23/10/2025
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IL PUNTO SINDACALE DI ALESSANDRO CECCARELLI
58° Congresso Nazionale Sna di Lazise: polarizzazione, sfide e prospettive
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♦ Nel panorama della distribuzione assicurativa italiana si sta delineando una netta polarizzazione, come evidenziato dalla Relazione del Presidente Demozzi al cinquantottesimo Congresso di Lazise. Da un lato, assistiamo alla crescita di modelli organizzativi autonomi, come il plurimandato, i consorzi e le società consortili, che privilegiano collaborazioni orizzontali e strutture indipendenti. Questi modelli puntano alla valorizzazione dell’autonomia professionale dell’agente, favorendo la costruzione di reti solide, basate su fiducia reciproca e scambio di competenze.
Dall’altro lato, invece, emergono forme di accentramento e agenzie a partecipazione aziendale, fondate su vincoli monomandatari che vincolano fortemente la libertà operativa degli agenti. In questa dinamica si ripropongono modelli di fidelizzazione estrema, ritenuti superati, ma che tornano con forza, smascherando l’illusione di averli definitivamente archiviati. Demozzi lancia un messaggio inequivocabile: non c’è più spazio per l’indecisione o per strategie erranti che consentano alle imprese di determinare unilateralmente il futuro degli agenti. La dignità e la voce della categoria non sono negoziabili, e le decisioni che riguardano la professione devono nascere dal confronto e dalla partecipazione consapevole, non da imposizioni esterne. Demozzi sottolinea altresì come il silenzio e la disinformazione finiscano per consegnare alle compagnie il potere di scegliere per tutti, mettendo a rischio i diritti conquistati, quali la gestione autonoma dei dati dei clienti, la consulenza libera e il plurimandato.
La questione della sinergia tra sindacato e Gruppi Aziendali Agenti diventa cruciale per garantire azioni incisive a tutela della categoria. Il rischio concreto è che la contrattazione aziendale possa erodere i diritti faticosamente ottenuti, riaffacciando accordi integrativi peggiorativi che minano l’autonomia degli agenti.
Un altro tema centrale riguarda la diffusione delle clausole “ius variandi” nelle polizze assicurative, che permettono alle
compagnie di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, generando incertezza e vulnerabilità per gli agenti e i clienti. La segnalazione del problema agli organismi competenti (Gaa, Ania, Autorità) non ha ancora prodotto risposte concrete, lasciando aperta l’ipotesi di bloccare la distribuzione di nuovi contratti che prevedano tali clausole.
Il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti (A.N.A.) rappresenta un ulteriore nodo da sciogliere. Demozzi si oppone fermamente a un rinnovo a costo zero o, più grave, peggiorativo. L’accordo, pur essendo stato firmato nel 2003, costituisce un riferimento fondamentale, la cui costante applicazione ne dimostra la validità e l’attualità, tanto che anche compagnie straniere ne stanno prendendo esempio. Infine, il percorso avviato dal 2012 per traghettare gli agenti verso il ruolo di imprenditori agenziali, attraverso investimenti in formazione e valorizzazione professionale, si conferma strategico. Solo una categoria consapevole, preparata e unita può difendere dignità e libertà, perché – come ricorda Demozzi – la libertà, come la dignità, non si negozia: si difende, sempre.
La Relazione del Presidente Demozzi non è solo una fotografia dello stato dell’arte, ma un appello alla responsabilità collettiva per costruire un futuro condiviso e sostenibile per la distribuzione assicurativa italiana. In un contesto in cui la concentrazione rischia di accentuare le divisioni, il dialogo, la partecipazione e la formazione rappresentano le chiavi per riaffermare il ruolo centrale degli agenti e garantire che il futuro della categoria sia deciso insieme, senza subordinazioni o imposizioni.
Alessandro Ceccarelli