SLG CUB Poste

SLG CUB Poste Sindacato Lavoro Giustizia-CUB della Base dei Lavoratori di Poste Italiane. Tratta temi sindacali e sociali. CONTATTI: TELEFONO, MAIL, SMS, NO WHATSAPP.

I commenti irrispettosi dell'intelligenza e della civiltà dei lettori verranno eliminati.

► NON SIAMO GIUNTI A QUESTO PUNTO, PER CASO... ◄Se fai una legge, per impedire di scioperare più di un giorno nei serviz...
03/09/2026

► NON SIAMO GIUNTI A QUESTO PUNTO, PER CASO... ◄

Se fai una legge, per impedire di scioperare più di un giorno nei servizi essenziali, come Poste Italiane, dovresti prevedere un sistema di compensazione, altrimenti stai solo coercendo un diritto costituzionale, dando al datore di lavoro libertà di colpire, senza essere colpito.

Se fai una legge per stabilire la privatizzazione di Poste Italiane, vuol dire che hai deciso la sua trasformazione in una azienda a scopo di lucro, che non si contempera con il diritto dei cittadini di ricevere il servizio universale.

Se dai ai privati la proprietà di una società per azioni, come Poste Italiane, sai già che il servizio pubblico andrà a ramengo, e che aumenteranno solo i dirigenti, mentre diminuirà il personale necessario per svolgere il lavoro, creando una crisi sociale ed economica, con danno per la collettività nazionale.

Se togli l'art.18, che impediva i licenziamenti ingiusti, per gli assunti a partire dal 7 marzo 2015, sai già che tutti i nuovi assunti, soprattutto i precari, verranno sfruttati perché vivranno nella paura di essere licenziati, ingiustamente, in qualsiasi momento.

Se crei un sistema basato sulla rimozione delle tutele e sull'imposizione delle pretese, pagando così retribuzioni sempre più basse e inadeguate al costo della vita, sai già che creerai i presupposti per l'aumento della depressione generalizzata, povertà economica, stress, malattie e infortuni, anche mortali.

Questo è l'inferno italiano creato da chi, con il crollo del "muro di Berlino" (buon per i berlinesi) e la fine dell'URSS, si è convertito al capitalismo speculativo e antisociale, con privatizzazioni, aumento dei prezzi e del debito pubblico, riduzione dei diritti alla sanità, alle pensioni, alla scuola, alle assistenze sociali, aggredendo la dignità della persona e portando la massa a limite della sussistenza.

Di questo inferno sono stati protagonisti, gli schieramenti politici che si sono avvicendati al potere, spacciandosi per alternativi gli uni agli altri, mentre, in realtà, sono stati solo complementari, per raggiungere gli obiettivi del capitalismo speculativo anglo-americano, mentre i sindacati di loro riferimento, si sono prestati a svolgere l'azione di calmierare e impedire ogni reazione sociale, convincendo i lavoratori a subire lo smembramento dei loro diritti.

► IL GOVERNO VUOLE PRIVATIZZARE DI PIÙ POSTE ITALIANE ◄Hanno annunciato che lo scambio di azioni tra Poste Italiane e TI...
01/09/2026

► IL GOVERNO VUOLE PRIVATIZZARE DI PIÙ POSTE ITALIANE ◄

Hanno annunciato che lo scambio di azioni tra Poste Italiane e TIM riporterà quest'ultima sotto il controllo pubblico, ma è proprio il contrario. Infatti, se il governo avesse voluto ri-pubblicizzare TIM avrebbe solo dovuto comprarne la totalità delle azioni. Ma così non è.

In realtà, è soltanto una proposta di scambio di azioni, tra quelle di Poste Italiane e quelle possedute dagli azionisti di TIM, che, in questo modo, avrebbero in mano le azioni di Poste Italiane, aumentandone la quota privatizzata, dal 35% attuale al 49,9%.

In pratica, si tratta di un vero e proprio escamotage, per privatizzare maggiormente Poste Italiane, fino al limite estremo, prima di perdere la maggioranza ancora in mano al governo, spacciandola come una sorta di recupero pubblico di TIM. Cosa che non è affatto.

