21/10/2025
UN COMPITINO INSULSO A FAVORE DI CHI COMANDA
Varata la manovra 2026 del Governo Meloni, l’ultimo bilancio “pieno” prima delle elezioni.
Un testo che non cambia nulla e non scontenta nessuno, se non chi lavora e chi vive con salari e pensioni sempre più poveri.
Dietro la propaganda, resta un Paese bloccato: crescita allo 0,7%, precarietà in aumento, sanità al collasso e una disuguaglianza che continua ad allargarsi.
Il governo pensa solo a chiudere il deficit sotto il 3% per poter poi aumentare la spesa militare, fino a 150 miliardi l’anno entro il 2035.
Intanto si stanziano solo 2,4 miliardi per la sanità, mentre mancano 180.000 operatori nel Servizio Sanitario Nazionale.
Si promettono “tagli delle tasse” ma i benefici vanno a chi guadagna di più: chi prende 30.000 euro l’anno riceverà appena 3 euro al mese, mentre chi ne ha 50.000 ne guadagnerà 440 in più.
Nulla per chi sta sotto i 28.000 euro, cioè la maggioranza dei lavoratori e pensionati.
E mentre il governo regala condoni e flat tax agli evasori, continua a ignorare la crisi dei salari, delle famiglie, delle giovani coppie, della scuola e dei servizi pubblici.
Una manovra costruita per garantire stabilità al potere, non giustizia sociale.
👉 Serve un cambio radicale di rotta: più progressività fiscale, un welfare vero, nuovi investimenti pubblici, salari dignitosi, diritto alla casa e un modello economico sostenibile.
🔗 Leggi l’analisi completa di Renato Strumia nel link al primo commento ⤵