25/08/2026
► LA SITUAZIONE È QUESTA ◄
C'è chi crede, ancora, che Poste Italiane sia un'azienda statale. Ma non è così. Poste Italiane è una società per azioni privata (dal 29 febbraio 1998, quando l'Ente Poste Italiane fu trasformato in Società per Azioni), e poi venduta a soci privati, dal governo Renzi, il 27 ottobre 2015 (ad oggi, la proprietà è suddivisa per il 35% a soci individuali e gruppi di investimento, anche esteri), e, per la rimanenza, suddivisa tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti [a sua volta diventata una società privata (di proprietà all'88% del Ministero dell'Economia e delle Finanze e, per il resto, delle banche)].
Questa condizione di società per azioni, ha portato il consiglio di amministrazione (prima con Passera, poi con Sarmi, dopo con Caio e, infine, con Del Fante) a decidere strategie speculative, per ricavare più soldi possibile da dividere (i dividendi) tra i vari soci azionisti. La linea principale, quindi, è stata quella di eliminare quanto più personale possibile (passando dalle 222mila unità dell'Ente Poste, nel 1994, alle meno di 110mila unità del 2026), ricavando più soldi (gli utili) dal fatto di pagare meno stipendi. A ciò si sono aggiunte le vendite dei palazzi di proprietà e l'aumento dei prezzi di tutti i servizi, ricavando altri soldi.
Così, riducendo il personale, sono state attuate le chiusure di 1.900 uffici postali, e negli uffici postali ancora esistenti, più periferici, sono state decise aperture parziali o a singhiozzo, e in tutti gli uffici postali gli sportelli operativi sono sempre meno. Per quanto riguarda il servizio postale, l'incivile sistema di consegna della posta a "giorni alterni e rarefatti" ha fatto il resto, per distruggere la fiducia dell'utenza (che è la fonte del lavoro). E dire che, prima della privatizzazione, era l'azienda più considerata, come detentrice di posti di lavoro seri e per il servizio universale garantito, con serietà, alla collettività degli utenti.
Proprio perché si tratta di una spa, cioè una società a scopo di lucro, come tutte le spa, non si deve cadere nell'errore interpretativo, favorito dai sindacati firmatari del CCNL, che si comportano come protesi dell'azienda, di credere che l'azienda faccia modifiche organizzative per favorire i lavoratori. Non è stato così quando sono stati ridotti i giorni di consegna postale, da 6 a 5, perché da lì si è posta la base per arrivare alle incivili consegne a giorni "alterni e rarefatti", oltraggiando gli utenti, che avevano il diritto alla consegna giornaliera, e massacrando i portalettere, che sono stati più che dimezzati e sovraccaricati di lavoro, con gravi esiti di salute.
Allo stesso modo, non si deve credere che l'ultimo accordo azienda/sindacati, per ridurre i giorni di lavoro agli uffici postali da 6 a 4 sia un regalo fatto agli sportellisti. Infatti, a parità di orario settimanale contrattuale di 36 ore, lavorare per quattro giorni significa lavorare 9 ore giornaliere (9x4=36). Con un simile orario, sarà prevista, prevedibilmente, una pausa lunga, di 1 ora. In questo modo, il risultato logico sarà quello di lavorare 5 ore al mattino, fruire della pausa pranzo, e 4 ore al pomeriggio. In pratica, con una persona, l'azienda potrà coprire due turni di lavoro. Chi vive lontano e deve viaggiare avrà grossi problemi. E, sfalsando il giorno di inizio settimanale, per ogni dipendente, si spalmeranno le unità anche per tutta la settimana.
Inoltre, Poste Italiane. che detiene già, da anni, il 20% delle azioni di TIM (altra Spa), sta pubblicizzando a tamburo battente, sui mass-media, la sua offerta rivolta ai soci azionisti possessori delle azioni di TIM, per arrivare al 100% della sua proprietà. Questa offerta di acquisto delle azioni TIM è iniziata il 20 luglio e si chiuderà l'11 settembre. L'offerta consiste non nell'acquisto delle azioni TIM, pagandole con soldi veri, bensì con un forfait di 835 € e poi scambiando 109 azioni di Poste Italiane contro 500 di TIM. Dunque, l'azionista di TIM dovrebbe cedere le sue azioni, per riceverne indietro quelle di Poste Italiane. Attualmente, le adesioni sono al 2,639%.
Il punto centrale è che, con questo sistema, quante più azioni di Poste Italiane andranno all'esterno dell'azienda, come nel caso dello scambio proposto agli azionisti della TIM, quanto più aumenterà la quota privatizzata (attualmente al 35%, come detto all'inizio) dell'azienda stessa, potendo arrivare anche al 49,9% di Poste Italiane, secondo il piano congegnato dal governo. In pratica, se l'operazione avesse successo, Poste Italiane diventerebbe più privatizzata di prima, con i grandi gruppi di investimento esteri, come BlackRock o Vanguard, presenti sia in Poste che in TIM, che sommerebbero la loro forza.
Questo, in sintesi, il riassunto della situazione.
In definitiva, Poste Italiane va verso obiettivi che non sono quelli di salvaguardare i posti di lavoro e il rapporto di fiducia con gli utenti (che, si ribadisce, sono la fonte del lavoro). Anche due richieste di confronto davanti al Ministero del lavoro, su convocazione del Ministero, sono andate senza esito, per l'assenza, per ben due volte, proprio dei rappresentanti aziendali di Poste Italiane*.
Questo ci deve preparare ad un attacco ancora maggiore di quelli già ricevuti. E, quindi, ci deve indurre a preparare un atteggiamento di resistenza e di reazione a questi attacchi, dallo sciopero all'eliminazione delle forme di "piacere collaborativo" alla dirigenza (che si è approfittata di ciò per procedere nella sua strategia), attenendosi ad atteggiamenti più rigidi e aderenti alla regola e cercando, anche, di far capire ai colleghi che i loro sindacati li hanno strumentalizzati, per confonderli e per arrivare a giustificare l'azienda in ogni manovra speculativa.
Leggere i due verbali del Ministero del Lavoro:
* 14/08/2026 link> https://www.facebook.com/photo?fbid=1674175208046735&set=a.518059530324981
* 20/08/2026 link> https://www.facebook.com/photo?fbid=1679956670801922&set=a.518059530324981
VEDERE ALTRE NOTIZIE ATTINENTI
1> https://www.facebook.com/photo?fbid=1681486050648984&set=a.518059530324981
2> https://www.facebook.com/photo?fbid=1675663721231217&set=a.518059530324981
3> https://www.facebook.com/photo?fbid=1672616588202597&set=a.518059530324981
4> https://www.facebook.com/photo?fbid=1671641558300100&set=a.518059530324981
[aggiornato il 26/08/2026]