La cosa incredibile è constatare come tutti i governi italiani, successivi alla cosiddetta seconda repubblica, siano stati sempre così solerti nel creare proposte apparentemente "vantaggiose" per gli italiani, salvo farli precipitare in tranelli, prevedibili già per logica.

► SOLIDARIETÀ A SIGFRIDO RANUCCI E A "REPORT" ◄Un sindacato come SLG-CUB Poste, che denuncia da sempre le conseguenze ne...
30/08/2026

► SOLIDARIETÀ A SIGFRIDO RANUCCI E A "REPORT" ◄

Un sindacato come SLG-CUB Poste, che denuncia da sempre le conseguenze negative e dannose della privatizzazione di Poste Italiane, non può che accogliere con estrema diffidenza il fatto che la RAI abbia eliminato il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. sotto la cui gestione sono state effettuate diverse inchieste riguardanti proprio Poste Italiane, comprese quelle sui precari (come quella del 2025, rivelando che hanno fatto causa per farsi pagare gli straordinari).

Senza entrare nel merito delle mille sfaccettature e illazioni possibili, sostenute da chi lo detesta, politicamente, con acrimonia e risentimento, il fatto concreto è che Report, sotto la precedente gestione, non aveva mai trattato l'argomento "Poste Italiane", nonostante denunce sindacali pubbliche e non solo. Con Ranucci, invece, questo è successo, più volte, garantendo una libera e incondizionata informazione giornalistica ai cittadini, lavoratori e utenti. Questa è difesa della democrazia.

Il personaggio in sé potrebbe anche non piacere, ma si tratta di un giornalista, che deve essere valutato come giornalista, avendo sicuramente pestato i piedi a chi non vuole essere "esaminato". Una volta, la "stampa", intesa come giornalismo, era considerata il "cane da guardia" della democrazia, perché doveva sorvegliare il comportamento di chi gestisce il potere politico, economico e sociale, informando i cittadini su abusi, corruzioni e ingiustizie, a favore della trasparenza democratica.

Foto estratta da Ufficio Stampa RAI:
link > https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2022/04/Le-inchieste-di-Report-dbb54fd1-a208-4eae-ace6-5b42f74bc972-ssi.html



[aggiornato il 30/08/2026. ore 23.22]

► I LICENZIAMENTI POLITICI RICORDANO IL FASCISMO ◄Lo stress, la malattie, gli infortuni e i morti sul lavoro aumentano q...
28/08/2026

► I LICENZIAMENTI POLITICI RICORDANO IL FASCISMO ◄

Lo stress, la malattie, gli infortuni e i morti sul lavoro aumentano quando non c'è controllo sindacale su quello che succede e su come si lavora. Questa situazione è trasversale ad ogni settore lavorativo italiano, perché, ormai, da quasi 40 anni, i partiti usano i propri sindacati di riferimento come loro pròtesi per imporre il capitalismo speculativo, che significa assecondare ogni manovra aziendale, anche la più dannosa.

Tuttavia, pur con sindacati e sindacalisti ammaestrati, il potere arrogante, che si stabilisce nelle aziende, ma anche nei governi, non riesce a chiudere il cerchio, per via di altri sindacati e sindacalisti leali, che si oppongono. E perciò, si cerca di farli fuori, per lasciare i lavoratori indifesi e in balia di provvedimenti politici e aziendali che portano alla rovina. Ecco perché è necessario denunciare pubblicamente questa situazione, per garantire democrazia e difesa dei diritti a tutti.

Leggere comunicato CUB
link > https://cub.it/contro-i-licenziamenti-politici-e-per-la-liberta-sindacale-mobilitazione-nazionale/

► SMENTIAMO IL FALSO BENESSERE DELLE POSTE ◄Come è noto, per ben due volte, il 14* e il 20** agosto scorsi, nessuno di P...
27/08/2026

► SMENTIAMO IL FALSO BENESSERE DELLE POSTE ◄

Come è noto, per ben due volte, il 14* e il 20** agosto scorsi, nessuno di Poste Italiane si è presentato alla convocazione organizzata dal Ministero del Lavoro, per confrontarsi con COBAS Poste, CUB Poste e SLG-CUB Poste, sulla base di un elenco di gravi problemi che interessano il presente e il futuro dei lavoratori, oltre che le evidenti conseguenze dannose sul servizio reso agli utenti (che sono la fonte del lavoro).

