09/10/2026
È venerdì. Domani si torna a casa.
Quindici donne, tutte diverse, in questi giorni hanno scoperto molte somiglianze.
Nei modi di reagire, di proteggersi, di guardare al passato. E al futuro.
E alla fine hanno trovato anche un nome.
Le Scaravoltate.
Potremmo pensare a vite scaravoltate dalla malattia.
Ma loro hanno scelto un significato diverso, che guarda molto di più a ciò che viene dopo.
“Come quando rivolti un calzino: entri dentro con la mano e lo rovesci per raddrizzarlo.”
Forse è proprio quello che hanno fatto in questi giorni.
Sono entrate dentro di sé. Hanno cercato parti sopite, nascoste, dimenticate. Le hanno portate fuori, guardate, ascoltate.
E le loro bambine, finalmente libere di uscire, hanno provato a giocare con pensieri e comportamenti nuovi. Con curiosità. Con coraggio.
Scaravoltarsi, allora, non significa soltanto essere state capovolte da ciò che è accaduto.
Può significare scegliere di entrare dentro di sé, prendere qualcosa che era rimasto nascosto e avere il coraggio di portarlo fuori.
E quando qualcosa si rivolta, a volte cambia anche la luce sul volto.
Domani si torna a casa.
Forse non raddrizzate.
Ma un po’ più libere di scegliere da che parte stare.
Si può osare.