senso logico.

In realtà è andato tutto bene solo per chi è venuto in possesso delle azioni di un'azienda che sta venendo svuotata del suo personale, dei suoi uffici postali e della fiducia dell'utenza. E, ovvio, che, andando avanti così, scavando senza sosta, anche una montagna verrebbe ridotta in polvere. Ma questo non interessa a chi specula.

Per SLG-CUB Poste, che denuncia da sempre questa prospettiva dannosissima, il 29 maggio si dovrà scioperare, per l'intera giornata, perché cessino le fantasie speculative di chi sta portando l'azienda verso la fine del suo ruolo sociale e dell'occupazione seria.
Perciò, si deve scioperare ora, non a giochi fatti, come vorrebbero i privatizzatori.

Governo, Parlamento e azienda devono essere messi davanti ad una posizione chiara e non ambigua dei lavoratori e delle lavoratrici, per garantire che il futuro di Poste Italiane sia nel lavoro serio e nel servizio pubblico universale, anche ritornando sotto la gestione pubblica, al 100%, perché le privatizzazioni hanno portato solo rovina.

Le motivazioni più complete, dello SCIOPERO PER POSTE ITALIANE DEL PROSSIMO 29 MAGGIO, già pubblicate con il volantino del 12 maggio scorso, al link> https://www.facebook.com/photo/?fbid=1585513856912871&set=a.518059530324981

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