La questione è molto grave, perché quello che sta accadendo ai lavoratori di Poste Italiane, era già stato ampiamente previsto, e con molto anticipo, in relazione a tutte le modifiche organizzative prodotte dall'azienda, al solo scopo di ridurre personale, rovinando il servizio e mandando allo sbaraglio chi è rimasto a lavorare. E, in queste condizioni, più si lavora e più ci si espone agli attacchi aziendali, con provvedimenti punitivi, e a pericoli di tipo psicofisico, come purtroppo, confermano l'aumento dello stress, delle malattie e degli infortuni.

Da quando Poste italiane ha attuato ripetute "riorganizzazioni", il lavoro si è svolto sempre nelle condizioni più irrazionali e peggiori possibili. Quindi, mettere in difficoltà i lavoratori, mandandoli allo sbaraglio, ha significato contribuire a dissestare il servizio reso agli utenti, che - si ripete - sono la fonte del lavoro, creando le condizioni per un loro allontanamento, con perdita di lavoro per tutti. Dunque, assecondare le operazioni aziendali non ha senso, mentre si devono mettere in evidenza le responsabilità di tutti quei sindacati che hanno coperto gli occhi ai propri iscritti.

In definitiva, lo sciopero degli straordinari, applicato in un periodo che vede la ripresa delle attività commerciali e industriali nazionali, dopo la pausa agostana, deve mettere l'azienda con le spalle al muro, smentendo apertamente tutta la narrativa di finto benessere propagandato a ritmo continuo sui mezzi di informazione, e obbligando Poste Italiane ad assumersi le proprie responsabilità, con il servizio universale, assumendo il personale necessario a svolgere correttamente il lavoro, anziché parlare di esuberi.

Inoltre, lo sciopero degli straordinari sarà una base per lo sciopero nazionale di un giorno intero (di più la normativa antisciopero italiana non permette), per chiudere gli uffici postali, bloccare la consegna della posta, fermare lo smistamento e le altre attività, perché l'impatto sia tale da mettere il governo e il parlamento davanti alle proprie responsabilità, visto che si parla sempre di privatizzare l'azienda (come potrebbe avvenire già se ci sarà la cessione delle azioni di Poste Italiane agli azionisti di TIM), e mai di rispettare il diritto dei lavoratori alla salute, alla dignità, alla retribuzione adeguata, e il diritto degli utenti al servizio universale***.

* Leggere verbale, del 14 agosto 2026
link > https://www.facebook.com/photo?fbid=1674175208046735&set=a.518059530324981
** Leggere verbale, del 20 agosto 2026
link > https://www.facebook.com/photo/?fbid=1679956670801922&set=a.518059530324981
*** Leggere volantino, del 21 agosto 2026
link > https://www.facebook.com/photo?fbid=1681486050648984&set=a.518059530324981
Vedere post attinente, del 25 agosto 2026
link > https://www.facebook.com/photo/?fbid=1685194133611509&set=a.518059530324981

► LA SITUAZIONE È QUESTA ◄C'è chi crede, ancora, che Poste Italiane sia un'azienda statale. Ma non è così. Poste Italian...
25/08/2026

► LA SITUAZIONE È QUESTA ◄

C'è chi crede, ancora, che Poste Italiane sia un'azienda statale. Ma non è così. Poste Italiane è una società per azioni privata (dal 29 febbraio 1998, quando l'Ente Poste Italiane fu trasformato in Società per Azioni), e poi venduta a soci privati, dal governo Renzi, il 27 ottobre 2015 (ad oggi, la proprietà è suddivisa per il 35% a soci individuali e gruppi di investimento, anche esteri), e, per la rimanenza, suddivisa tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti [a sua volta diventata una società privata (di proprietà all'88% del Ministero dell'Economia e delle Finanze e, per il resto, delle banche)].

Questa condizione di società per azioni, ha portato il consiglio di amministrazione (prima con Passera, poi con Sarmi, dopo con Caio e, infine, con Del Fante) a decidere strategie speculative, per ricavare più soldi possibile da dividere (i dividendi) tra i vari soci azionisti. La linea principale, quindi, è stata quella di eliminare quanto più personale possibile (passando dalle 222mila unità dell'Ente Poste, nel 1994, alle meno di 110mila unità del 2026), ricavando più soldi (gli utili) dal fatto di pagare meno stipendi. A ciò si sono aggiunte le vendite dei palazzi di proprietà e l'aumento dei prezzi di tutti i servizi, ricavando altri soldi.

Così, riducendo il personale, sono state attuate le chiusure di 1.900 uffici postali, e negli uffici postali ancora esistenti, più periferici, sono state decise aperture parziali o a singhiozzo, e in tutti gli uffici postali gli sportelli operativi sono sempre meno. Per quanto riguarda il servizio postale, l'incivile sistema di consegna della posta a "giorni alterni e rarefatti" ha fatto il resto, per distruggere la fiducia dell'utenza (che è la fonte del lavoro). E dire che, prima della privatizzazione, era l'azienda più considerata, come detentrice di posti di lavoro seri e per il servizio universale garantito, con serietà, alla collettività degli utenti.

Proprio perché si tratta di una spa, cioè una società a scopo di lucro, come tutte le spa, non si deve cadere nell'errore interpretativo, favorito dai sindacati firmatari del CCNL, che si comportano come protesi dell'azienda, di credere che l'azienda faccia modifiche organizzative per favorire i lavoratori. Non è stato così quando sono stati ridotti i giorni di consegna postale, da 6 a 5, perché da lì si è posta la base per arrivare alle incivili consegne a giorni "alterni e rarefatti", oltraggiando gli utenti, che avevano il diritto alla consegna giornaliera, e massacrando i portalettere, che sono stati più che dimezzati e sovraccaricati di lavoro, con gravi esiti di salute.

Allo stesso modo, non si deve credere che l'ultimo accordo azienda/sindacati, per ridurre i giorni di lavoro agli uffici postali da 6 a 4 sia un regalo fatto agli sportellisti. Infatti, a parità di orario settimanale contrattuale di 36 ore, lavorare per quattro giorni significa lavorare 9 ore giornaliere (9x4=36). Con un simile orario, sarà prevista, prevedibilmente, una pausa lunga, di 1 ora. In questo modo, il risultato logico sarà quello di lavorare 5 ore al mattino, fruire della pausa pranzo, e 4 ore al pomeriggio. In pratica, con una persona, l'azienda potrà coprire due turni di lavoro. Chi vive lontano e deve viaggiare avrà grossi problemi. E, sfalsando il giorno di inizio settimanale, per ogni dipendente, si spalmeranno le unità anche per tutta la settimana.

Inoltre, Poste Italiane. che detiene già, da anni, il 20% delle azioni di TIM (altra Spa), sta pubblicizzando a tamburo battente, sui mass-media, la sua offerta rivolta ai soci azionisti possessori delle azioni di TIM, per arrivare al 100% della sua proprietà. Questa offerta di acquisto delle azioni TIM è iniziata il 20 luglio e si chiuderà l'11 settembre. L'offerta consiste non nell'acquisto delle azioni TIM, pagandole con soldi veri, bensì con un forfait di 835 € e poi scambiando 109 azioni di Poste Italiane contro 500 di TIM. Dunque, l'azionista di TIM dovrebbe cedere le sue azioni, per riceverne indietro quelle di Poste Italiane. Attualmente, le adesioni sono al 2,639%.

Il punto centrale è che, con questo sistema, quante più azioni di Poste Italiane andranno all'esterno dell'azienda, come nel caso dello scambio proposto agli azionisti della TIM, quanto più aumenterà la quota privatizzata (attualmente al 35%, come detto all'inizio) dell'azienda stessa, potendo arrivare anche al 49,9% di Poste Italiane, secondo il piano congegnato dal governo. In pratica, se l'operazione avesse successo, Poste Italiane diventerebbe più privatizzata di prima, con i grandi gruppi di investimento esteri, come BlackRock o Vanguard, presenti sia in Poste che in TIM, che sommerebbero la loro forza.

Questo, in sintesi, il riassunto della situazione.
In definitiva, Poste Italiane va verso obiettivi che non sono quelli di salvaguardare i posti di lavoro e il rapporto di fiducia con gli utenti (che, si ribadisce, sono la fonte del lavoro). Anche due richieste di confronto davanti al Ministero del lavoro, su convocazione del Ministero, sono andate senza esito, per l'assenza, per ben due volte, proprio dei rappresentanti aziendali di Poste Italiane*.

Questo ci deve preparare ad un attacco ancora maggiore di quelli già ricevuti. E, quindi, ci deve indurre a preparare un atteggiamento di resistenza e di reazione a questi attacchi, dallo sciopero all'eliminazione delle forme di "piacere collaborativo" alla dirigenza (che si è approfittata di ciò per procedere nella sua strategia), attenendosi ad atteggiamenti più rigidi e aderenti alla regola e cercando, anche, di far capire ai colleghi che i loro sindacati li hanno strumentalizzati, per confonderli e per arrivare a giustificare l'azienda in ogni manovra speculativa.

Leggere i due verbali del Ministero del Lavoro:
* 14/08/2026 link> https://www.facebook.com/photo?fbid=1674175208046735&set=a.518059530324981
* 20/08/2026 link> https://www.facebook.com/photo?fbid=1679956670801922&set=a.518059530324981

VEDERE ALTRE NOTIZIE ATTINENTI
1> https://www.facebook.com/photo?fbid=1681486050648984&set=a.518059530324981
2> https://www.facebook.com/photo?fbid=1675663721231217&set=a.518059530324981
3> https://www.facebook.com/photo?fbid=1672616588202597&set=a.518059530324981
4> https://www.facebook.com/photo?fbid=1671641558300100&set=a.518059530324981


[aggiornato il 26/08/2026]

► ROMPIAMO IL CAPPIO ◄In soli tre decenni, da 222mila unità, il personale di Poste Italiane è stato ridotto a meno di 11...
21/08/2026

► ROMPIAMO IL CAPPIO ◄

In soli tre decenni, da 222mila unità, il personale di Poste Italiane è stato ridotto a meno di 110mila, cioè oltre il 50% in meno. Oggi, considerando aggiornamenti tecnici e calo di posta, la carenza effettiva è di 90mila unità. Eppure, "dall'alto", si pretendono risultati pari a quelli prodotti da un organico completo al 100%.

Ma, così, il sistema non può più reggere. Vanno assunti gli ex precari che attendono in graduatoria. Vanno riaperti i 1.900 uffici uffici postali chiusi. Vanno riempiti di operatori gli sportelli vuoti. Va ripristinata la consegna postale giornaliera. Vanno garantiti il servizio universale e gli utenti, che sono la fonte del lavoro.

Infatti, le conseguenze dannose di questa situazione sono di salute, per i lavoratori, con più stress, malattie e infortuni, ma anche per gli utenti, i quali ricevono un servizio indegno. A tutto ciò, si deve opporre una posizione sindacale di adeguata reazione.

► CAMPIONI DI ASSENZE ◄Personale mandato allo sbaraglio, migliaia di uffici postali eliminati o con sempre meno sportell...
20/08/2026

► CAMPIONI DI ASSENZE ◄

Personale mandato allo sbaraglio, migliaia di uffici postali eliminati o con sempre meno sportelli aperti, utenti disperati che ricevono un servizio sempre più degradato, Poste Italiane sembra ormai un treno impazzito, che corre in discesa verso lo schianto.

Proprio per frenare questa f***e corsa distruttiva, SLG-CUB Poste, CUB Poste e COBAS Poste, hanno chiesto un incontro con Poste Italiane, alla presenza super partes del Ministero del lavoro, che lo aveva fissato per il 14 agosto.

Ma, in quella data, Poste Italiane non si è presentata. Allora, nella piena scelta responsabile di tutti, è stato chiesto di predisporre una nuova riunione, stavolta per il 20 agosto, cioè alle 10.30 di oggi. Purtroppo, anche oggi, nessun dirigente di Poste Italiane si è presentato.

Pertanto, se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla capacità di chi sta gestendo Poste Italiane, di sapersi confrontare con chi evidenzia problemi reali, concreti e gravi, con la seconda assenza dal tavolo del confronto il dubbio è tolto.

Ecco perché, caduto ogni dubbio, la strada da percorrere sarà quella della lotta e delle prese di posizione, che faranno cadere le coperture di quei sindacati che svolgono la funzione di protesi dell'azienda, da ormai 30 anni, approvando strategie dannosissime.

► I PROBLEMI NON VANNO IN VACANZA... ◄Domani, 20 agosto, alle 10.30, si terrà la nuova riunione, in videoconferenza, pro...
19/08/2026

► I PROBLEMI NON VANNO IN VACANZA... ◄

Domani, 20 agosto, alle 10.30, si terrà la nuova riunione, in videoconferenza, programmata dal Ministero del lavoro, per discutere dei gravissimi problemi denunciati da Cobas Poste, Cub Poste ed SLG-CUB Poste, sulla situazione di Poste Italiane.

Solo per riassumere: "Le condizioni di lavoro sono progressivamente peggiorate sotto il profilo occupazionale, salariale, organizzativo e della tutela della salute e della sicurezza, con inevitabili ripercussioni anche sulla qualità del servizio universale reso ai cittadini."

Una prima occasione di incontro, purtroppo, tenuta il 14 agosto scorso, è andata in fumo, per l'assenza di Poste Italiane*. Certo, tutti vorrebbero stare in vacanza, in questo periodo, ma i problemi del lavoro e delle condizioni di lavoro non vanno al mare, soprattutto con un futuro molto fosco, che si intravede all'orizzonte.

* Leggere https://www.facebook.com/photo?fbid=1674175208046735&set=a.518059530324981

► GIOCANO A TI**RE LA CORDA ◄La catena dei morti e dei feriti parte da lontano. Infatti, da anni SLG-CUB Poste denuncia ...
18/08/2026

► GIOCANO A TI**RE LA CORDA ◄

La catena dei morti e dei feriti parte da lontano. Infatti, da anni SLG-CUB Poste denuncia che l'irrazionale taglio del personale ha solo procurato danni, oltre che agli utenti, soprattutto, ai lavoratori. Certo, avendo ridotto il personale di oltre il 50%, i soldi degli stipendi risparmiati si sono magicamente trasformati in utili immediati. Ma per quanto ancora si potrà ridurre il personale?

E, al governo, non si sono mai accorti di questo andamento? In Parlamento, gli schieramenti politici non hanno mai avuto notizie, nemmeno dopo l'inchiesta di "Report" del 2025, vista da milioni di persone, sul fatto che il personale di Poste Italiane venisse ridotto ben oltre l'osso, per sfruttare il precariato mandato allo sbaraglio?

E gli strateghi aziendali, non si sono mai posti il problema delle richieste di eventuali richieste di risarcimenti di massa, avanzati da chi viene danneggiato da questo sistema speculativo, rimettendoci la salute? Forse, non sanno che esiste la responsabilità extracontrattuale, rispetto ai danni subiti dai lavoratori per cause ascrivibili alla reale organizzazione del lavoro.

In ogni caso, sempre più lavoratori si stanno rendendo conto che l'attuale sistema speculativo produce solo danni, e molti stanno capendo che i loro stessi sindacati sono compromessi in questo sistema, il quale sta ancora in piedi soltanto perché la massa dei dipendenti sta accettando di farlo, correndo seri rischi, come dimostrato dall'aumento di stress, malattie e infortuni.

Leggere "Il Reventino" - 11 marzo 2025
> https://www.ilreventino.it/poste-italiane-dietro-ai-profitti-record-troppi-morti-e-infortuni-sul-lavoro/

Leggere ultime notizie del 2026.
> https://www.facebook.com/photo?fbid=1675663721231217&set=a.518059530324981
> https://www.facebook.com/photo?fbid=1672616588202597&set=a.518059530324981
> https://www.facebook.com/photo?fbid=1671641558300100&set=a.518059530324981



[aggiornato alle ore 22.56, del 18/08/2026]

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